Sampdoria-Milan: i precedenti

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L’incrocio al “Ferraris” contro il Diavolo rossonero è da sempre partita di grande fascino ed evoca ricordi calcistici indelebili, di partite rimaste nella storia della Sampdoria.

I precedenti sono 58, con 17 vittorie dei blucerchiati, 19 pari e 22 successi rossoneri, l’ultimo dello scorso aprile, quando il gol di Bacca condannò alla sconfitta l’undici di Montella, dopo che nel primo tempo era stata annullata una rete regolare a Dodò.

Il 7/10/1973, prima giornata di campionato e Samp che parte con la penalizzazione di tre punti: sotto la pioggia battente gli uomini di Guido Vincenzi, mister della Samp, superarono 3-2 gli ospiti. Vantaggio iniziale Milan con rigore trasformato da Rivera, doppietta sempre su rigore di “Ciccillo” Improta, talentuoso trequartista arrivato dal Napoli. In avvio di ripresa stoccata di Boni ed inutile gol di Chiarugi a fissare il punteggio finale.

Tante altre sono le vittorie da ricordare, come il 2-0 del 10/3/1991, successo fondamentale nella corsa al titolo, con gol di Vialli su rigore e raddoppio di Mancini, il 3-0 della stagione 1995-96, firmato dalla doppietta di Enrico Chiesa e da Mancini, il 2-1 del marzo 2009, con sigilli di Pazzini e Cassano ( di Pato la rete milanista), l’identico risultato del 18/4/2010, vittoria pazzesca perché arrivata sul filo di lana, con la prepotente incornata del “Pazzo” che prese l’ascensore sul cross di Mannini, in una partita iniziata in salita per la rete di Borriello, poi pareggiata da Cassano.

L’incrocio che i tifosi blucerchiati ricordano con maggior piacere è forse quello del 30/10/1993: la Samp era allenata da Sven Goran Eriksson, il presidentissimo Paolo Mantovani si era dovuto arrendere alla malattia che lo aveva colpito quindici giorni prima, lasciando orfani i suoi ragazzi che quel giorno lo ripagarono con novanta minuti che resteranno indelebili nei ricordi di chi ama la Sampdoria.

Giocarono Pagliuca, Mannini, Marco Rossi (Bertarelli), Gullit, Vierchowod, Sacchetti, Lombardo, Katanec, Platt, Mancini e Chicco Evani, uno dei grandi ex in campo insieme a quel Ruud Gullit che aveva fatto, insieme a Van Basten e Rijkaard, le fortune del Milan mondiale guidato da Arrigo Sacchi. Avvio choc, con le reti di Albertini e Laudrup che sembrano incanalare il corso del match a favore dello squadrone guidato da Fabio Capello. Il primo tempo termina sul doppio vantaggio rossonero ma nella ripresa la rete di testa di Katanec, servito da sinistra da Gullit, innesca un crescendo rossiniano , con il pareggio di Mancini su rigore e la rete dell’incredibile sorpasso firmata proprio da Ruud Gullit, “cervo che esce da foresta” per usare una frase coniata dall’indimenticabile Vujadin Boskov qualche anno prima: lancio di Mancini per il “tulipano nero” che appena entrato in area, da destra, controlla e conclude con una staffilata ad incrociare che va a collocarsi nell’angolo destro di Seba Rossi, vanamente proteso in tuffo, proprio sotto la Sud, per il delirio collettivo sotto la pioggia del popolo blucerchiato.

MARCO FERRERA              

 

 

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