Le Olimpiadi di Genoa e Sampdoria: Palombo ultimo protagonista

Il nostro Marco Colla ci porta a spasso nella storia olimpica di Genoa e Sampdoria. Tanti i rossoblucerchiati saliti sul podio.

E’ cosa nota che il rapporto fra il calcio e le olimpiadi moderne è sempre stato, almeno a partire dagli anni 30, contrastato. Forse la nascita del campionato del mondo, le limitazioni imposte dal CIO, la scarsa volontà di partecipazione da parte delle federazioni hanno reso questa disciplina il parente povero della massima manifestazione sportiva mondiale. Per quanto riguarda l’Italia calcistica il suo bottino raccolto in chiave olimpica si esaurisce in due bronzi (Amsterdam 1928 e Atene 2004) e un prestigioso oro a Berlino 1936. Atene a parte, si tratta di trionfi lontanissimi nel tempo. In essi tuttavia troviamo con sommo orgoglio la partecipazione di atleti militanti nelle nostre formazioni genovesi. Iniziamo da Amsterdam nel 1928 dove si esibì peraltro la vera nazionale italiana (i mondiali avrebbero avuto il loro battesimo due anni più tardi in Uruguay). Leggendo i nomi degli artefici del bronzo olimpico, troviamo Giovanni De Pra, genovese purosangue che giocò solo la prima partita con la Francia vinta 4-3, il terzino Delfo Bellini, genovese di Rivarolo e il grande Felice Levratto ligure di Carcare, titolare inamovibile. Questi ultimi due erano in campo nella finale per il terzo e quarto posto contro l’Egitto finita 11 a 3!! a favore degli azzurri. Quanto a De Pra , sarebbe stato protagonista di un gesto nobile. La sua medaglia la volle sepolta vicino alla porta sotto la gradinata Nord.

Era il 1979; il terreno sarebbe stato in seguito ristrutturato in occasione di Italia 90; il prezioso cimelio non venne mai più rivenuto. In seguito gli verrà intitolata una via. Passiamo a Berlino 1936 ove gli azzurri di Vittorio Pozzo si fregiarono dell’oro olimpico battendo in finale l’Austria per 2-1. Non era più la nazionale vera bensì quella goliardica, in base alle limitazioni imposte dal Comitato Olimpico. Qui, per ritrovare un nostro atleta pur di alto spessore occorre riesumare l’antenata della Sampdoria vale a dire la vecchia Sampierdarenese. Bruno Venturini, portiere nativo di Carrara, militava appunto nella squadra dei lupi rossoneri e (incredibile ma vero) risulta a tutt’oggi l’unico atleta calcistico vincitore dell’oro olimpico appartenente ad una società genovese. Saltiamo a piè pari verso tempi più recenti. Siamo ad Atene nel 2004 e la nostra squadra nazionale olimpica guidata da Claudio Gentile, sale sul podio dopo ben 68 anni. Di quella formazione che ottiene il bronzo battendo per 1-0 l’Iraq a Salonicco (gol di Gilardino), milita ed è protagonista un atleta della Sampdoria, si tratta di Angelo Palombo. E’ da sottolineare che l’ancora attuale cursore blucerchiato è l’unico calciatore vivente militante in una squadra genovese che può vantare un podio olimpico. Non è sicuramente cosa da poco, anzi, è un fatto prestigioso da prendere in considerazione nell’ambito di qualche futura premiazione, tipo “Stelle nello Sport”.

Marco Colla

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