Juric: 37 anni dopo uno straniero alla guida del Genoa

Nella sua storia ultracentenaria il Genoa ha avuto alla guida parecchi allenatori stranieri, William Garbutt su tutti. Se andiamo invece a prendere in esame gli ultimi 60 anni, il numero è abbastanza esiguo e si riduce a quattro elementi, tre dei quali con risultati  in contrasto alle loro effettive capacità. Vediamo di analizzare su ciascuno di essi storie, pregi e avversità :

Da Carver a Juric: storia dei tecnici stranieri del Genoa

JESSE CARVER – Tecnico d’oltremanica di grandissimo spessore, Curiosamente, l’ultimo britannico ad aver avuto rapporti con la più inglese delle squadre italiane. Siamo nel 1959. Carver in precedenza aveva allenato Lazio, Roma,   Inter, Juventus (mica squadrette). Alla guida dei bianconeri aveva pure vinto uno scudetto nove anni prima. Viene chiamato al capezzale del Genoa in una stagione già compromessa dopo appena…sei giornate, bilanciate da cinque  sconfitte e una solo vittoria per giunta a tavolino. La squadra aveva nomi altosonanti come Buffon, Abbadie, Barison, Corradi, ma con un’età media molto avanzata,  con conseguente carenza di dinamismo; elementi che contrastavano con le idee tecnico tattiche del Mister. La situazione di classifica non migliorò assolutamente, tanto che dopo 17 giornate, con un bottino di soli 12 punti Carver venne rimosso e sostituito(inutilmente in verità) da Annibale Frossi. Aveva preso la squadra ultima in graduatoria, la lasciò nella stessa posizione. Probabilmente il suo atteggiamento basato molto sull’aplomb e sulla flemma contrastavano parecchio col modo di pensare e di agire degli italiani (genovesi in particolare), e non solo sul piano calcistico.

BENIAMINO SANTOS – Ecco un tecnico esatto contrario del precedente. Argentino, ottimo calciatore granata e altrettanto bravo  alla guida della stessa società. Nell’estate del 1963 il Genoa lo assume presentandogli atleti del calibro di Da Pozzo, Bean, Bicicli, ma soprattutto la stella nascente Gigi Meroni. Sanguigno, passionale ma soprattutto bravo ad allenare, chi scrive ricorda che durante gli allenamenti era intransigente su ogni minima mancanza di impegno dei suoi atleti. Urlava ed incitava; un burbero benefico insomma. I risultati di tale gestione tecnica : un ottavo posto finale e un record di imbattibilità del portiere Da Pozzo con 791 minuti. Avremmo preferito fermarci qui. Purtroppo il  seguito della storia rivela un finale tragico nell’arco di una settimana. Luglio 1964 : Meroni viene ceduto al Torino sollevando un’insurrezione popolare. Alcuni giorni dopo,  evento infinitamente più  doloroso : una notizia d’agenzia rivela che Beniamino Santos, in vacanza in Spagna, è rimasto vittima di un incidente mortale automobilistico. Sembra tutto assurdo; pure il fatto che la farfalla granata tre anni dopo subirà la stessa sorte in una serata autunnale nel quartiere Crocetta di Torino.

PAULO AMARAL – Brasiliano, venne assunto dal Genoa per la stagione 1964-65 in sostituzione del povero Santos. Referenze di base : aveva allenato il Brasile bi campione mondiale anni 1958-62 anche se in verità selezionatore carioca era Vincente Feola. Referenze italiane : tecnico juventino un paio di anni prima in un campionato concluso al secondo posto. Ma in casa bianconera  una piazza d’onore è considerata un fallimento; da qui l’esonero. Il pensiero calcistico di Amaral consisteva nell’applicazione di un 4-3-3 di stampo brasiliano con marcature difensive a zona. In tal senso fu un precursore in Italia. Ma  la difesa rossoblu allineava elementi come Vanara, Colombo, Bagnasco, Rivara bravi come rendimento ma tutt’altro che piedi buoni, elemento questo  che il tema tattico richiedeva in modo prioritario. Il suo Genoa sì che mostrava un gioco bello e intrigante, ma gli avversari… segnavano sempre una rete in più. La svolta fu conseguente ad un “ammutinamento” da parte dei giocatori, come racconta lo stesso Franco Rivara . “ Si giocava a Foggia e dopo appena dieci minuti i padroni di casa avevano già imbastito tre palle gol. Ad un accenno con i compagni, decidemmo di applicare la rigida marcatura ad uomo. La partita finì 0-0 (punto prezioso), ma durante tutto il viaggio di ritorno Amaral non rivolse la parola a nessun atleta” Si ricominciò a seguire la sua filosofia con due ovvie sconfitte contro Juventus e Torino. Al termine di un  1-4 contro i granata, il tecnico brasiliano poteva ormai considerarsi un ex. Troppo pochi i quattro punti dopo otto giornate.

ETTORE PURICELLI – Uruguajano, grande calciatore in Italia a cavallo degli anni 40, quasi altrettanto come tecnico, dopo aver allenato parecchie squadre fra cui il Milan (scudetto stagione 1954-55). Arrivò in un Genoa cadetto nel pieno della stagione 1978-79 sostituendo un deludente Maroso. Nel grifone militavano fior di atleti fra cui Bruno Conti, Damiani, Nela  che non davano  spiegazione di una classifica altamente precaria. Con Puricelli alla guida la squadra si riprese a poco a poco sino ad inserirsi nelle zone medio alte a inizio girone di ritorno. Ma ecco il patatrac. Dalla 21° giornata alla 28° i rossoblu subiranno ben 7 sconfitte contro una sola vittoria. Tutto ciò comporterà l’esonero del tecnico sudamericano sostituito da Gianni Bui che condurrà la squadra ad una sofferta salvezza. Ettore Puricelli resterà comunque l’ultimo allenatore straniero alla guida del Genoa prima dell’avvento di Juric. Sono trascorsi da allora 37 anni.

Marco Colla

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