Visto da Gambino – Ansaldi, Izzo e Rigoni: gli insospettabili eroi
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Bastano ed avanzano, ad un Genoa double face, le recite casalinghe per staccare in anticipo il biglietto della salvezza. Il traguardo è lì, ad uno o due passi, e la prospettiva di ospitare Frosinone e Atalanta dovrebbe cancellare i residui dubbi. A Marassi il Grifo si traveste da Re Mida, capace di trasformare in oro anche il ferraccio raccolto per strada.
Non sempre si ammira un gioco di qualità, ma i ragazzi di Gasperini sopperiscono con quella dote che storicamente esalta di più la tifoseria: il cuore. Senza rabbia agonistica, carattere forte, determinazione feroce non si sarebbe rimontato il passivo di fronte a Udinese e Toro e neppure battuto l’Empoli. Un undici “con le palle”, concedeteci questa licenza, acconcia per descrivere la chiave di una serie di imprese diventate, cammin facendo, determinanti per sfuggire alla tagliola della serie B.Neppure il mister, ormai navigatissimo, si spiega la metamorfosi nelle sfide in trasferta, giocate da pallide controfigure dei guerrieri ammirati a Marassi. Senz’altro incideranno anche i fattori tattici e il diverso atteggiamento degli avversari, ma la componente psicologica appare preponderante. Indubbio che la spinta offerta dalla Nord… e dintorni al Ferraris sia difficilmente eguagliabile, ma racchiudere tutta la disamina a questa considerazione suona inaccettabile.
DOVE PUO’ ARRIVARE QUESTO GENOA?
Da condividere al mille per cento il recente richiamo del Gasp agli obiettivi stagionali. La sua milizia da record sulla panca genoana lo spinge a diffidare di una piazza incline alle facili e gratuite esaltazioni e alla sopravvalutazione di un materiale umano non disprezzabile ma ricchissimo di difetti e di lacune. Ha ragione il mister a sottolineare che questo Genoa più di un’anticipata permanenza in A non può garantire. E neppure l’auspicato ritorno di Pavoletti potrà trasformare un complesso privo di esterni d’attacco atleticamente affidabili e di mezze ali tecnicamente provviste in una formazione da primi dieci posti.
Di sicuro stuzzica parecchio la fantasia l’ipotesi di un’accoppiata Pavolo-Pandev. Il macedone è reduce da una prestazione mostruosa e in tutto degna della standing ovation tributatagli dalla Nord. Dopo una recita di così rara intelligenza calcistica e di assoluta utilità nell’economia del gioco, sorge spontanea una domanda: cosa combinerebbe Goran se potesse agire nel ruolo prediletto, quello di seconda punta al servizio di un autentico fromboliere?
In attesa di sciogliere l’enigma il prima linea, va dato atto, comunque, alla società di aver azzeccato l’acquisto invernale “low cost” di Rigoni, efficace piede di porco per aprire le difese avversarie, e di aver visto lungo riguardo ad Ansaldi, che – scriviamolo con chiarezza – in questo contesto stona apertamente, meritando piazze calcistiche ben più ambiziose. Preziosi, che in fatto di business legato al calcio è un fuoriclasse, provvederà a riscattarlo per dirottarlo immediatamente sul mercato, dove i facoltosi estimatori sono già in coda da tempo.
D’altronde, bisogna rassegnarsi a salutarlo e sperare solo che l’opera di massiccia smobilitazione non continui. E qui i riflettori vanno puntati su Armando Izzo, sempre più autoritario nella veste di difensore moderno, abile nelle chiusura ma soprattutto nel mordere le caviglie di qualsiasi malcapitato rivale sfruttando le sue doti nell’anticipo. Appena avrà assimilato maggiore lucidità e padronanza nei disimpegni, sarà prontissimo per una maglia azzurra.







