27a, CHIEVO-GENOA 1-0: continua il mal di trasferta rossoblù

Continua il mal di trasferta del Genoa ed esce dal Bentegodi con zero punti. Visto il primo tempo il Grifone sembrava poter uscire dal Bentegodi almeno con un punto, ma nel secondo tempo il Chievo Verona ha avuto più fame di vittoria e Castro ha punito Perin dopo pochi minuti. La reazione dei rossoblù non è arrivata e così Maran può tornare a sorridere.
Il Genoa dovrà ricaricare le pile in questa settimana, per presentarsi al meglio domenica prossima contro l’Empoli. Gasperini decide di fare fiducia alla squadra che ha vinto domenica scorsa contro l’Udinese. L’unica variazione è il rientro di Ansaldi dal primo minuto al posto di Izzo squalificato. Le due squadre arrivano alla partita con le stesse motivazioni, con tanta voglia di vincere per fare il salto definitivo in classifica per staccarsi definitivamente dal gruppo salvezza.
La paura di perdere fa da protagonista nei primi minuti di gara con due squadre che pensano prima a difendersi e non ad attaccare. I rossoblù però, come di consuetudine, cercano di fare la gara, sfruttando la velocità di Laxalt e Rincon sulla fasce, facendo soffrire, non poco, Gobbi e Cacciatore. Questo forte pressing fa conquistare al Genoa tre calci d’angoli consecutivi, che non portano preoccupazione a Bizzarri.
Il Chievo a sua volta si fa vedere in contropiede , cercando subito di verticalizzare il gioco verso Pellissier e Birsa, ma Burdisso e De Maio sono bravi ad anticipare gli attaccanti clivensi.
Di certo quella tra Chievo Verona e Genoa non verrà ricordata come una delle partite più belle del campionato e Gasperini decide di mischiare le carte in tavola, arretrando Rincon sulla linea dei difensori portando, Laxalt più vicino a Rigoni e Dzemaili, allargando Suso e Cerci con l’idea di far allargare la difesa di Maran, molto coperta e attenta. Ma la prima vera palla gol arriva da Birsa, che prova un tiro dalla distanza, ma il suo sinistro di poco a lato dalla porta di Perin.burdisso
Il Grifone, come sempre, in trasferta una gran mole di gioco, ma che non riesce a tramutare in conclusioni a rete. L’unica tiro in porta degno di nota arriva alla fine del primo tempo con il solito Cerci, il più ispirato dei tre attaccanti, ma il suo sinistro a giro fa la barba al palo.
Finale di primo tempo che regala qualche brivido di troppo a Mattia Perin, con il Chievo che ha  cercato insistenza il gol da calci da fermo sui quali De Maio e Burdisso fanno buona. Ma proprio all’ultimo istante della prima parte di gara Pellissier richiede a gran voce un rigore a suo favore, per una presunta trattenuta di Rincon nei suoi confronti. Fabbri lascia proseguire e manda le due squadre negli spogliatoi. Il replay danno piena ragione al fischietto ravennate.
Sicuramente nei primi 45’ minuti è mancato l’apporto di Matavz che si è fatto vedere poco e si è fatto anticipare troppo volte da Dainelli.
Ma il secondo tempo si apre nel peggiore dei modi per il Genoa perché arriva il gol del vantaggio del ChievoVerona. Castro ruba palla a Rigoni riapre il gioco verso Cacciatore, che va sul fondo e con il suo cross taglia tutta la difesa e trova proprio l’argentino che da due passi batte Perin. Per il Grifone il gol dei veronesi arriva come una doccia dopo un primo tempo giocato molto bene, in dominio assoluto del campo.

 

Ma la reazione del Genoa non arriva, anzi, i padroni di casa si rendono ancora una volta pericolosissimi con Nicola Rigoni, servito splendidamente da Gobbi, va a calciare a pochi passi da Perin a botta sicura ma Burdisso salva tutto. Poi ci pensa Perin a tenere ancora una volta a tenere in partita i suoi compagni con una grande parata su M’poku.
Gasperini capisce il momento di difficoltà dei suoi e decide di ridisegnare la sua squadra con 4-2-3-1 con l’ingresso di Capel, Lazovic e Tachtsidis al posto di Cerci, Suso e Dzemaili, con Rigoni spostato in avanti per sfruttare al meglio i suoi inserimenti. Ma la musica non cambia ed è sempre il Chievo a fare la partita, sovrastando il Genoa in ogni settore del campo, con i rossoblù che non riescono mai a mettere in difficoltà Bizzarri, non trovando mai lo spazio giusto per liberarsi per il tiro. L’occasione giusta per il pareggio arriva sulla testa di Rigoni, che impatta molto bene il pallone ma la sua traiettoria è troppo centrale, sulla quale Bizzarri non ha problemi.
Negli ultimi minuti il Genoa cerca il pareggio a testa bassa attaccando in massa e andando a conquistare angoli e punizioni calciate male da Darko Lazovic in tutte e due le occasioni, con il serbo ancora volta protagonista in negativo. Il Genoa rischia di subire anche il secondo gol su un contropiede micidiale del Chievo ma sul quale M’Poku sbaglia tutto e regala il pallone alla difesa del Genoa. Ma dopo pochi secondi Fabbri manda tutti negli spogliatoi.

IL TABELLINO:

CHIEVO VERONA – GENOA 1-0

MARCATORI: Castro (CH) al 50′

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Bizzarri 1; Frey 21, Dainelli 3, Cesar 12, Gobbi 18; Rigoni 4, Radovanovic 8, Castro 19; Birsa ( 72′ Meggiorini), M’Poku 40, Pellissier 31.

A disposizione: Bressan 32, Seculin 90, Cacciatore 29, Sardo 20, Costa 36, Damian 96, Hetemaj 56, Pepe 7, Ninkovic 10,  Floro Flores 83. Allenatore: Maran.

GENOA (3-4-3): Perin 1; De Maio 4, Burdisso 8, Ansaldi 3; Rincon 88, Rigoni 30, Dzemaili 31 (dal 61′ Tachtsidis 77), Laxalt 93; Cerci 11 (dal 62′ Lazovic 22), Matavz 42, Suso 17 (dal 7′ Capel 16).
A disposizione: Lamanna 23, Donnarumma 32, Marchese 15, Gabriel Silva 34, Fiamozzi 29, Ntcham 18, Pandev 21. Allenatore: Gasperini.

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