I dieci volti dell’attacco blucerchiato

9 punti in 13 partite: Montella sta deludendo tutto l’ambiente blucerchiato, ma contrariamente al suo predecessore Zenga viene meno vessato da critica e tifosi. Uno dei suoi demeriti è senza dubbio non aver dato fiducia e costanza a una coppia-gol o a un tridente. Ecco come l’Aeroplanino ha ruotato i suoi attaccanti.

Non è tutta colpa del povero Vincenzino, ma nelle 13 partite giocate dalla Samp dall’atterraggio in panchina dell’Aeroplanino sono stati ben 10 gli attacchi diversi scesi in campo dal primo minuto. Su questa eccessiva rotazione hanno senz’altro influito il rendimento altalenante di alcuni interpreti, come Muriel e Cassano, l’infortunio di Carbonero e, ovviamente, il passaggio all’Inter di Eder dopo la gara contro il Napoli.

Tutte le scelte in avanti di Montella

I dati dicono che mai per più di due volte Montella ha schierato, per scelta o per necessità, lo stesso attacco. Quelli più gettonati stati la coppia Eder-Muriel con Soriano trequartista (nelle sconfitte contro Milan e Sassuolo), il tridente Eder-Cassano-Carbonero (nel derby e nel ko contro la Juve) e il duo Muriel-Correa con Soriano alle loro spalle (nel pareggio col Toro e contro la Roma).

Per le restanti 7 partite, Montella ha mischiato le carte frettolosamente, a partire dalla prima sconfitta a Udine col tridente Eder-Muriel-Carbonero, passando per il pari con la Lazio in cui iniziò con Cassano davanti a Carbonero e Lazaros, passando per il 4-2 subito dal Napoli con in campo contemporaneamente Correa, Cassano, Carbonero e Eder, fino all’ultimo deludente 0-0 interno contro l’Atalanta in cui a iniziare la gara sono stati Cassano e Quagliarella, supportati da Correa.

carbonero-sampdoriaIl miglior momento della Samp, occorso a cavallo tra vecchio e nuovo anno con il pari in extremis contro la Lazio e le vittorie contro Palermo e Genoa, è coinciso con la presenza e la buona forma di Carlos Carbonero, operato ieri al menisco e fuori per almeno un mese. Quello peggiore, nel tormentato mese di gennaio, quando le pressanti voci di mercato e il via vai di giocatori ha distratto parecchio la squadra e ha costretto Montella a cambiare, e non solo in attacco.

Infortuni e titubanze, si cambia anche in difesa

Tre e mezza, sono le partite giocate con la difesa a 3, ovvero dal secondo tempo di Bologna, quando in effetti  la squadra riuscì a rimontare il 2-0 iniziale, salvo poi essere punita dallo sfortunato rigore causato da Alvarez nel finale. Sabato sera a San Siro agiranno nel pacchetto arretrato Silvestre, Ranocchia e Moisander (al rientro): i tre avevano giocato insieme solo nella seconda metà della trasferta emiliana. A centrocampo la costante sono stati Soriano e Carbonero, con Barreto accantonato dopo gli errori marchiani contro il Napoli e Ivan impiegato da jolly, di volta in volta in una posizione diversa e che ultimamente – per via delle assenze di De Silvestri, Sala e Moisander (con Cassani adattato a difensore) – ha dovuto reinventarsi esterno destro a tutta fascia.

Alla ricerca della continuità

Insomma, la Samp, dopo 25 partite è ancora in fase sperimentale e il suo tecnico è tuttora alla ricerca dell’11 titolare. Per ora nel confronto Montella-Zenga vince e non di poco l’Uomo Ragno (0,69 contro 1,25 di media punti a partita). L’Aeroplanino, recentemente confermato da Osti nonostante il pessimo rendimento della squadra nelle ultime 13 partite, ha però ancora altrettante sfide per riscattarsi e portare la Sampdoria alla salvezza. Se gli infortuni non gli causeranno altri problemi, la risalita passerà senza dubbio da una maggiore continuità nella formazione.

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