Visto da Gambino – Genoa, verso la salvezza: il calendario non basta

La sconfitta contro il Milan ha chiuso il ciclo terribile, ora per il Genoa il calendario è un alleato verso una salvezza tutta da conquistare

Il ciclo terribile è alle spalle e adesso, all’orizzonte del Genoa, resta solo lo scoglio della partita di Napoli, ad intervallare una serie di appuntamenti, almeno sulla carta, abbordabili. Non basta però, scorrere il calendario di serie A per gonfiare il petto di ottimismo e tranquillità. Il Genoa post-sessione invernale, infatti, non avrebbe ispirato assoluta fiducia neppure al completo: figuriamoci dovendo rinunciare per diverse settimane al bomber principe, Pavoletti, e al calciatore dimostratosi più efficace, Ansaldi.

Diciamolo: dal mercato bis ci si aspettavano ben altre mosse. A cospetto di una situazione di classifica a dir poco delicata, sarebbe stato fondamentale potenziarsi con calciatori “pronti” sotto tutti gli aspetti. Invece, per chiara ammissione di mister Gasperini, Cerci e Suso dovranno sudare per diverse settimane prima di approdare al ritmo partita e Matavz, alternativa designata del bomber, non potrà certamente ambientarsi con uno schiocco di dita in un campionato insidioso come il nostro. Anche a lui occorreranno, ben che vada, diverse settimane: ironia della sorte, il periodo in cui il suo apporto sarebbe più servito. A che pro mettersi in casa calciatori – tutti, tra l’altro, di uno stesso reparto – lontani anni luce da un rendimento ottimale? Quando i presunti rinforzi arriveranno al “top”, la stagione sarà ai titoli di coda.

GenoaMai, nell’era Preziosi, il Genoa è parso così debole dalla cintola in su. In avanti non c’è neppure una parvenza di incisività, ma anche a centrocampo latitano le proposte offensive e trionfa l’improvvisazione. Una mediana forte a protezione della difesa è garanzia di pareggi – pur sempre preferibili alle sconfitte, per dirla alla Catalano – ma non certo di quel mazzetto di vittorie indispensabili per risparmiarsi Spasimi assortiti e timori di una brutta fine.
Anche il punto, lo ripetiamo, potrebbe servire, ma contro l’Udinese si dovrà pur cercare di vincere. Già, ma con quali armi? Chiedendo in primis a Suso e Cerci – probabili… staffettisti – a sparare ogni cartuccia in 45 minuti senza risparmiare una stilla di energia. Imponendo ai mediani di reiterare gli inserimenti in avanti a supporto dell’unica Punta fissa, nella speranza che l’effetto sorpresa possa sortire benefici. Affidandosi alle qualità aeree di Burdisso e Munoz in area avversaria sulle palle inattive.

Molto di altro il convento Genoa non passa. Parte della tifoseria “spinge” per Capel, le cui progressioni a testa bassa, come un ariete, potrebbero sconvolgere certi equilibri. Lo spagnolo, però, è più contropiedista che punta da gioco corto.
Critica e “popolo” auspicherebbero un impiego più costante di Tachtsidis, il solo centrocampista dal piede educato e dalla propensione alla regìa. La fresca notizia di uno suo trasferimento al Lugano sfumato n extremis dopo che il presidente Preziosi si era accordato col suo collega Renzetti, è, sotto certi aspetti, sconvolgente, anche se l’ostracismo patito sinora da parte dell’allenatore poteva giustificare una cessione. Il poderoso Panagiotis forse non è adattissimo al gioco gasperiniano, ma – di grazia – di quell’impianto tattico sicuramente funzionale cos’è rimasto da settembre in poi? Tachtsidis ha partecipato al successo scacciacrisi di Bergamo e realizzato il gol decisivo contro il Chievo: non è un fuoriclasse ma merita davvero la panchina… a vita?

Pierluigi Gambino

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