23a, SAMPDORIA-TORINO 2-2: il Gallo canta allo scadere

Da non credere. Torna a gioire la Sud, anzi no: il gol di Belotti al 49’ salva la pelle del Toro e strozza in gola l’urlo dei blucerchiati, a un passo dall’interrompere l’incubo in cui sono da tempo coinvolti. Dopo 45′ da sbadigli, nella ripresa Belotti replica a Muriel, poi Soriano sfodera un colpo da maestro che illude fino all’ultimo tutto il Ferraris. Il “Gallo” però canta ancora proprio allo scadere, facendo piombare nello sconforto l’intero ambiente blucerchiato. Con una vittoria che sarebbe stata manna dal cielo, la Samp avrebbe potuto tornare a guardarsi davanti, invece, dopo l’ennesimo pasticcio, è sempre all’indietro che deve continuare a rivolgere il proprio sguardo: la salvezza è ancora lontana.

Tabellino e pagelle

SAMPDORIA-TORINO 2-2

RETI: s.t. 21′ Muriel, 26′ e 49′ Belotti, 39′ Soriano

SAMPDORIA (3-5-1-1): Viviano 6; Cassani 5,5, Ranocchia 4,5, Moisander 6; Sala 6 (p.t. 25′ Diakité 5, s.t. 1′ Lazaros 5), Soriano 7, Palombo 6,5, Ivan 6,5, Dodò 6; Correa 5,5 (s.t. 34′ Quagliarella 6); Muriel 6,5. A disposizione: Puggioni, Brignoli, Skriniar, Pereira, Barreto, Krsticic, Alvarez, Cassano, Rodriguez. All. Montella 5,5

TORINO (3-5-2): Padelli 5,5; Maksimovic 6, Glik 5,5, Moretti 6; Zappacosta 6,5, Benassi 6 (s.t. 25′ Maxi Lopez 5,5), Gazzi 5,5, Acquah 6,5 (s.t. 1′ Baselli 5,5), Gaston Silva 5,5; Belotti 7,5, Martinez 5 (s.t. 18′ Immobile 6,5). A disposizione: Ichazo, Castellazzi, Jansson, Molinaro, Bruno Peres,  Avelar, Molinaro, Obi,  Farnerud, Gazzi. All. Ventura 5,5

ARBITRO: Guida di Torre Annunziata 6,5

NOTE: ammoniti Gazzi, Correa, Diakité, Glik, Ranocchia e Baselli.


 

La partita

Senza De Silvestri e Carbonero infortunati, Mesbah alle prese coi Carabinieri e gli squalificati Silvestre e Fernando, la Sampdoria affronta il Torino con l’ex più atteso in panchina; in campo, dopo tanto tempo, c’è invece il capitano di lungo corso Angelo Palombo, unico superstite della Sampdoria 2006/2007 che vide protagonista un super Fabio Quagliarella, oggi, come anche Cassano e Montella, alla sua seconda vita in blucerchiato. L’Aeroplanino conferma la difesa a 3 con Ranocchia fra Cassani e Moisander, Dodò e Sala esterni, Ivan e Soriano in mediana e l’attacco tutto tecnica Correa-Muriel. Dopo 4 sconfitte consecutive, un atteggiamento più prudente del solito, è la soluzione che l’allenatore campano sceglie per tornare a far punti.

Turnover per Giampiero Ventura: il tecnico genovese sorprende tutti e tiene in panchina pezzi di artiglieria pesante come Bruno Peres, Baselli e Immobile, dando spazio a Gaston Silva, Gazzi e Martinez.

E’ proprio Josef Martinez il primo dei 22 in campo a mettersi in luce: il venezuelano prima impegna Viviano con un tiro infido di sinistro dai 20 metri, poi nel tentativo di anticiparlo in scivolata, gli fa sentire i tacchetti sul petto, costringendo il portierone blucerchiato alle cure dello staff medico. Tanti gli ex in campo, il primo a farsi notare è Acquah, che alza il piedone più di Ivan a centrocampo per poi involarsi verso Viviano, costretto a salvare di piede dopo che la difesa si era aperta davanti a lui come il Mar Rosso.

Al 25’ la prima tegola: Sala accusa noie muscolari, Montella non si fida di Pereira e fa esordire Diakitè, spostando Cassani in fascia. Ivan e Correa i più attivi nella Samp nel primo quarto di gara, dove però prevale nettamente l’organizzazione di gioco del Toro, già pericoloso almeno quattro volte in area avversaria. La partita, iniziata con una certa verve, cala di ritmo alla distanza: le due squadre, entrambe raccolte per non prendere contropiede, e schierate a specchio, non concedono più nulla o quasi allo spettacolo. Muriel e Correa si incaponiscono negli scambi stretti lontano dalla porta, il risultato è zero tiri in porta in 47’.

Sul finire di prima frazione, Montella perde un altro pezzo: entrato da appena 20’, Diakité si avventura palla al piede finendo per farsi rubare palla da Acquah e nel tentativo di stenderlo il colosso francese si infortuna all’adduttore destro.

Al rientro in campo, quando regna ancora lo 0-0, c’è infatti Lazaros al posto di Diakitè, con Cassani che torna in difesa. Un cambio anche per Ventura, fuori Acquah, tra i migliori, e dentro Daniele Baselli. Al 1’ della ripresa, sono già 2 i cambi spesi dalla Sampdoria.

Meglio ancora il Toro nei primi 10’, che ringrazia un Moisander alla “vai col liscio” e per poco non punisce con Belotti da pochi metri. Il gioco dei blucerchiati langue, il tiro in porta resta una chimera. Si alza il vento a Marassi, portando con sé mugugni e imprecazioni dei tifosi dagli spalti. Il Torino non brilla, ma sa rendersi pericoloso con i prorpi esterni di corsa, come al 16’, quando Zappacosta crossa bene per Baselli che stacca altissimo senza inquadrare la porta. Lo spavento fa scattare una scintilla nell’orgoglio dei doriani, che dopo aver spaventato il Toro con Correa (20’), colpiscono sugli sviluppi di un corner con l’incornata di Muriel su cross di Dodò. Così va il calcio: al primo tiro in porta la Sampdoria è in vantaggio (21’)!

La gioia dura però il tempo di un caffè, perché Ventura mette dentro sia Immobile che Maxi Lopez e si fa pressante in avanti. E la Samp cede subito a tale pressione: cross innocuo dalla sinistra, liscio con tunnel di Ranocchia e Belotti tutto solo può depositare in rete.

Un altro disastro di Ranocchia dopo quello di Bologna. Non pago, l’ex Inter si lascia poi scappare Immobile e solo un miracolo di Viviano evita guai peggiori. La partita si fa più divertente, le due squadre sanno di dover rischiare qualcosa e si sbilanciano ad attaccare con più uomini, agevolando le transizioni avversarie. In una di esse, Belotti potrebbe raddoppiare in acrobazia, la mira è però alta (34’). Viene anche il momento di Fabio Quagliarella (per Cassano altri 90′ in panchina), l’ex più atteso: a fargli spazio è Correa. L’inerzia della gara sembra favorire i granata, ma di nuovo dal nulla, riecco la Samp. Dodò serve Soriano ai 25 metri, il 21 alza la testa  e piazza un interno destro a giro che sorprende Padelli: Samp di nuovo avanti al 39’.

Gli ultimi minuti, compresi i 4 di recupero, sono di totale sofferenza, lotta di cuore e nervi, senza più badare al sottile. Uno sforzo ammirevole da parte dell’11 di Montella, ma non basta: proprio allo scadere il “Gallo” torna a cantare e alza la sua cresta sopra i lunghi Ranocchia e Moisander, pareggia di testa su cross di Immobile una partita che Ventura pensava ormai di aver perso. Samp-Toro finisce 2-2.

Per la Samp la vittoria sarebbe stata troppo per quanto mostrato nei 90′, ma un pareggio così lascia molto amaro in bocca. E la classifica si fa ora sempre più complicata.

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