Genoa: solita rivoluzione, ma non troppo

Anche in questa sessione di mercato è stata rivoluzione in casa Genoa, con molti giocatori come sempre in entrata e in uscita dallo spogliatoio di Pegli. Questa volta però, anche se la classifica non sorride e la cessione di Perotti impoverisce la qualità della squadra, il Grifone non si piange addosso. Ecco perché.

Entrano Rigoni, Suso, Cerci, Gabriel Silva, Fiamozzi e Matavz. Escono Ujkani (Latina), Gakpé (Atalanta), Cissokho (Bari), Diogo Figueiras (Siviglia) e Perotti (Roma), per una plusvalenza complessiva di svariati milioni che avrebbe potuto essere anche superiore se il Presidente Preziosi avesse ceduto alle pressanti lusinghe su Izzo, De Maio e Pavoletti. Perotti ha raggiunto il gemello Iago alla Roma, il giocatore ha dato tanto ai colori rossoblù, ma probabilmente nessuno si strapperà i capelli.

L’obbligo di rientrare da un pesante passivo attraverso il calciomercato è ormai cosa risaputa nell’ambiente genoano, che nonostante le frizioni con l’allenatore e la presidenza vede, dal derby in poi, una squadra più equilibrata nelle due fasi e sempre pericolosa perché capace di imporre il proprio ritmo agli avversari. Il bilancio di 8 punti in 4 partite, con un solo gol subito al passivo lascia per il momento tranquilli i tifosi, che hanno trovato in Pavoletti un punto fermo tra le loro simpatie.

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Al fianco del “Pavoloso”, giocherà molto probabilmente da qui in avanti Alessio Cerci, che proprio in quel ruolo al fianco di Ciro Immobile, sfornò la sua miglior stagione solo tre anni fa. Alle loro spalle, Suso, l’altro prestito secco dal Milan, ha già collezionato 2 reti e sembra avere le carte in regola per poter rimpiazzare Perotti, oltre che una vena realizzativa più spiccata.

A centrocampo Ansaldi ha trovato finalmente il giusto smalto a destra, dove non male sta facendo anche Munoz. Proprio l’entrata in forma di questi due giocatori ha permesso a Gasperini di avere più continuità negli 11 schierati in campo di volta in volta e questo sta avendo ripercussioni positive nelle prestazioni e nei risultati della squadra.

Per questi motivi, il Genoa anche senza Perotti può sperare di risalire almeno un po’ la classifica: mister Gasperini anche quest’anno ha fatto il suo dovere assemblando una buona squadra, che si spera possa decollare nel girone di ritorno come nelle passate stagioni.

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