Il bilancio del mercato di gennaio della Sampdoria

Chiusa da poche ore la finestra di calciomercato invernale, possiamo tracciare un bilancio delle operazioni in entrata e in uscita portate a termine dalla Sampdoria. Spicca la cessione di Eder, mentre tra i volti nuovi è Ranocchia il nome più blasonato.

Cessioni

Il capitolo uscite non può che aprirsi con l’addio a Eder, 12 gol in questo campionato e da 4 anni colonna portante a livello tattico, nonché ultimamente sicurezza sul piano realizzativo, dell’attacco blucerchiato. Raggiunge negli ultimi giorni di mercato il suo ex compagno Icardi, contro il quale si schierò anni fa nella querelle con Maxi Lopez. Alla Samp vanno per il momento in cassa 2 milioni per il prestito di 18 mesi con obbligo di riscatto a 11 milioni.

La seconda cessione più importante è quella di Ervin Zukanovic: arrivato 5 mesi fa a 2,9 dal Chievo, va alla Roma in prestito a 1,2 mln con obbligo di riscatto a 2,8, per un affare complessivo da 4 mln e una plusvalenza netta di 1,1 mln. Ceduto con la stessa formula anche l’altro terzino sinistro Vasco Regini: da tempo la dirigenza blucerchiata aveva incassato il no del suo entourage al rinnovo di contratto, Osti ha così scelto di non perdere il giocatore a parametro zero a giugno,  strappando il rinnovo di un anno e un prestito per l’ex Empoli al Napoli a 1,5 mln, con il diritto di riscatto fissato a 2,7. Queste le operazioni condotte dalla Samp per far fronte alle perdite di bilancio, cessioni che porteranno nei prossimi anni circa 20 milioni nelle tasche di Ferrero. Da mettere in conto ci sono anche i prestiti di Rocca, Bonazzoli e Coda in Serie B, così come la cessione a titolo definitivo di Pawel Wszolek al Verona, nell’ambito dell’affare Sala.

Acquisti

sala-sampSul fronte degli arrivi sono quattro gli investimenti fatti dalla dirigenza doriana: il più oneroso è quello su Jacopo Sala, per cui sono stati sborsati 5 milioni più, come detto, il cartellino di Wszolek. L’acquisto di maggiore qualità è rappresentato da Ricky Alvarez, conteso a livello legale tra Sunderland e Inter, è arrivato alla corte di Montella a parametro zero (il suo valore si aggira intorno ai 7 mln), con il placet della società nerazzura.

Giovane promettente e dal gol facile, Milan Skriniar, 21 anni tra pochi giorni, è costato 1 milione di euro e rappresenta almeno sulla carta un buon colpo in prospettiva. Arrivato in prestito gratuito con obbligo di riscatto a 3 milioni, infine, è l’ex Fabio Quagliarella, giunto con il difficile compito di rimpiazzare Eder. La cessione dell’oriundo della Nazionale è stata inoltre agevolata dall’ancora gettata dall’Inter alla squadra di Montella, che può ora avvalersi anche di Dodò e di Andrea Ranocchia, entrambi in prestito secco gratuito. Completa il quadro il difensore francese Modibo Diakitè, svincolatosi dal Carpi.

In totale la Sampdoria spende così 9 milioni, realizzando un guadagno netto dalla compravendita dei calciatori di 11 milioni, sebbene diluiti in più anni. Siamo però sicuri che la squadra si sia indebolita e abbia voluto solo monetizzare?

Un bilancio tecnico

I critici hanno attribuito un voto molto negativo al mercato dei blucerchiati, sottolineando in particolare come la promessa di non vendere i gioielli fatta ai tifosi dal Presidente Ferrero non sia stata mantenuta. Cedere Eder ha però permesso di far fronte al passivo di bilancio che per raggiungere il pareggio nel prossimo esercizio dovrà anche comprendere alla voce entrate la somma ricavata dalla vendita di Soriano, valutato intorno ai 15 mln e già prenotato dall’Inter per giugno.

La rosa di Montella si priva del suo miglior realizzatore in un reparto però prolifico e ben nutrito, il quinto in Serie A per gol segnati, che conta ora oltre a Rodriguez, Cassano, Muriel, Correa e all’occorrenza Carbonero, anche di Quagliarella e Alvarez, essendo partito oltre a Eder anche Bonazzoli. I problemi come risaputo stanno più indietro, dove la seconda peggior difesa del torneo con 39 gol subiti necessitava senz’altro di una sonora rinfrescata. E così è stato: via Coda, Regini e Zukanovic, ecco Sala (jolly tattico), Ranocchia, Dodò, Skriniar e Diakitè, per un pacchetto arretrato (comprensivo anche di Moisander, Silvestre, De Silvestri, Cassani e del desaparecido Mesbah) che almeno sulla carta vede aumentare il proprio tasso tecnico, oltre gli uomini a disposizione. Il solo Sala può invece costituire una variante al centrocampo della Sampdoria dei primi 5 mesi: visto la totale chiusura a Krsticic, Palombo e Lazaros e il rendimento altalenante di Fernando e Barreto, forse qualcosa di più poteva essere fatto anche in mediana.

La chiave è il 3-4-2-1?

L’inizio di un “nuovo campionato” invocato da Montella dopo la sconfitta di Bologna e la chiusura del mercato potrebbe passare dal varo della difesa a 3, vista anche la predisposizione offensiva degli esterni Dodò e Sala. Insieme al miglior Silvestre e a Ranocchia, questo schieramento difensivo sarebbe stato completato al meglio da Zukanovic, che infatti ha già fatto la fortuna di Spalletti proprio in quel ruolo. Tenere il bosniaco, rinunciando così a poco più di 1 mln nell’immediato, avrebbe costituito uno sforzo economico contenuto ma necessario per non dover reimpostare da zero la difesa, sin qui punto debole della squadra, e poter contare su un centrale mancino o su un terzino sinistro più difensivo rispetto a Dodò, che in pratica non ha sostituti di ruolo (Cassani? Pereira?).

Insomma, Eder pesa per i gol, per il rendimento e per l’affetto che ne avevano i tifosi dopo la promozione in A, i gol nei derby e tanto altro, ma a livello tecnico, per quella che è la rosa della Sampdoria e per i numeri che ha espresso sin qui, pesa forse di più la rinuncia a una pedina come Zukanovic.

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