Genoa: vittoria, gol e la questione Gasp-tifosi

Il 4-0 al Palermo è già nel cassetto, ora il Genoa pensa al Verona e al possibile tris di vittorie. E poi c’è la questione Gasperini-tifosi.

Missione compiuta, e in maniera sin troppo perentoria. Il Genoa ha schiantato il Palermo, mettendosi alle spalle un’altra squadra, quella rosanero, che – a giudicare dal suo valore sul campo e dal perenne caos societario in cui è immersa – lascia credere che non saprà più rialzarsi. Per brindare alla salvezza anticipata sarebbe stato forse preferibile un verdetto diverso dal successo del Carpi, ma non tutto si può avere in un sol colpo ed è giusto accontentarsi.

costa_perotti_pavolettiLa prossima gara, nella tana dell’Hellas Verona, è un’altra tappa da non fallire, anche se il recente risveglio dei gialloblù, ultimi e staccati in classifica, non lascia immaginare una passeggiata di salute. Certo, se arrivasse il terzo exploit di fila, il Grifo aggancerebbe a tempo di record un folto gruppetto di avversarie dirette per un piazzamento finale non certo esaltante ma pur sempre accettabile dopo le vicissitudini patite nel girone di andata. Ed è inutile negare che i sei punti strappati ai “cugini” in due capitoli di campionato riapre il derby per la superiorità cittadina.

Ora il Genoa è squadra in salute, ma sarebbe riduttivo attribuire questa metamorfosi solamente all’impiego contemporaneo – dopo mesi – di due pilastri come Perotti e Pavoletti. C’è parecchio altro da sottolineare. Per esempio il felice inserimento di Suso, che sarà forse più adatto alle gare casalinghe, ma ha palesato grandi doti nel dialogo stretto e anche predisposizione ai rientri difensivi. Anche l’altro neo rossoblù, Rigoni, si è inserito a tempo di record: non concede giocate spettacolari o guizzi di fantasia, ma è centrocampista concreto e sempre presente nel vivo del gioco. Eppoi, un terzo innesto riuscito, almeno a livello di utilizzo: Munoz, che sta meritando un posto al sole dopo aver offerto le garanzie richieste riguardo alla tenuta fisica.

L’innovazione più rivoluzionaria, però, è lo spostamento a destra di Ansaldi, che ha talmente classe da essersi adattato prontamente alle esigenze di Gasperini. Nella ripresa, sulla fascia di competenza, che non è quella naturale, l’argentino si è scatenato regalando ai compagni palloni ghiottissimi adeguatamente sfruttati. A questo punto, con Laxalt che sul fronte mancino continua a funzionare – pur con qualche accenno di stanchezza – il presidente Preziosi potrebbe limitarsi all’ingaggio di un solo esterno di centrocampo, da alternare ai due sunnominati titolari.

Inutile negare, però, che la “star” sia il centravanti. Acrobazie vincenti come quella del quarto gol non riescono a chi non possiede innata propensione al gol e non possono essere frutto di semplice casualità. Pavoletti rappresenta la grande intuizione del Prez, dopo quelle nello stesso ruolo di Borriello, Milito e (pur con altre caratteristiche) Palacio. Ora tocca solo al livornese esprimere la necessaria maturità, confidando che non si ripeta un episodio simile a quel raptus costatogli tre turni di sospensione. Leonardo ha tutto per mettere in seria difficoltà il Ct azzurro Conte sul fronte delle convocazioni per gli Europei. Pellé sarà più esperto di calcio internazionale, ma probabilmente non lo vale e Zaza ha solo i vantaggio di giocare in un club potente come la Juve.

Sul fronte mercato si aspetta di veder chiaro nella questione Perotti-Cerci. Avessero potuto decidere i tifosi e Gasp, nessun dubbio: l’argentino sarebbe rimasto in rossoblù. Il pallino però era in mano al presidente e al giocatore, che ovviamente puntava ad approdare in un club più ambizioso.Servono poi almeno un esterno – possibilmente destro – che si ponga in concorrenza con Ansaldi ed una prima punta di rincalzo, da utilizzare al posto di Pavoletti. L’ipotesi Giuseppe Rossi è suggestiva, ma abbastanza rischiosa.

Due parole, infine, sulla querelle Gasp-tifosi. A precisa domanda il mister ha risposto facendo i nomi dei suoi principali contestatori, che probabilmente guidano non più di qualche centinaio di adepti . I social network sono stati subissati di interventi in gran parte a favore del trainer, che non deve perdere la serenità ed è pregato, d’ora in poi, di non aggiungere verbo in merito: darebbe visibilità a personaggi relativamente rappresentativi, che sarebbe preferibile lasciare nell’ombra.

PIERLUIGI GAMBINO

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