Genoa: il giusto addio di Tino Costa

La trattativa con la Fiorentina è ben avviata, il Genoa saluta Tino Costa con il benestare dello Spartak Mosca.

Tino Costa lascia il Genoa. La notizia di mercato è di ieri sera, oggi l’accelerata decisiva con lo Spartak Mosca, proprietario del cartellino, a dare il benestare all’affare. In mezzo il Grifone che avrebbe potuto trattenerlo in prestito per altri sei mesi. Il regista argentino esce di scena dopo due gol (entrambi contro il Torino da rivedere nel video in questo articolo) in un anno di vita rossoblù e tanti, troppi, infortuni.

Il cannone non è quasi mai riuscito a sparare i suoi colpi. Il Genoa lo aveva scelto nella sessione invernale del calciomercato scorso per essere il centro di gravità della manovra di Gasperini. Il regista che mancava per far volare il Grifone. La squadra per volare però ha scelto le sue ali (Perotti e Falque all’epoca) anche perché l’uomo d’ordine quasi mai è riuscito a scendere in campo. Due infortuni di fila ne hanno compromesso il campionato scorso.

Il prestito è continuato e Costa era pronto a rinascere nella stagione 2015-2016. I problemi sono arrivati anche questa volta dai suoi muscoli troppo fragili. Gasperini lo ha mandato in campo ogni volta che lo ha avuto a disposizione ma mai Tino Costa è riuscito a ripagare la fiducia con prestazioni all’altezza del suo nome. I lunghi stop ne hanno compromesso il ritmo partita mai ritrovato al completo. Così il Costa che è sceso in campo con il Genoa è sempre stato lento, compassato e troppo impreciso. In fin dei conti il suo sinistro non ha mai incendiato la manovra rossoblù.

L’epilogo della storia si scriverà tra qualche giorno con l’ufficialità del suo passaggio alla Fiorentina. Un addio tra i rimpianti di un giocatore che sperava di ritrovare a Marassi la verve mostrata a Valencia e del Genoa che credeva di aver trovato nell’argentino l’uomo dei sogni per il suo centrocampo. Costa continuerà l’avventura italiana a Firenze, il Grifone per sostituirlo ha già molte alternative di livello: Dzemaili, Rigoni, Rincon e Tachtsidis sono una garanzia rispetto al cannone inceppato visto a Marassi negli ultimi mesi.

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