Visto da Gambino – Punto d’oro, è la Samp di Montella

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Sull’orlo del baratro, la Samp non vi piomba dentro, anzi se ne allontana in extremis, strappando un punto ricoperto d’oro, utile per la classifica ma soprattutto a scongiurare una crisi nerissima. Con l’handicap dell’infortunio a Eder, Montella abiura la sua filosofia calcistica per sposare il pragmatismo: e dimostrare che anche lui, amante del bel gioco finché si vuole, è pronto a piegarsi alle esigenze pressanti di classifica.

Inutile negarlo: perdere anche col minimo scarto da una Lazio così disastrata sarebbe stata un’onta forse superiore alle sconfitte ben più rotonde contro Fiorentina, Milan e Sassuolo. In un quadro così complicato, i blucerchiati avevano bisogno di una spinta del destino, che si è materializzata nel momentaccio più o meno contingente dell’avversario di turno e anche nella galeotta deviazione in barriera di Felipe Anderson sulla punizione di Zukanovic a novantesimo superato. Un episodio che ha conferito un senso più equo al risultato poiché i biancazzurri non erano apparsi superiori alla Samp che dal canto suo – pur senza incantare – aveva legittimato un epilogo non negativo.

Stavolta il bicchiere è mezzo pieno: il pari consente di lasciarsi alle spalle quattro squadre tra cui i “cugini” e di appropinquarsi alla sfida con il Palermo senza quelle remore psicologiche che avrebbero potuto condizionare il rendimento della squadra. Il solo pensiero di potersi presentare – salvo sorprese nell’ultimo turno del 2015 – al derby di gennaio con una graduatoria meno disastrosa rispetto al Grifo basta ed avanza ai tifosi per trascorrere un Natale sereno.

Ovvio, non è ancora una Samp a tutto tondo, ma se non altro ha recuperato un goccio di tonicità atletica e, soprattutto, di compattezza. Vero che la difesa è stata superblindata con la rinuncia iniziale ad un secondo attaccante e vero pure che gli avanti laziali sono parsi a lungo abulici, ma Viviano – a parte il gol, scaturito da una circostanza un po’ casuale – ha trascorso una nottata da spettatore: un evento che non gi accedeva da mesi. Montella sarà anche un tecnico votato all’attacco, ma ha capito che le rinascite si costruiscono dalle fondamenta, accettando quando occorre di mettere provvisoriamente in un cassetto tante belle intenzioni per badare al sodo.

Il gol di Matri avrebbe steso un toro: non una Samp, innervata da innesti importanti a gara in corso, tra cui Muriel, che ha propiziato la punizione vincente e si è reso autore in precedenza di uno spunto dei suoi: parlare di un campione ritrovato è un azzardo, conoscendo la sua proverbiale incostanza, ma il risveglio c’è stato ed alimenta novelle speranze. La veemente reazione finale di un undici ferito ma non rassegnato è il segno di un ritrovato carattere e la nota più lieta della nottata capitolina: merito soprattutto del colombiano e degli altri due innesti, i baby Ivan e Bonazzoli, capaci di vivacizzare la manovra offensiva.
Cassano, in precedenza, non aveva demeritato, guadagnandosi falli su falli e costringendo i gendarmi laziali a… dedicargli una marcatura assidua: Antonio, rinfrancato dalla fiducia che mister Vincenzino gli garantisce, sta lievitando: non ha ancora i 90 minuti nelle gambe ma ha dimostrato, sinché il fiato lo sorregge, di poter essere un elemento determinante.

Gli scettici potrebbero asserire che senza il colpo di buona sorte nel recupero si farebbero discorsi ben più drammatici, ma la prima traccia del lavoro di Montella si è chiaramente intravista a prescindere dal risultato finale. Certo, occorre una riprova contro un Palermo che maramaldeggiando sul Frosinone ha fugato la crisi, ma accontentiamoci: in un momento di carestia assoluta, anche certi brodini hanno un sapore speciale.

Pierluigi Gambino

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