Genoa: alla ricerca del tridente perfetto

La forza del Genoa è sempre stato il suo tridente, ora Gasperini sembra aver trovato gli uomini giusti.

Da Milito a Palacio, passando per Borriello, Sculli, Perotti, Falque e compagnia. Gasperini con il suo Genoa ha sempre lanciato grandi attaccanti. Merito della società che li ha portati a Genova, merito del mister che con il suo 3-4-3 sviluppa idee e gioco come pochi altri allenatori in Italia. La trasferta di Frosinone sembra aver portato novità verso un altro tridente perfetto. Da inizio stagione ad oggi il Genoa contava su due certezze assolute: Diego Perotti e Leonardo Pavoletti. Uno accende la luce, l’altro lotta e segna per conquistare anche la Nazionale dopo essersi preso la serie A. Rimaneva solo una casella vuota a sinistra.

Un vuoto da colmare con gli altri esterni portati a Genova dal presidente Preziosi. Diego Capel è stato il primo a provarci, convincendo in certi frangenti per la generosità e per il tocco di palla. Molte cose buone ma poca pericolosità. Fino a sabato scorso l’attaccante più in vista è stato Serge Gakpè. Un tipo tecnico e con il vizio del gol ma poco propenso alla fase difensiva. Non per voglia ma per struttura fisica. Un peccato che con Gasperini in panchina diventa capitale.

Al Matusa tutto è cambiato perché sul pianeta Genoa è atterrato Darko Lazovic. Non quello esitante di inizio campionato ma quello straripante già visto ai tempi della Stella Rossa. Due assist, tanta corsa e alla fine i complimenti di Gasperini quasi più per la copertura della fascia che per la pericolosità in attacco. Adesso il titolare è lui. Gli altri però non finiranno nel dimenticatoio, statisticamente il Genoa cambia almeno uno dei suoi esterni tutte le partite. Per questo Gakpè, Capel e anche l’infortunato Pandev (su cui pende l’enigma tattico) dovranno farsi trovare pronti. D’altronde il tridente perfetto non può essere composto da sole tre pedine per tutta la stagione.

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