L’avversario – il Cagliari non può più sbagliare

9 partite al termine, 1 punto da recuperare sul Cesena, 5 sull’Atalanta. Ecco la montagna che il Cagliari deve scalare per raggiungere la salvezza. Impresa impossibile? No, ma enormemente difficile. Se non altro perché i bergamaschi, oltre al tesoretto dei 5 punti di vantaggio, avranno da qui alla fine un calendario decisamente più morbido, con tante gare contro squadre che non avranno più nulla da chiedere al campionato. Dopo la trasferta di Marassi ad esempio, i sardi affronteranno il Napoli in casa e la Fiorentina a Firenze, mentre l’Atalanta, impegnata domenica in casa col Sassuolo praticamente già salvo, andrà sì all’Olimpico nella prossima giornata, per affrontare la Roma, ma poi riceverà l’Empoli, altra squadra vicinissima a guadagnare la permanenza in Serie A.

La situazione tecnica del Cagliari poi, è tutt’altro che positiva o anche solo definita. Zeman, chiamato dal presidente Giulini per far divertire il pubblico rossoblu, è stato allontanato a fine 2014 in una situazione di classifica migliore di quella attuale, in favore dell’idolo locale Gianfranco Zola, che però ha fatto anche peggio. Con una mossa disperata, la dirigenza sarda ha richiamato il boemo un mese fa per provare a fare il miracolo, nonostante il mercato di gennaio fosse stato fatto secondo le indicazioni dell’ex giocatore del Chelsea, che ha portato al Sant’Elia diversi giocatori di talento, su tutti il belga Mpoku, ma non ha dato alla squadra una buona organizzazione difensiva.

Paradossalmente, Zola non è mai riuscito a mantenere la porta inviolata, mentre Zeman, nonostante la sua notoria propensione offensiva, ce l’ha fatta per due volte: contro il Parma in trasferta (0-0) e ad Empoli, dove si è visto un barlume della vecchia Zemanlandia, con un tonante 0-4. La vittoria manca ai sardi ormai dallo scorso 24 gennaio, un 2-1 interno con il Sassuolo, anche abbastanza fortunato, con gol decisivo del croato Cop, anche lui arrivato nel mercato di riparazione. La sconfitta dello scorso turno, in casa con l’ottima Lazio di Pioli, rappresenta la settima sconfitta nelle ultime 9 gare. Insomma, la situazione pare disperata, ma la matematica è ancora abbastanza lontana da condannare Sau e compagni. Per il Genoa, si preannuncia un’altra sfida tra attacchi, dopo quella con l’Udinese, dove le difese, per usare un eufemismo, non hanno brillato. Gasperini ha una buona occasione di tornare alla vittoria e continuare a dare un senso al campionato del Grifone, a patto che riesca a organizzare bene la fase difensiva, di fronte alle probabili sfuriate dei tanti attaccanti messi in campo da Zeman.

Schieramento: 4-3-2-1

Difesa: davanti a Brkic, ex estermo difensore dell’Udinese arrivato nel mercato di gennaio, ci sarà la solita, altissima linea a 4 di Zeman. Squalificato Diakitè, espulso sabato scorso nella sconfitta interna contro la Lazio, al fianco di Rossettini tornerà Ceppitelli, a formare la coppia centrale. Con Pisano ancora fuori uso, giocheranno Balzano a destra e Avelar a sinistra.

Centrocampo: probabile il ritorno di Ekdal dal primo minuto, uno dei giocatori migliori della difficile stagione del Cagliari, fermato da diversi infortuni nel 2015. Crisetig ha ormai tolto il posto al capitano Daniele Conti davanti alla difesa, mentre c’è un ballotaggio per la maglia di mezzala sinistra titolare: Joao Pedro, che ha caratteristiche decisamente offensive, è favorito su Daniele Dessena. Ancora out Donsah e Cossu.

Attacco: pochi dubbi. Due trequartisti, Mpoku e Farias, che più spesso agiranno da ali avanzate, e Marco Sau punta centrale, libera di svariare e colpire, cercando di dare continuità al suo gol del momentaneo pari contro la Lazio, nella scorsa giornata. Il croato e Cop e il giovane Samuele Longo rimangono pronti a subentrare.

Mattia Cutrone

 

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