Derby n° 110, vento e spettacolo. Samp-Genoa è 1-1, Eder risponde a Iago

Buona la seconda. Spettacolo era richiesto (impossibile vederlo nell’acquitrino di sabato) e spettacolo è stato. Emozioni un po’ a folate, come il forte vento di Marassi, ma alla fine l’1-1 uscito dall’urna del “Ferraris” rossoblucerchiato viene unanimemente accolto col sorriso.
bertolacci-palomboIl Genoa conferma di essere in salute, con un tridente fulmineo, tecnico e imprevedibile che continuerà a regalare soddisfazioni, ma con le solite lacune difensive. La Sampdoria compie invece un passo in avanti rispetto alle recenti prestazioni, mantiene l’imbattibilità casalinga e soprattutto ritrova il carattere guerriero che l’aveva lungamente contraddistinta. Iago Falque e Martins Eder si prendono la copertina entrando nel tabellino grazie alle reti firmate in un repentino botta e risposta al 17’ e al 18’, ma ognuno dei 28 giocatori scesi in campo ha dato tutto per la propria causa, contribuendo a rendere la gara intensa e viva come tutti l’attendevano.
Soccer: Serie A; Sampdoria-GenoaUn derby insolitamente corretto, giocato con grande agonismo e attenzione tattica, che ha vissuto i suoi momenti clou all’inizio e alla fine. Già nelle prime battute i colpi di testa di Bertolacci e di Romagnoli, entrambi fuori di poco, hanno ricordato l’importanza delle palle inattive in partite tese come le stracittadine. Ma la partenza è stata tutta di marca rossoblu, con la squadra di Gasperini decisamente più tonica e sicura dei propri mezzi, quelli che consentono a Perotti, Niang e Falque di aggirare con grande rapidità una pigra difesa doriana e di far esplodere la Gradinata Nord al facile tocco ravvicinato dello spagnolo che vale lo 0-1. Sesto gol per Iago, non a caso capocannoniere dei rossoblu, e assist preciso di Niang.
ederCome contro il Sassuolo, la Samp va sotto in casa dopo pochi minuti e ancora una volta reagisce immediatamente con il solito Eder, strozzando l’urlo di gioia dei tifosi del Grifone e ridando invece fiducia e voce a quelli blucerchiati. Nell’occasione però è grave, anzi gravissimo, l’errore di Facundo Roncaglia, che incespica su un terreno questa volta in condizioni accettabili e regala il pallone alla rapace punta blucerchiata, che mira l’angolo e fa secco Perin, incolpevole. Ottavo gol per Eder, sempre più imprescindibile per il Doria.
OkakaIl Genoa mantiene la supremazia territoriale per tutto il primo tempo, 45′ in cui dimostra maggiore coesione tra i reparti e una capacità di attaccare con più uomini sancita anche da due buone conclusioni di Niang a impegnare non poco Viviano. La chance più grande la spreca però Okaka che, sparando alto di polpaccio da vicinissimo su cross di Acquah, vanifica una delle rare incursioni blucerchiate.
Nella ripresa aumenta nettamente l’attenzione a “non prenderle” che conduce così la bilancia del match su un grande equilibrio. Ritmi sempre altissimi che esaltano la fisicità di Acquah (migliore della Samp) e di Rincon, mentre è rustico ma appassionante il continuo corpo a corpo tra due marcantoni come Okaka e De Maio. Le occasioni però latitano e i due tecnici provano a dare la svolta con Muriel ed Eto’o da un lato, e con Borriello e Berdich dall’altro, ma per loro sarà poco più che una comparsata.
SinisaLe emozioni si fanno così attendere fino agli ultimi 10’ di gioco, quando due occasioni clamorose mettono a dura prova le coronarie dei tifosi rossoblucerchiati. Protagonista Kucka che sbaglia tutto e mette praticamente Obiang in porta, ma, in barba alla serata gelida, lo spagnolo non è freddo davanti a Perin e fallisce il colpo del k.o al 41’. Al 49’, nell’ultima azione del match, il rimpianto è però tutto genoano: Regini concede una punizione insidiosa dalla destra (per questo verrà quasi aggredito da Mihajlovic al fischio finale) sulla quale Kucka incorna in mischia da centroarea e coglie una clamorosa traversa; sul rimbalzo irrompe Bertolacci che calcia a botta sicura, ma Viviano d’istinto salva l’1-1 con un intervento provvidenziale, proprio sul triplice fischio di un Rocchi impeccabile.
de maio-duncanGiusto così, il pari ci sta tutto e consente a entrambe le squadre di credere ancora nell’Europa con 36 punti. Alla fine abbracci e sorrisi in campo, applausi e cori d’orgoglio sugli spalti e ancora ironia ed “effusioni” tra Ferrero e Preziosi in sala stampa. Il derby ha offerto le emozioni che tutti si aspettavano, peccato solo aver giocato di martedì alle 18.30, con tutta l’attenzione dei media nazionali già concentrata sulla sfida di Champions della Juve.
Volendo trovare per forza un vincitore scegliamo il vento che, impetuoso e pungente, ha fortemente condizionato la gara e forse ha spazzato via le pur fondate polemiche sull’inadeguatezza dello stadio “Ferraris” e sul poco rispetto dei tifosi nel decidere la data del rinvio. Ma il calcio, soprattutto a Genova, è questo: una passione che limitata e vessata dagli organi decisionali e dalle intemperie, riesce ancora a vibrare e risplendere nella sua più attesa manifestazione, rituale condiviso pressoché da un’intera città: il derby tra Sampdoria e Genoa.
Alessandro Pucci

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