L’avversario: il Verona cerca i punti della sicurezza

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La squadra spumeggiante della stagione 2013/2014 è un ricordo sbiadito. “Penso che il Verona attuale sia anche più forte di quello dell’anno scorso”, aveva detto mister Mandorlini dopo le prime partite del campionato. Rincarando poi la dose verso natale: “senza i rigori sbagliati, avremmo più punti rispetto alla stagione precedente”. All’inizio del girone di ritorno, le dichiarazioni dell’ex mister di Spezia e Atalanta sono di ben altro tenore. Tanto nervosismo nell’ambiente, spesso sfogato con la stampa, particolarmente dopo i 10 gol presi in 3 giorni dalla Juventus, 6 in Coppa Italia e 4 in campionato.
Guardiamo in faccia la realtà: il Verona dello scorso anno, con la rivelazione Iturbe in stato di grazia, la consacrazione di Romulo e la seconda giovinezza di Luca Toni era tutta un’altra cosa. Non tanto a livello di risultati, quanto a livello di prestazioni. L’ex bomber del Bayern Monaco è rimasto in Veneto, ma le cessioni delle due stelle sudamericane non sono state compensate a dovere. Sono arrivati alla corte di Mandorlini tanti giovani con potenziale: Martic, Nico Lopez, Valoti e il moldavo Ionita, un paio di buoni elementi come Tachtsidis e il marocchino Obbadi, che ha iniziato benissimo ma poi è stato sempre fuori per infortunio, e qualche parametro zero con “grande nome”, come l’eterna promessa argentina Javier Saviola e uno dei più forti giocatori della storia del Messico, l’ex Barcellona Rafa Marquez. Ma se i giovani hanno fatto intravedere cose buone, Marquez si è spesso dimostrato a dir poco inadeguato a guidare la difesa scaligera, mentre Saviola, nonostante il gol nell’ultima vittoria ottenuta, in casa contro l’Atalanta tre giornate fa, è quasi sempre sembrato l’ombra di sè stesso.
Il Verona non è mai parso in grado di ripetere l’exploit dello scorso campionato, quando a questo punto della stagione era tra le candidate per giocarsi un posto in Europa League. Di buono c’è che la classifica non è drammatica: 24 punti, precedendo 3 squadre prima della zona retrocessione, capeggiata dal Cagliari a 19 punti. Ma la squadra di Zola, così come le altre contendenti per la salvezza, ha dimostrato di avere le qualità per infilare una serie di risultati consecutivi e tirarsi fuori dalle zone calde. C’è bisogno di punti, e in fretta, per evitare che l’aria pesante di Veronello non diventi irrespirabile, e mettere la parola fine a un’annata davvero deludente. Mandorlini, come detto non sempre sembrato in grado di gestire la pressione dovuta al mancato raggiungimento delle aspettative stagionali, ha abiurato più volte al suo credo tattico, schierando una difesa a 3 che oltre a essere poco solida ha tagliato le gambe al gioco offensivo della squadra. Luca Toni, vicino ai 38 anni, ha spesso tolto le castagne dal fuoco, ma non può essere l’unica vera risorsa del reparto avanzato gialloblù. Dopo l’ultima, pesantissima sconfitta interna 1-3 col Torino, Mandorlini medita di affrontare il Genoa di Gasperini a Marassi tornando alla difesa a 4. Una mossa sulla carta intelligente, che indica la voglia di andarsi a giocare la partita, dando meno copertura a una retroguardia che comunque non sarebbe imperforabile, e provando a scardinare la difesa rossoblù, anch’essa non proprio granitica nelle ultime uscite casalinghe.
Schieramento: 4-3-3
Difesa: il brasiliano Rafael sembra avere definitivamente perso il posto a favore di Benussi, ormai quasi sempre titolare della porta veronese. Mandorlini ha un dubbio sul partner di Moras al centro della difesa. Rafa Marquez potrebbe aver definitivamente perso il credito nei confronti del suo allenatore, che pensa di preferirgli il quasi omonimo Marques. Sulle fasce, conferme in arrivo per Eros Pisano a destra e Agostini a sinistra.
Centrocampo: due ex in campo. Uno addirittura vestiva il rossoblù fino a un mese fa, cioè Leandro Greco. L’altro,Tachtsidis, sarà in cabina di regia, con Hallfredsson sulla mezzala sinistra.
Attacco: inamovibile il capitano Toni, più di un dubbio sugli esterni. Se Christodoulopoulos è favorito da una parte, dall’altra ci sono tre uomini per una maglia. Juanito Gomez, fedelissimo dell’allenatore, è in vantaggio sui sudamericani Saviola e Nico Lopez.

Mattia Cutrone

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