Mercato e campionato: la Sampdoria resta in alto

Pierluigi Gambino analizza il momento della Sampdoria tra calciomercato e campionato.
Le squadre di valore si misurano nei momenti di difficoltà. La Samp ha clamorosamente toppato all’Olimpico laziale, ma si è riscattata a breve giro di posta. Vero, con l’Empoli non ha riempito gli occhi dei propri tifosi con trame mirabolanti, ma è proprio questa la considerazione che scatena l’ottimismo: solo le squadre di autentico valore possono vincere certe partite anche esprimendosi sottotraccia ma riuscendo a capitalizzare la prodezza di un singolo. Il collettivo dei toscani – reduci da un lungo periodo di imbattibilità – va apprezzato ed applaudito, ma è un merito e non un caso disporre di un certo Eder, capace di giocate entusiasmanti e decisive.
Intanto, quatta quatta, la Samp si è mantenuta lassù guadagnando terreno rispetto a Lazio e Napoli e, se dovesse onorare il pronostico espugnando il Tardini, saluterebbe la prima metà del campionato in una posizione invidiabile e foriera di chissà quali stuzzicanti sviluppi. Forse la Champions resta un miraggio, ma nessuno dei blucerchiati l’ha già cancellata dalla propria agenda, e se alla resa dei conti dovesse maturare in piazzamento Uefa, sarebbe comunque opportuno stappare champagne millesimato.
Di sicuro il presidente ha lanciato messaggi eloquenti. Se proprio doveva partire Gabbiadini, non si poteva trovare sostituto più gradito a Mihajlovic: mica male come punto di partenza. Muriel dovrà togliersi parecchia ruggine di dosso, ma il serbo, impareggiabile galvanizzatore, è in grado di risvegliare in lui l’antica convinzione. E allora, ne vedremmo sicuramente delle belle. Il colombiano ha qualità tecniche e dinamiche ragguardevoli, ma anche a livello fisico è dotatissimo. Potrebbe giocare esterno, seconda punta e anche centravanti: una duttilità che l’allenatore non esiterà a sfruttare anche nell’arco di un unico incontro.
Presto sapremo se Eto’o è una semplice suggestione di inizio gennaio o un colpo magistrale, a livello forse tecnico e sicuramente mediatico, ma solo il fatto di insistere per aggiudicarselo rappresenta un capolavoro. L’ex interista, probabilmente, non è più il fromboliere di qualche stagione fa, ma nel nostro football anche i fuoriclasse in parabola discendente possono fare la differenza e orientare l’esito di tutta la stagione.
Inutile negare che stia lievitando la bramosia di conoscere l’identità di un – ipotetico, vale sottolinearlo – munifico finanziatore del Viperetta. Da tempo sta girando un nome che per mille ragioni non è il caso di riportare, ma in attesa di conferme o smentite definitive, basta fermarsi alla sostanza delle operazioni concluse e di quelle impostate per ritrovare il sorriso. Diciamolo: la Samp fa sul serio, non si accontenta, punta grosso sul tavolo verde del campionato.
Il tecnico ha pure chiesto un difensore laterale e dovrebbe essere accontentato, anche se non c’è un obbligo assoluto di rinforzarsi in questa zona di campo. Invece, non risulta che abbia invocato l’arrivo di un uomo d’ordine a centrocampo. Evidentemente punta sulla qualità delle punte esterne (e – appena si sarà sambientato alla perfezione – del trequartista Correa) e su una cerniera centrale robusta e sbrigativa come quella formata da Palombo e Obiang, due che si integrano proficuamente tra loro e non fanno mai mancare un apporto concreto. Una Samp battagliera, come è nelle corde del suo allenatore, non può prescindere da entrambi.

Pierluigi Gambino

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