Torna di moda Pellè, profeta ma non in patria

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L’attaccante in forza al Southampton segna all’esordio in Nazionale contro Malta, in una partita che non vede affatto brillare gli Azzurri di Antonio Conte, e conquista le prime pagine dei quotidiani sportivi di quell’Italia che non lo ha saputo valorizzare dopo le prime esperienze in gioventù.
Alla Sampdoria lo ricordano senza particolare affetto. Al Parma, probabilmente nemmeno lo ricordano. Eppure Graziano Pellè fece la sua parte nell’entusiasmante cavalcata del 2012 che riportò i blucerchiati di Beppe Iachini in Serie A: quattro reti in due partite, per sostituire l’infortunato Pozzi, contro Cittadella e Nocerina, due doppiette consecutive che portarono alla Samp sei punti fondamentali per conquistare quell’ultimo posto valido per i Play Off che era ormai l’unica strada da percorrere per tentare la disperata risalita. Ma a Genova, si sa, etichettare un giocatore è un attimo, e a lui venne affibbiata quella poco gradevole di “gatto di marmo“, che in passato era stata già di Cipriani, Colombo, Rossini e Bonazzoli.
Un giocatore di 193 cm che poco si addice al calcio italiano, che predilige da sempre i tecnici e brevilinei dal piede rapido. E così, dopo la festa promozione in piazzale Kennedy, Sensibile rispedisce a Parma Pellè con tanti auguri, dove per altro nella successiva stagione nella massima serie colleziona solo una presenza. Dopo aver brillato nella Primavera del Lecce, in B al Cesena e con l’Under21, Graziano dal Salento decide di tornare in Olanda, terra che prima di Genova e Parma, lo aveva adottato, sponda Az Alkmaar, per quattro anni. Senza particolarmente brillare, Pellè nei Paesi Bassi aveva comunque conquistato un titolo nazionale (2008-2009) e una Supercoppa di Lega.
Nell’estate 2012 espatria così nuovamente in Olanda, questa volta al Feyenoord dove, il caso vuole, trova in panchina Ronald Koeman, la cui punizione di 20 anni prima con la maglia blaugrana impedì alla Samp di Vialli e Mancini di vincere la Coppa dei Campioni. Due scudetti sfiorati e la bellezza di 50 gol in due anni non bastano però a Pellè per ottenere il pass per il Mondiale brasiliano. Prandelli lo snobba, Koeman, invece, passato quest’estate in Premier League al Southampton, lo apprezza al punto di portarlo con sé nella nuova avventura inglese

Risultato? Quattro reti in sette partite (uno straordinario in rovesciata) e terzo posto attuale nella graduatoria britannica. Numeri che sommati a quelli del precedente biennio attirano l’attenzione del neo ct della Nazionale Italiana Conte, che dopo aver provato con merito Zaza, altro ex blucerchiato poco rimpianto, azzecca anche la mossa Pellè: all’esordio con Malta, la sua zampata vale i tre punti per Euro2016.
Per Graziano è una bella rivincita, ma a tornare in Italia non ci pensa neanche, così come le squadre italiane non sembrano ancora pensare a lui. Men che meno la Sampdoria, che, anch’essa terza in classifica, ha trovato in Okaka una fisicità anche superiore alla sua, condita in più da una grande mobilità su tutto il fronte d’attacco: proprio quello che chiede Mihajlovic per il suo gioco.
Alessandro Pucci
 

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