SerieATim, Genoa-Samp 0-1 Streaming radio, cronaca, live, tabellino, pagelle, commenti

Per una sera il centro dell’attenzione di tutti i media nazionali è a Genova, quartiere di Marassi, stadio “Luigi Ferraris”, teatro del 109° Derby della Lanterna. Il Genoa di Gian Piero Gasperini ospita la Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, per quella che, come tutti sanno, non è solo una partita di calcio, ma una delle ragioni di vita di un’intera città divisa tra due tifoserie la cui rivalità è storica e conclamata.

Molte le chiavi di lettura di una gara che per entrambe le squadre va a concludere otto giorni di fuoco, con ben tre giornate di Serie A disputate. Reduci dal doppio confronto Genova-Verona, Genoa e Sampdoria arrivano al derby d’andata, il nono di settembre, con 5 e 8 punti in classifica e con la consapevolezza di avere ambedue i mezzi per non disputare un campionato in sofferenza.
Molti i temi che animano la stracittadina, a partire dal primo confronto diretto tra due presidenti, Enrico Preziosi e Massimo Ferrero. Un rapporto controverso il loro, che dall’arrivo del romano in sella al Doria ha già regalato fasi alterne di amore e odio, grazie al grande carisma dell’uno e dell’altro. C’è poi il confronto tra due stimati allenatori come Gasperini e Mihajlovic, più tattico il piemontese, più motivatore il serbo. Le statistiche danno ragione al tecnico blucerchiato, che nei sei precedenti tecnici ufficiali contro il Gasp ha ottenuto tre vittorie, a fronte di una sola del rossoblu e di due pareggi.
La supremazia cittadina è senza dubbio una delle tante sfaccettature di questa partita. In casa Genoa l’obbiettivo di arrivare in campionato davanti ai cugini è dichiarato da tempo, Grifone che deve per altro riscattare l’ultima sconfitta ad opera di Maxi Lopez dello scorso 3 febbraio e accorciare sulla Samp, in vantaggio 37-28 nel conteggio delle vittorie nei derby. La Sampdoria dal canto suo non ha alcuna intenzione di farsi agganciare in classifica, vuole proseguire la striscia positiva fatta di 2 vittorie e due pareggi mantenendo l’imbattibilità, magari portandosi a casa la seconda vittoria consecutiva in una stracittadina, occorrenza che manca ai blucerchiati dal tris cadetto del 2002/2003.
Sugli spalti del “Luigi Ferraris”, una rarità vederlo riempito da 30mila persone, netta la supremazia dei tifosi rossoblù, ma la Sud è una mare di bandiere blucerchiate. All’ingresso in campo delle squadre ecco il consueto spettacolo delle coreografie, con migliaia di obbiettivi puntati sull’una e sull’altra gradinata.
Infine, in tribuna d’onore molti i vip e i personaggi del calcio che conta seduti in attesa del Derby di Genova, a partire dal ministro della Difesa Renata Pinotti, cuore blucerchiato, che prima del fischio d’inizio stringe la mano al genoanissimo governatore della Regione Liguria Claudio Burlando. Anche il ct della Nazionale Conte è presente a Marassi per guardare da vicino gli azzurrabili.
Insomma, i presupposti per godere di un bello spettacolo di sport ci sono tutti, ma chi ha qualche capello bianco sa che i derby, esteticamente parlando, non sono mai partite piacevoli. Infatti… a 3’ 40’’ dal fischio d’inizio di Damato, arbitro pugliese che non porta molta fortuna a entrambe, ecco il primo screzio: Okaka, su cross dal fondo, viene speronato da Burdisso, sbattendo la testa contro i cartelloni pubblicitari. Il blucerchiato si arrabbia molto, spintoni e parole grosse, ma niente di che.
Poco dopo testata involontaria tra Regini e Perotti, anche in questo caso nessuno ne risente, ma ormai è chiaro che anche nel 109° Derby della Lanterna, in campo è subito battaglia, con già alcuni scontri ruvidi e diversi confronti a muso duro. Non per questo però, dopo soli dieci minuti Vasco Regini chiede il cambio: un problema muscolare fa terminare anzitempo il suo derby. Al suo posto, il tecnico blucerchiato lancia ancora Djamel Mesbah.
Una grande incornata di Pinilla parata da Viviano scalda il Ferraris rossoblu, mentre nella Samp è sempre Okaka il prediletto dalla curva: anche se il corpo a corpo che lo vedrà impegnato per tutto il match contro De Maio lo limita molto, è sempre protagonista nelle gare dei blucerchiati. Nel Genoa Mattia Perin non è chiamato a ripetere le sue grandi parate, solo un gran spavento per via del compagno Pinilla, che per poco non confeziona un rocambolesco autogol, svirgolando su punizione verso la sua porta. Il momento più caldo però è forse l’inizio del secondo tempo, quando dopo un’occasione per Sturaro, ancora alta tensione in campo, sedata da Damato solo dopo i gialli a Eder e Burdisso. Calde anche le tifoserie: un pompiere deve rimuovere un fumogeno da dietro la porta di Viviano, mentre la nebbia cala su Marassi.
Intanto i due presidenti seguono la gara in modo differente: Ferrero si agita in tribuna con in testa un foulard blucerchiato, mentre Preziosi segue la gara con apparente tranquillità, fumando il sigaro con un’espressione perplessa. Gasperini prova ad accontentarlo gettando nella mischia Alessandro Matri, reduce da una doppietta. Con il suo ingresso il Genoa cambia modulo di gioco, ma alla lunga è la Sampdoria a guadagnare terreno.
Burdisso accusa un problema ed è costretto a uscire, ma invece che un difensore, Gasperini inserisce Bertolacci largo a destra, arretrando Edenilson in difesa. Un Genoa camaleontico che però con le due punte non riesce a pungere. E allora, al 30’ arriva il vantaggio della Samp: Gabbiadini, sin qui in ombra, uncina una punizione delle sue da posizione defilata, il mucchio di uomini copre la visuale a Perin che si butta in ritardo e non ci arriva. 1-0 per la Samp, esplode la Gradinata Sud e con lei l’entusiasmo del presidente Ferrero, che sventola al cielo il suo foulard abbracciando Ricky Tognazzi e l’avvocato Romei. Nord gelata e Preziosi visibilmente stizzito. La moviola dirà poi che sul gol pesa la posizione irregolare di , nonostante non abbia toccato il pallone. A sfiorare la punizione di Gabbiadini, è invece il genoano De Maio, che replica così al più maldestro Bovo, quando anche la Lega Serie A gli assegna lo 0-1.
Gasperini allora aumenta ancora il suo potenziale offensivo con Yago Falque, che rileva Rincon, mentre Mihajlovic chiama in causa Sansone, sostituendo Gabbiadini, per il quale Ferrero e tutto il Ferraris blucerchiato si spellano le mani. La riscossa del Genoa si fa attendere fino al 42’, quando un colpo di testa magistrale di Pinilla chiama al miracolo Viviano, aiutato anche dal palo, che concede solo il corner. Il Grifone prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo, giocando anche la carta della disperazione: De Maio, un difensore, centravanti.
Il Doria invece deve amministrare e per farlo Sinisa inserisce Krsticic al posto dell’amico Obiang. Per il serbo è un grande giorno: poche ore è papa del piccolo Andrej, ma pur di dare tutto per la Samp rinuncia addirittura a stare con lui qualche ora, dimostrando grande attaccamento alla società che lo ha curato in passato. Anche grazie alla sua forza, i blucerchiati nel finale giocano col cronometro, puntando più al fallo che alla porta avversaria. Sono sei i giocatori offensivi del Genoa, eppure non basta a pareggiare i conti, perché anche i tre minuti di recupero scorrono veloci.
Al triplice fischio, a vincere il derby è la Sampdoria. Per Mihajlovic sono due vittorie sue due, dopo che da giocatore non aveva mai avuto questa gioia in 18 gare, e terzo posto in classifica. Dopo alcuni cori ricchi d’orgoglio i tifosi genoani si affrettano a lasciare lo stadio, mentre in Sud è festa grande e nessuno ha voglia di andare via. Ferrero sorridente, prima della corsa in campo e dei selfie, alla fine stringe la mano a un accigliato Preziosi. I lori volti sono lo specchio dei sentimenti opposti che dividono ora la Genova calcistica che, nella sua serata, non ha certo sfigurato.

LA CRONACA
Mancano 15 minuti all’inizio del derby. Stadio strapieno, grande entusiasmo sulle due gradinate. Sono ancora “coperte” le due coreografie. In tribuna, vicino alla Sud, prende posizione Massimo Ferrero. E’ il suo derby numero 1. C’è grande attesa, poco dopo arriva anche Enrico Preziosi e si sistema, come di consueto, al centro della tribuna. Sorpresa intanto nella formazione della Sampdoria. Non c’è Gastaldello, fuori per scelta tecnica. Vengono, invece, confermate le indicazioni della vigilia per il Genoa. Gasperini punta su Pinilla, dal primo minuto, al fianco di Kucka e Perotti.
Spettacolo di bandiere “L’unica squadra a Genova…. la prima in Italia” recitano gli striscioni del Genoa. “Carica il nemico… fai tua la battaglia” è la risposta blucerchiata.
PRIMO TEMPO
3′ Inizio aggressivo del Grifone, anche se a centrocampo è Sturaro a dover ricorrere alle maniere forti (trattenuta) per fermare un Okaka subito propositivo.
7′ prima occasione Samp. Gabbiadini ci prova dal limite dell’area ma la sua conclusione è completamente fuori misura.
10′ si fa male Regini, l’espressione di dolore dopo aver calciato il pallone lascia intendere uno stiramento. Primo cambio della partita con dentro al suo posto Mesbah
19′ prima azione importante della partita per il Genoa. Il cross dalla destra di Perotti per l’accorrente Pinilla, di testa blocca a terra Viviano.
22′ se nei primi minuti è stata la Samp a esercitare una maggiore pressione territoriale, ora è il Genoa a provare a rendersi pericoloso, sopratutto con gli affondi dell’incontenibile Perotti.
30′ ora sta giocando meglio il Genoa, soprattutto perché gli uomini di Gasperini paiono aver preso il controllo del centrocampo. Sturaro e Rincon stanno sovrastando Palombo e Soriano.
37′ poche azioni pericolose, poco spettacolo. Grande lotta agonistica, molta attenzione per le due difese anche se quella della Samp sembra far più fatica.
41′ punizione di Gabbiadini, pallone insidioso con Pinilla a intervenire in scivolata mandando il pallone sopra la traversa di Perin.
44′ grandissimo rischio per Perin, rischia di perdere il pallone per effetto della pressione di Eder.
45′ due minuti di recupero.
47′ fine primo tempo.
SECONDO TEMPO
1′ inizia la ripresa, nessun cambio per Gasperini e Mihajlovic
2′ Rincon al tiro da fuori area, pallone fuori.
3′ giallo a Burdisso, intervento scorretto a centrocampo su Obiang.
4′ Eder ferma il contropiede avviato da Burdisso. D’Amato lo ammonisce.
7′ Pinilla duro su De Silvestri, giallo anche per lui.
9′ punizione di Gabbiadini, spizzica di testa Eder ma Perin è molto attento e blocca.
13′ svirgolata di Perin, per la Samp un calcio d’angolo in regalo.
15′ Cambio Genoa, Gasperini desidera provare a vincere questa partita. Dentro Matri e fuori Kucka.
25′ Ancora Gasperini a modificare l’assetto della squadra con Bertolacci al posto di Kucka.
29′ GOAL DELLA SAMPDORIA! Punizione decentrata sulla destra, Gabbiadini spara un missile su cui Perin resta sorpreso. 1-0 Samp
30′ protesta Okaka per un fischio di D’Amato, giallo!
31′ duro Sturaro su Gabbiadini, anche il centrocampista rossoblù nel taccuino dei cattivi.
34′ ammonito anche  Obiang.
40′ applausi per Gabbiadini, sostituito da Sansone.
41′ Viviano blinda il derby con uno straordinario intervento su Pinilla.
45′ tre minuti di recupero.
48′ FINE PARTITA. La Samp vince il 109° derby della Lanterna grazie a una bella punizione di Gabbiadini al 29′ della ripresa.
IL TABELLINO 
GENOA-SAMPDORIA 0-1
RETE: 29′ st Gabbiadini
GENOA (3-4-3): Perin 5,5; Roncaglia 6, De Maio 6, Burdisso 6,5 (25′ st Bertolacci); Edenilson 6,5, Rincon 6,5 (35′ st Falque), Sturaro 6,5, Antonelli 5,5; Perotti 6,5, Pinilla 6, Kucka 5,5 (15’st Matri). All.: Gasperini.
SAMPDORIA (4-3-3): Viviano 6,5; De Silvestri 6, Silvestre 6,5, Romagnoli 6,5, Regini sv (14′ pt Mesbah 5); Soriano 6, Palombo 6, Obiang 6,5; Gabbiadini 7 (, Okaka 6,5, Eder 5,5. All.: Mihajlovic.
AMMONITI: Silvestre, Burdisso, Eder, Pinilla, Okaka, Obiang
 

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