Preziosi difende Lotito: “Porta avanti gli interessi della Serie A”

Il numero uno del Genoa Enrico Preziosi difende l’operato del collega e amico Claudio Lotito dalle critiche piovutegli addosso dopo la sua partecipazione all’ultima trasferta della Nazionale a Oslo e per il suo grande protagonismo nel nuovo Consiglio Federale presieduto da Carlo Tavecchio. 

L’ironia corre sul web e il Claudio Lotito con la giacca della Nazionale non ha solo scatenato la perplessità di molti addetti ai lavori del mondo del calcio, ma anche la fantasia di alcune pagine Facebook che hanno trasformato il dotto patron biancoceleste in un fenomeno mediatico di ampio respiro. “Lotito ovunque” è una pagina comica che propone quotidianamente uno spassoso fotomontaggio che ritrae il delegato della Lega di Serie A nelle situazioni più disparate: protagonista dell’ultimo film al cinema, presente al fianco di Papa Francesco in Piazza San Pietro o affianco al presidente americano Obama in un discorso alle Nazioni Unite. Circa 40mila like testimoniano la popolarità di questa trovata, che è stata subito notata e amplificata dai media tradizionali.

Se a questo polverone si sommano le parole non certo al miele di due voci autorevoli come quella di Giuseppe Marotta, ad della Juventus (“Lotito era definito come un personaggio folcloristico. Oggi è un personaggio che ha un estremo potere e tanto potere in mano ad una sola persona è pericoloso, si rischia di finire nel vuoto“) e del vulcanico patron del Palermo Maurizio Zamparini (“è un po’ malato di protagonismo, è un piccolo duce, sta lavorando bene in Lega ed in Federazione, anche se non ci andrei a spasso insieme“), il rischio è che di Claudio Lotito, di ciò che rappresenta e dell’ampio progetto di riforma del calcio italiano di cui si sta occupando insieme al neopresidente della FIGC, passi un’immagine erronea e fuorviante.

Per questo, a testimonianza della profonda stima e della comunione d’intenti che lo lega alla vittima di questa irriverente gogna social-mediatica, Enrico Preziosi ha rilasciato alla Gazzetta dello Sport numerose dichiarazioni in sua difesa, per chiarire alcuni punti che sono stati certamente esasperati a favore della satira e per smentire le accuse di gestione da “padre padrone” di cui è stato oggetto.

«Siamo stufi di essere rappresentati così. Lotito non fa affatto quello che gli pare, ma ha ricevuto deleghe precise da parte di 15 presidenti di Serie A, che hanno tutti una loro dignità e non possono essere messi in discussione». Se Lotito sta esercitando un potere, lo sta dunque facendo perché ampiamente appoggiato dalla maggioranza dei presidenti di Serie A: «Lotito è l’espressione di un ampio fronte di società che rappresenta la maggioranza della Serie A. Non si può credere che lui sia il proprietario dei cervelli di altri 14 presidenti. Galliani, Zamparini, Pozzo, Ghirardi, il sottoscritto e altri ancora: noi non siamo asserviti a Lotito, anzi è lui che si muove seguendo i nostri input. L’abbiamo scelto come leader perché ha una spiccata personalità. Lui porta avanti i nostri interessi, non quelli suoi e basta».

La sua personalità esuberante non saprà magari accattivarsi i favori della stampa, ma -ricorda Preziosi- il numero uno della Lazio andrebbe elogiato per tanti altri aspetti: «Può essere criticabile per la sua sovraesposizione, ma ognuno ha il suo carattere. Lui ha un solo difetto: è l’unico in Italia a lavorare 26 ore al giorno, mi capita di ricevere sue telefonate anche alle due di notte. Nessuno di noi presidenti riesce a dedicare lo stesso tempo e la stessa dedizione. Ma sbaglia Marotta a dire che Claudio ha troppo potere. Il potere è in funzione del mandato che quindici presidenti gli hanno affidato. Quindici presidenti che non sono stupidi».

Infine, una battuta anche sull’idea di introdurre nel calcio italiano le multiproprietà, e non, ad esempio, le squadre B: «Questo è punto su cui si può discutere, ma il nostro sistema è basato sulle maggioranze. In Serie A ci vogliono 14 voti, poi in assemblea si può ridiscutere tutto, ma qualche decisione bisognerà pur prenderla, altrimenti prevale la logica della conservazione. Le multiproprietà non convengono a Lotito perché ha la Salernitana, ma è ciò che alla maggioranza dei club di A sembra più giusto per far crescere i giovani senza distruggere il campanilismo delle categorie inferiori».

Curioso che questo intervento occorra proprio alla vigilia di Genoa-Lazio, sfida per altro che negli ultimi tre anni ha sempre premiato i rossoblu. Ma gli affari di Lega e FIGC sono cosa altra rispetto al campo, sul quale le due squadre non applicheranno di certo il galateo in virtù dell’amicizia tra i propri presidenti. Anzi, domenica a Marassi, potrebbe esserci anche una temporanea sospensione dei loro consueti buoni rapporti, stando almeno alle ultime parole di Enrico Preziosi: “(Con Lotito, ndr) Siamo amici fino al fischio d’inizio, poi per 90 minuti non ci parliamo nemmeno”. 

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