ATTACCHI A CONFRONTO – L’ex Quaglia e il quasi granata Okaka

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Prossimo avversario della Samp a Marassi, il Torino riparte dalla qualificazione in Europa League e dal buon 0-0 contro l’Inter. A guidare l’attacco granata sarà il grande ex Fabio Quagliarella, in cerca di rivincita dopo anni da comprimario alla Juve e pronto a lanciare il guanto di sfida a Stefano Okaka, in estate a lungo nei desideri di Cairo per rimpiazzare Immobile.

L’anno scorso Sampdoria-Torino è stata soprattutto la partita delle polemiche contro l’arbitro Gervasoni per il gol annullato a Pozzi sul fischio finale del primo tempo e per il dubbio rigore concesso a gara praticamente finita alla Samp, che raggiungeva così l’insperato 2-2. Schierato titolare da Delio Rossi, Gianluca Sansone si era prodotto nel più classico dei gol dell’ex, poi la coppia Immobile-Cerci (il secondo su rigore causato da Palombo) aveva riportato avanti i granata, fino alla “furbata” di Eder nell’extra time e al penalty con cui freddava un ex piuttosto avvelenato, il portiere Daniele Padelli.
Oggi Ventura, un altro ex – genovese e sampdoriano – non può più contare sull’attacco atomico da 35 gol che lo ha sospinto in Europa, ma possiede comunque le armi per colpire la difesa blucerchiata. L’ariete che tenterà di forzare la porta di Viviano dovrebbe essere Larrondo. L’ex Fiorentina e Siena viene da un rigore consegnato nelle mani di Handanovic, avversario sempre temibile dal dischetto, ma appare comunque favorito su Amauri: l’ultimo acquisto di Cairo non è ancora al top della condizione, ma ha voglia di far ricredere i suoi detrattori tra i tifosi torinisti.
La foto postata su Twitter con addominali scolpiti ha risposto per le rime ad un’altra immagine che lo mostrava vistosamente sovrappeso, ma i tifosi del Toro non hanno comunque digerito la sostituzione di Cerci, volato a fine mercato a Madrid alla corte di Simeone, con il datato centravanti italo-brasiliano che l’anno scorso al Parma è stato spesso relegato alla panchina, segnando comunque 8 gol. A innescare il suo fiuto per il gol non c’è però più Cassano, ma il marocchino El Kaddouri, comunque un trequartista di tutto rispetto con sei gol e sei assist al suo attivo nella passata stagione.
Confermatissimo al centro dell’attacco del Toro, sarà Fabio Quagliarella, capace otto anni fa di far spellare le mani al pubblico doriano per i suoi gol impossibili da centrocampo o in acrobazia. Davvero poco lo spazio concessogli nei quattro anni in bianconero e allora rieccolo, alla soglia dei trentun’anni, riabbracciare la società che lo ha cresciuto e lanciato tra i professionisti per poter finalmente essere protagonista, da titolare, in Serie A e in Europa.
La forma mostrata nelle prime apparizioni dal Quaglia è già tale da far impensierire non poco Gastaldello e compagni, così come tutto il resto della formazione di Ventura, puntellata anche dagli innesti mirati di Molinaro e Nocerino, gira già a buon ritmo per via di una preparazione-lampo improntata a passare il preliminare di Europa League. La Samp dovrà allora essere più che accorta in difesa, dove dovrebbe essere confermato Silvestre, ma sarà altresì obbligata a ribattere colpo su colpo alle sfuriate avversarie con le giocate dei suoi attaccanti.
A lungo corteggiato dal Torino in estate, Stefano Okaka è stato trattenuto con fermezza dal ds Osti, con l’intenzione di contare ancora sulla fisicità e sulla grande generosità che lo contraddistinguono in ogni gara. Dopo le ottime cose mostrate da gennaio a maggio, il “panterone” da Castiglione del Lago vuole definitivamente dimostrare di essere ancora quel grande talento intravvisto a Roma e non l’anonimo centravanti parcheggiato a mezza Serie B. Dovrebbe essere ancora una volta lui il cavallo su cui punterà Mihajlovic per vincere la sua prima scommessa della nuova stagione blucerchiata, sebbene l’approccio positivo di Bergessio agli ultimi 20′ di Palermo, abbia consegnato al tecnico serbo la consapevolezza di poter contare su due attaccanti di tutto rispetto, che partono sostanzialmente alla pari nelle gerarchie.
Certo, né l’uno né l’altro ha nelle corde la coordinazione e la lunga gittata dell’amato Fabio da Castellammare, ma il quid pluris del reparto avanzato doriano potrebbe essere portato dalla qualità degli esterni del suo tridente. Sembra certo il ritorno tra i titolari di Manolo Gabbiadini dopo l’infortunio muscolare patito in Tim Cup contro il  Como: l’anno scorso non aveva brillato nel  rocambolesco 2-2 del Ferraris, quest’anno invece ha tanta voglia di partire subito forte, sia come assist man, sia come realizzatore con il suo insidioso mancino da fuori. Stesso discorso per il brasiliano Eder, apparso già in formissima nelle prime uscite e pronto a portare scompiglio nella compassata linea a tre del Torino. Potrebbe essere ancora lui, con le sue repentine accelerazioni, a rompere gli schemi di una gara che si annuncia molto tattica. Un giocatore simile al numero 23 di Mihajlovic, i granata l’avrebbero anche in rosa, quel Barreto, anch’egli brasiliano, che è un po’ la costante delle formazioni di Ventura: attualmente però sembra destinato alla panchina.
Alessandro Pucci

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