Rebus centrocampo: per la Samp sei uomini in cerca di una maglia

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La leadership di Palombo, la duttilità di Marchionni, la freschezza di Duncan, la classe di Krsticic, la voglia di riscatto di Obiang e quella di esplodere di Soriano. Un ottimo mix di gioventù ed esperienza, un rebus non facile da decifrare per Sinisa Mihajlovic.
Ammesso che il modulo di base dei blucerchiati sia il 4-3-3 visto in precampionato e nella difficile trasferta di Palermo, ci sono soltanto tre posti per sei uomini. In pratica, un ballottaggio per ogni maglia. Mantenersi uno spazio fisso tra i primi 11, con tutta questa concorrenza, non sarà un’impresa facile. Conoscendo l’allenatore serbo, cali di concentrazione e di intensità non saranno perdonati.
Se tra i litiganti c’è qualcuno più sicuro del posto, quello è Angelo Palombo. Il numero 17 doriano sembra essersi definitivamente messo alle spalle gli anni bui, quelli della retrocessione e quelli in cui veniva schierato fuori ruolo, al centro della pericolante difesa a 3 di Delio Rossi. L’idolo del pubblico blucerchiato, che ieri sera ha dichiarato ancora una volta di voler chiudere la carriera con la maglia della Samp, è pronto per eguagliare e magari superare le 32 presenze in campionato della scorsa stagione. Questa volta tutte da vertice basso della linea mediana.
Il sostituto naturale di Palombo dovrebbe essere Marco Marchionni. Il classe 1980 ex Juventus e Fiorentina è stato reinventato regista da Donadoni a Parma, dopo essere nato e arrivato fino alla nazionale da ala destra purissima. Dotato di ottimi piedi, buona corsa e grande intelligenza tattica, può dare un apporto fondamentale in tutte le posizioni del centrocampo di Mihajlovic.
Per Pedro Obiang, quella appena iniziata sarà una stagione fondamentale. Lo spagnolo avrà occasione di riscattarsi, dopo i tanti problemi fisici, le tante prestazioni deludenti, i mugugni del pubblico dell’ultimo campionato. Mihajlovic sembra volergli concedere, almeno inizialmente, il posto da titolare sul centro-sinistra, fiducioso delle indubbie qualità tecniche e fisiche del ragazzo. Ma attenzione alla classe cristallina del numero 10: Nenad Krsticic deve fare il definitivo salto di qualità che tutto l’ambiente si aspetta da lui. Il serbo può fare l’interno, il regista, e all’occorrenza sistemarsi sull’esterno, nel trio d’attacco. Mihajlovic probabilmente firmerebbe per rinunciare a un po’ della duttilità del suo connazionale, pur di vederlo finalmente diventare una stella.
Discorso simile per Roberto Soriano, che dopo una stagione 2012-2013 assolutamente da dimenticare, nello scorso campionato è riuscito a trovare la sua dimensione, prima da trequartista nel 4-2-3-1, poi da interno nel 4-3-3. Cresciuto nelle giovanili del Bayern Monaco come mediano, sembra avere tutte le carte in regola per consacrarsi come uno dei giovani italiani più interessanti del momento. Chi sembra partire un po’ più indietro nelle gerarchie di Mihajlovic invece, è Alfred Duncan. Il ventunenne ghanese, cresciuto nell’Inter e arrivato in prestito biennale, ha rappresentato una delle poche note liete del retrocesso Livorno della scorsa stagione. In Toscana lo abbiamo visto interno di centrocampo ed esterno sinistro in un 3-5-2. Il suo entusiasmo e la sua forza fisica, magari dalla panchina, potrebbero essere un vero e proprio jolly.
Mattia Cutrone

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