Grana Romero, un vicecampione del mondo come terzo

La permanenza di Sergio Romero alla Sampdoria, nonostante tutta un’estate passata da Mino Raiola a girare l’Europa alla ricerca di una valida acquirente, rischia di creare scompiglio nello spogliatoio blucerchiato.

Non doveva andare così. Non nei piani di Carlo Osti, che rapidamente accantonata l’idea di monetizzare dalla sua cessione, aveva ritenuto percorribili tutte le altre ipotesi pur di sgravare dalle casse blucerchiate l’oneroso stipendio del portiere argentino: 1,7 milioni di euro netti a stagione. In prestito gratuito, a parametro zero o rescindendo il contratto in essere che lo lega alla Samp fino all’agosto 2015. Se gliel’avessero chiesto con cortesia, è probabile che lui stesso l’avrebbe accompagnato a sue spese nella nuova destinazione. E invece, in questa sfrenata caccia all’acquirente la società di Corte Lambruschini ha messo il becco il meno possibile, affidandosi alla lunga mano di uno dei guru del mercato internazionale, il procuratore Mino Raiola.
Dovete chiedere a Raiola“, rispondeva il ds doriano alle domande circa il futuro dell’estremo difensore della Nazionale argentina. Ma Raiola in Italia quest’anno si è visto poco, giusto per piazzare Balotelli al Liverpool e poi continuare il suo tour europeo fra telefonate e strette di mano.
Marsiglia, Benfica, Queens Park Rangers, Galatasaray, Siviglia, Liverpool e infine Manchester United. Non una di queste squadre avvicinate a Romero più o meno attendibilmente è stata in grado di accontentare le richieste economiche di Raiola, che per il suo assistito, reduce al Mondiale brasiliano da un figurone in semifinale contro l’Olanda, chiedeva una cifra attorno ai 2,5 milioni annui. Così “El Chiquito“, nell’ultimo giorno di mercato, ha telefonato a Osti per comunicargli la propria decisione di rinunciare all’avventura United, che gli proponeva il posto di vice De Gea: troppo tardi per ricominciare a scandagliare il mercato.
Diritti contrattuali recentemente acquisiti dai calciatori non consentono più alle società di mettere fuori rosa propri tesserati. Romero dunque si allenerà a Bogliasco con il resto della truppa blucerchiata e sarà il terzo portiere della Sampdoria per la stagione 2014/2015. Il terzo portiere più pagato d’Italia, e forse d’Europa, rischia allora di non disputare nemmeno la Coppa Italia. Il fatto di non giocare titolare nel proprio club pareva non interessare al ct Sabella, che lo ha confermato tra i pali ai Mondiali nonostante una stagione in panchina al Monaco, ma lo stesso potrebbe non valere anche per il nuovo selezionatore dell’Argentina “Tata” Martino e in tal caso una riconferma in Nazionale sarebbe davvero improbabile.
Una bella gatta da pelare in casa Samp che, acquistato Viviano per fare il salto di qualità rispetto a Da Costa, si ritrova ora un’ingombrante riserva di lusso. Il club blucerchiato, prelevatolo tramite l’allora ds Sensibile nell’agosto 2011 dal Twente per 3,8 milioni di euro, vede ora il suo capitale del tutto svalutato, poiché prossimo alla scadenza del contratto. Perderlo per perderlo, allora, il Doria potrebbe davvero decidere di ributtarlo nella mischia e concedergli la possibilità di giocarsi le sue chance per il posto da titolare.
Ogni domenica, Mihajlovic potrebbe scegliere tra la reattività e la follia di Romero, l’affidabilità e la flemma di Da Costa e la sicurezza e la tecnica di Viviano. Ma il portiere, si sa, è un ruolo atipico e chi lo ricopre ha bisogno di tranquillità e della fiducia da parte non solo del mister, ma di tutto l’ambiente per far bene. Ecco allora che la concorrenza, da stimolo a migliorare, potrebbe rivelarsi un problema. Un’arma a doppio taglio che il condottiero serbo dovrà maneggiare con molta cura.
Un’arma che però non sembra preoccupare l’eccentrico presidente Ferrero, che nell’ultima intervista-show alla Gazzetta, ha commentato ironicamente la mancata cessione di Romero:  “C’è un piccolo problema, tutti quanto vogliono venire alla Samp e con un presidente come me nessuno la vuole lasciare. Comunque viva Raiola e viva Romero“. Dopo per la D’Amico, anche per lui sarà pronto un “grande film”?
Alessandro Pucci

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