Portanova rescinde con un Genoa sempre più sudamericano

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Daniele Portanova lascia il Genoa rescindendo il suo contratto con la società rossoblu. Determinante il rapporto non idilliaco con mister Gasperini che per la difesa può ora contare su Facundo Roncaglia, un altro argentino per il Grifo, dopo Burdisso, Santana, Perotti e Mussis.

Il colpo Maxime Lestienne, in prestito dal Club Bruges, ha di fatto chiuso il mercato del Genoa nel penultimo giorno di operazioni. La società di Villa Rostan si è mossa quest’anno con largo anticipo, completando per tempo l’ossatura del nuovo Grifone con gli acquisti di Izzo, Perotti, Matri, Pinilla, Greco, Rosi, Iago e Rincon, a cui si sono aggiunti poi gli ultimi ritocchi Mussis, Edenilson, Roncaglia e la ciliegina Lestienne.

L’ennesima rivoluzione di Preziosi non ha dunque previsto quest’anno grandi operazioni last minute, alla Milito per intenderci, consegnando già nel ritiro di Neustift a Gian Piero Gasperini una rosa quasi completa. Il tecnico di Grugliasco, come evidenziato dalla buona prestazione di domenica sera contro il Napoli, è già a buon punto con l’amalgama di tutti i nuovi e dovrà ora far fronte all’abbondanza di giocatori sia in difesa che in attacco. Un problema che ogni allenatore vorrebbe avere.

A dire il vero Capozzucca nella giornata di ieri è andato alla ricerca di due comprimari: un vice Antonelli e un vice Perin, individuati in Mesbah e in Puggioni. Per entrambi però, tutto è saltato all’ultimo per via della Samp. Per il primo, su cui si è scatenato nel pomeriggio di ieri un vero e proprio derby di mercato, decisive sono state le superiori garanzie di giocare messe sul piatto dal club blucerchiato; il portiere del Chievo, invece, pur allettato dall’offerta rossoblu, ha preferito declinare, vista la sua conclamata fede doriana. Genovese originario del quartiere di Marassi, il secondo di Bardi ai clivensi proprio non se l’è sentita di passare così a cuor leggero dall’altra sponda del Bisagno, dopo un’infanzia passata a tifare i colori blucerchiati. Poco male, perché Eugenio Lamanna ha dimostrato l’anno scorso a Siena di aver raggiunto la maturità necessaria a essere il secondo portiere del Genoa.

Per un Roncaglia che arriva, c’è un Portanova che va. L’ex capitano, nominato nella breve era Liverani, era da tempo stato posto ai margini della rosa di Gasperini a causa di alcuni screzi e diverse differenze di vedute con il proprio allenatore, che ha preferito puntare su altri giocatori per la difesa. A inizio luglio lo stesso Enrico Preziosi dichiarava: «Portanova non fa più parte del nostro progetto tecnico. Se vorrà restare, ne avremo gran rispetto: ma dal punto di vista sportivo abbiamo altre idee. In ogni caso il capitano sarà Antonelli».  E così per tutta l’estate il suo procuratore Matteo Materazzi ha lavorato alacremente per trovare una nuova destinazione al proprio assistito. Gradito da Iachini a Palermo, Portanova non ha però raggiunto i rosanero per via del mancato accordo tra le due società circa uno scambio con Terzi, probabilmente a causa del momento no nel difficile rapporto tra Preziosi e Zamparini.
E così Daniele Portanova, 36 presenze e 2 gol nella sua seconda vita al Grifone, ha rescisso ieri il suo contratto a malincuore, visto l’ottimo rapporto che aveva instaurato con la Gradinata Nord. Infatti, ancora giovedì scorso twittava:

Attualmente svincolato e libero di trovare una nuova squadra anche a mercato concluso, per il roccioso centrale classe ’78 arrivano ora numerose richieste, soprattutto dalla Serie B, dove il ds dello Spezia Angelozzi è in pole per aggiudicarsi le sue prestazioni. Rimbalzano voci di un interessamento anche del Messina, la squadra con cui si è affermato nel 2000 e attualmente in Lega Pro, ma su questo ancora non arrivano conferme.
I tifosi genoani possono però stare tranquilli perché la difesa con De Maio, Burdisso, Izzo, Marchese, Rosi, Antonini e, da ultimo, Roncaglia è ampiamente coperta. L’argentino ex viola, oltre a completare il pacchetto arretrato di Gasperini, va inoltre a infoltire le fila della colonia sudamericana del Genoa, che vanta ora gli albicelesti Burdisso, Santana, Perotti e Mussis, il venezuelano Rincon, il cileno Pinilla e il brasiliano Edenilson. Non saranno i mostri sacri Aguilera, Milito e Palacio, ma sentir parlare lingue ispaniche a Pegli fa sempre ben sperare i tifosi rossoblu.

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