Genoa e Samp promosse sul mercato

Promosse, e non con sufficienza risicata. Sampdoria e Genoa escono dal mercato estivo offrendo sensazioni piacevoli ai propri fans. Il pessimismo impe4rante avvertito a giugno si è trasformato in soddisfazione a distanza di due mesi.
Il nuovo patron blucerchiato, smentendo gli scettici, ha mostrato saggezza e lungimiranza, mentre il suo dirimpettaio rossoblu, pur non resistendo a tentazione di rivoluzionare almeno in parte l’organico, ha messo a segno alcuni “colpi” di assoluto rilievo. Obiettivi raggiunti dall’uno e dall’altro, che hanno messo in atto un’efficacissima finanza creativa, dimostrando – almeno sulla carta – che con idee vincenti e con un’ampia conoscenza del calcio nostrano e internazionale ci si può rafforzare anche senza svenarsi.
ANALOGIE – Le due genovesi ripartono, intanto, con un valore aggiunto da non trascurare: l’abilità dei rispettivi allenatori Mijajlovic e Gasperini, che rispetto all’anno scorso hanno potuto forgiare le proprie squadre già in estate, conferendo un’impronta ben precisa e riuscendo pure – cosa non da tutti – a convincere i rispettivi datori di lavoro sulle mosse ci mercato da attuare. Il serbo si trova – potenziata – più o meno la stessa ossatura, alla quale già negli scorsi mesi aveva fatto aderire come un guanto le proprie teorie tecnico-tattiche. Gasp finalmente ha potuto lavorare su una rosa prossima alle sue concezioni calcistiche e già nel match d’esordio in campionato, pur avverso nell’esito, ha esibito un Grifone spettacolare e coraggioso come quello di un lustro fa.
L’altro punto di contatto, che a certuni può far storcere il naso, è la mancanza di un uomo d’ordine a centrocampo. Pur con moduli difformi, i due mister chiedono ai centrali di fare legna più che di impostare, lasciando il lavoro propositivo agli esterni e alle punte pure. Una scelta sposata anche da parecchi squadroni e forse suggerita dall’assoluta penuria di “registi” tradizionali.
QUI SAMP – Un solo sacrificio illustre per questioni di bilancio: Mustafi, che dopo le apparizioni sulla vetrina iridata era diventato troppo ambito per poter rimanere in provincia. Silvestre non vale il tedesco, ma è un mestierante di affidamento e Romagnoli è di gran lunga il miglior giovane difensore del nostro calcio. Siamo così sicuro di averci perso? Nel settore ecco Mesbah, colpo dell’ultimo giorno: non è un interdittore feroce, ma come alternativa a Regini sulla fascia o come esterno di un eventuale centrocampo a quattro può dire la sua.
Negli altri setori la Samp aveva solo bisogno di non indebolirsi, ma l’arrivo di Bergessio in avanti non è una novità da nulla. L’argentino è un combattente, adattissimo ad immettere “sangue” in una prima linea che a volte era apparsa un po’ troppo flemmatica. Utile si rivelerà pure Marchionni, un “vecchietto” che sull’esterno saprà conquistarsi spazio. Guai, però, a dimenticare la conferma di Gabbiadini, un talento purissimo: anche questo è un affarone.
Apprezzabile infine la scelta di puntare su giovanissimi di eccellenti prospettive. Djordjevic, acquisito allo spegnersi del mercato estivo, non è che il capofila di un gruppetto di ragazzotti strappati ad una nutrita concorrenza e sui quali puntare nel tempo.
La mancata cessione di Romero porrà Mihajlovic al cospetto con un problema spinoso: l’abbondanza di portieri. Questo è il solo ruolo in cui spesso la concorrenza rappresenta un handicap. Sinisa è troppo intelligente per cadere nel tranello: sceglierà un titolare (probabilmente Viviano) e, a meno di cataclismi, non cambierà più
QUI GENOA – Fuochi artificiali a profusione in una squadra che – diciamolo – andava rivista profondamente. Dalla vendita immediata di Vrsaljko e da quella traslata di Sturaro i denari per rimettere in carreggiata i conti e per finanziare una campagna di rafforzamento massiccia. In attesa di vedere all’opera Lestienne, sulla carta un “crack”, altri rinforzi hanno già provveduto ad illuminare gli occhi dei tifosi. Pinilla è un fior di centravanti, splendido interprete dei canoni gasperiniani oltreché finalizzatore pregiato. In molti scommettono che sarà lui, più che Matri (altro innesto di tutto rispetto), il vero fromboliere rossoblù. Perotti ha squadernato tecnica sopraffina e abilità innata nel cross. Rincon è ben più di un semplice “cagnaccio” di centrocampo: appoggi a dovere la manovra ed ha personalità da vendere, ideale per guidare l’intero gruppo. A queste “perle” (nella speranza che il loro rendimento sia costante nel tempo), si aggiunga un Roncaglia più che collaudato, con le giuste caratteristiche per il gioco di Gasperini, e un Edenilson che sulla fascia destra del centrocampo assicura corsa ed anche qualità.
Pletorica la batteria degli esterni d’attacco, che Gasp potrà alternare con profitto. Ad essere pignoli, manca forse un difensore centrale a livello numerico, ma l’allenatore saprà trovare soluzioni alternative ai titolari designati.
PROSPETTIVE – Samp un po’ più forte complessivamente e per nulla stravolta, Genoa massicciamente potenziato con giocatori di qualità. Pollice in alto per le due “cugine” che – sempre nei pronostici di fine mercato – appaiono in grado di scalare posizioni nel “range” dell’attuale serie A.
A ben vedere, non mancano le squadre indebolite. Il Toro, persi in un colpo i cannonieri Immobile e Cerci, di sicuro non si ripeterà e lo stesso Parma – al di là delle cesioni di Amauri e di Parolo .- difficilmente si confermerà. Il Verona, privato di Iturbe e Romulo, resta competitivo ma non più irraggiungibile. E che dire di un’Atalanta che ha perso Consigli e Bonaventura? Guai a trascurare un’Udinese dalle infine risorse e un Sassuolo rivisto in meglio dal facoltoso patron Squinzi, ma entrambe risultano abbordabili.
Il resto del lotto non sembra attrezzato al pari delle nostre alfiere. Il Cagliari ha perso Pinilla e Astori (non due qualunque ed ha in panca l’incognita Zeman, il Chievo è poca cosa, le neopromosse Cesena ed Empoli si sono limitate al piccolo cabottaggio, mentre il Palermo ha addirittura perso Hernandez. Pur con gli scongiuri del caso, la questione salvezza non dovrebbe riguardarci, mentre intriga parecchio la lotta per due o tre poltrone nella colonna a sinistra della classifica. Alle spalle delle sette sorelle, pronte a disputare l’ennesimo “campionato a parte”, sarà bagarre sino in fondo, con Samp e Genoa sicuramente capaci di dire la loro. Puntano entrambe ad una salvezza tranquilla, e ne hanno tutte le possibilità: mica male dopo anni di anonimato o addirittura di paura. Un bel punto di partenza, in attesa di alzare l’asticella.
PIERLUIGI GAMBINO

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