Il numero 2 di Viviano e l’umiltà di Da Costa

Tiene ancora banco in casa Samp la questione portiere. Preso Viviano e “parcheggiato” il giovane Tozzo al Latina, manca ancora all’appello la cessione di Romero, ai margini della rosa blucerchiata. Se per il ruolo di terzo è vicino l’ingaggio di Benassi dal Lecce, sorgono a sorpresa dei dubbi anche su chi sarà il titolare della stagione 2014/2015. Viviano è pronto dopo un anno di inattività o giocherà ancora Da Costa?
 
La ricerca di un portiere affidabile è stata per lungo tempo nel corso dell’estate il chiodo fisso di Carlo Osti. Un compito non facile per il confermato ds della Samp, date le note difficoltà a piazzare l’uscente Sergio Romero. L’anno scorso panchinaro nel Monaco di Falcao, “El Chiquito” ha convinto il ct albiceleste Sabella che lo ha confermato titolare della Nazionale Argentina ai Mondiali brasiliani, dove per altro si è messo in luce per i rigori parati in semifinale contro l’Olanda, seppure con l’aiuto di alcuni bigliettini nascosti nei pantaloncini. Anche grazie alla vetrina mondiale, la Sampdoria sperava di reperire facilmente un acquirente che sgravasse le casse blucerchiate dell’oneroso ingaggio dell’estremo difensore argentino, 1,7 milioni netti all’anno, ma a causa delle esose richieste economiche del suo procuratore Mino Raiola, Romero è attualmente il terzo portiere più pagato della Serie A, ovviamente in attesa di sistemazione fino alle ultimissime ore di calciomercato, con Dinamo Mosca e Galatasaray sulle sue tracce.
Fortunatamente la Sampdoria, dopo un po’ di tira e molla, il 12 agosto – 68° anniversario della sua fondazione – è riuscita a portare alla corte di Mihajlovic Emiliano Viviano, portiere classe 1985, prelevandolo dal Palermo in prestito con diritto di riscatto fissato a 4 milioni. Il giocatore ha subito scelto la maglia numero 2, di certo un’anomalia del calcio moderno, ma non così strano come il 10 indossato anni fa da Cristiano Lupatelli. Il motivo di questa scelta è presto detto: al suo arrivo Viviano ha trovato in rosa il buon Angelo “Júnior” Da Costa, titolare nella scorsa stagione, che aveva già preso per sé il numero 1.
La volontà di cambiare tra i pali era da tempo stata resa nota da Corte Lambruschini, tanto che si pensava a un imminente addio di Da Costa per giocare ancora con continuità, magari in B. E invece, salvo sorprese sempre possibili negli ultimi giorni di mercato, il brasiliano artefice con Romero della promozione in A del 2012 resterà in blucerchiato, nella veste di prima riserva, almeno secondo logica.
Nella prima gara ufficiale della stagione però, in Coppa Italia contro il Como, Sinisa Mihajlovic ha scelto fra i pali ancora Da Costa, stupendo gran parte dei tifosi e degli addetti ai lavori presenti al Ferraris. Perché? È proprio il tecnico serbo, nel corso della sua conferenza stampa post partita, a svelare l’arcano con la sua consueta schiettezza: “Viviano non gioca da quasi due anni. Non è ancora pronto. Per adesso il titolare è Da Costa“.
Per Viviano, si è parlato anche di un fastidio alle dita di una mano, ma la verità è che non ha disputato gare ufficiali dopo maggio 2013, da quando cioè ha lasciato i pali della sua Fiorentina (di cui è tifoso), per poi essere dirottato dal Palermo, titolare del suo cartellino, a Londra, sponda Arsenal. Dopo i 34 gol subiti in 32 incontri di due stagioni fa, l’allenatore gigliato Montella ha preferito credere nell’esplosione di Neto, lasciando andare un portiere che nel 2010 e nel 2011 era stato anche protagonista nella Nazionale di Prandelli, in fase di qualificazione agli Europei di Polonia e Ucraina. Sbarcato in Premier League, non ha però conquistato la stima del coach dei “gunners” Arsène Wenger, che lo ha relegato al ruolo di terzo dietro a Szczęsny e a Fabiansky. All’Emirates per lui solo sette panchine in un anno e anche l’onta di subire cinque reti nell’unico match disputato, sebbene a difesa dei pali dell’Under21 del club londinese.
Proprio per questi motivi, la Sampdoria si attende da Viviano grande voglia di riscatto e una stagione ai livelli del suo ultimo anno a Brescia, quando nel 2009 conquistò la promozione nella massima serie da portiere titolare delle “rondinelle”. Il lungo periodo lontano dai riflettori sicuramente gli avrà fatto perdere brillantezza e ritmo partita, ecco perché dopo il Como, potrebbe ancora toccare a Da Costa contro il Palermo, per il debutto in campionato di capitan Gastaldello e compagni. Non sarà un fenomeno né tanto amato dai tifosi, ma alla sua quinta stagione sotto la Lanterna, passando dai pali alla panchina più volte senza mai un “mugugno”, sull’umiltà e sulla professionalità del n° 1 da São Bernardo do Campo non ci sentiamo davvero di discutere.
 Alessandro Pucci

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