4-1 al Como, ma Sinisa ne ha per tutti

Della larga vittoria nel terzo turno di Coppa Italia contro il Como, il tecnico della Sampdoria Mihajlovic salva solo il risultato, non contento della prestazione di molti suoi giocatori e dell’attendismo della dirigenza blucerchiata sul mercato, dove il ds Osti è da tempo alla ricerca di due difensori, che tardano a arrivare.
Sarebbe stato troppo facile esaltarsi per un 4-1 con tripletta di Eder rifilato a una pur tenace formazione di Lega Pro e infatti nessuno si aspettava cappellini a cono e trombette da parte del burbero allenatore di Vukovar. Ma nemmeno ci si attendeva le stilettate verbali udite nel corso della conferenza stampa post partita. “Salvo solo il risultato, tutto il resto è da buttare. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare il Como, con una squadra più forte avremmo perso. Se pensiamo di poter giocare così andremo incontro a brutte figure e saremo di nuovo coinvolti nella lotta per non retrocedere“.
Ma perché Mihajlovic è così arrabbiato? La risposta sta in quel vistoso calo di concentrazione tra il 15′ del primo tempo e il 12′ del secondo, la fase della gara compresa tra il gol di Gabbiadini e quello il secondo di Eder, quando il Como ha spaventato non poco i tifosi blucerchiati, prima accorciando le distanze con Le Noci su rigore e poi sfiorando il clamoroso pari con un tiro di Ganz (su regalo di Regini) che ha lambito il palo di Da Costa.
Se in quell’occasione invece che Simone Ganz ci fosse stato il papà Maurizio la partita sarebbe andata diversamente“, è il commento lapidario del condottiero serbo, che ha anche aggiunto: “Dobbiamo giocare sempre al massimo e mai staccare la spina. Dopo i primi due gol in 12 minuti abbiamo abbassato la guardia e non ce lo possiamo permettere. Obiang? Sotto le sue possibilità come tutti. Solo due sufficienti, gli altri nove uno schifo“.
Insomma, contro una formazione di Lega Pro, per di più in casa, giocare 45′ su 90 può anche bastare, ma in campionato non è certo sufficiente, specie se di fronte hai Juve, Roma, Fiorentina e così via. Ma per quanto la si sprema, da una rapa non si caverà mai il sangue e allora ecco tornare d’urgenza l’argomento mercato.
Salamon e Regini sono apparsi per larghi tratti in difficoltà contro il Como e la retroguardia doriana è anche orfana quest’anno di un pilastro come Shkodran Mustafi, che tanto bene aveva fatto l’anno scorso. Nel corso dell’estate sono stati fatti parecchi nomi altisonanti, da Campagnaro, a Yepes, a Rafa Marquez, ma a 6 giorni dalla chiusura del mercato la difesa, rimpolpata dal solo Cacciatore e in procinto di perdere anche Andrea Costa, è ancora sotto numero. Le trattative per Balanta e Romagnoli sono caldissime, ma certo è che ci vorrà del tempo per inserirli al meglio.
Perché ha giocato Salamon? Avevo solo lui. Spero che arrivino presto i due centrali che ci mancano, avrei voluto averli prima. Spero si uniscano a noi in settimana prima della gara con il Palermo“.
Parole dure, anche troppo dopo un 4-1 che ha mostrato un Eder strepitoso e molti ottimi spunti di Okaka e Soriano, ma che sono fondamentali in questo momento per tutto l’ambiente blucerchiato, ancora scosso dalla repentina rivoluzione societaria. L’unica sicurezza per ora si chiama Sinisa Mihajlovic. E’ lui che sprona la rosa e la dirigenza a dare di più, a alzare l’asticella e mai accontentarsi. E finché ci sarà il “serbo furioso” nessuno potrà prendere la Sampdoria sotto gamba.
Alessandro Pucci
 

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