Il valore sociale dello sport. Lodi: “Sciopero bianco delle associazioni”

Academy al Festival dello Sport
Academy al Festival dello Sport

Nell’ambito del Festival dello Sport 2014, questa mattina nei pressi di Palazzo Doria-Tursi di via Garibaldi si è tenuta la prima delle due tavole rotonde per riflettere e confrontarsi sulle tematiche legate allo sport per quanto riguarda Genova e la Liguria. Se giovedì prossimo il tema sui cui dibattere sarà quello dell’indotto derivato dagli eventi sportivi, nella giornata di oggi diverse voci legate al mondo dello sport hanno concorso a una proficua discussione circa il valore sociale dello sport.

Organizzato dal Festival dello Sport 2014 in collaborazione con USSI Liguria, l’incontro ha messo insieme diverse anime dello sport ligure, che si sono sedute allo stesso tavolo per raccontare ognuno la propria esperienza nel campo di riferimento e aprirsi al confronto tra le parti. Introdotti dal giornalista Marco Bisacchi (consigliere USSI Liguria), sono intervenuti Anna Del Vigo (Pres. Reg. FIPAV e Vice Pres. Coni Liguria), Cristina Lodi (consigliera comunale e Presidente commissione consiliare welfare), Carlo Besana (Pres. Consorzio Pianacci e Pres. NBA Zena), Aureliano Deraggi (delegato Direttore Ufficio Scolastico Regionale), Roberto Bognetti (Coordinatore Progetto Giovani) e Luca Verardo (Direttore PalaDonBosco).

Ecco le voci della conferenza.

Nel sottolineare l’importanza che ricopre lo sport a livello sociale in una regione come la nostra (1500 ASD sul territorio a cui è iscritto circa 1 cittadino su 7), Roberto Bognetti ha lamentato la tendenza generalizzata a considerare, soprattutto in ambito istituzionale, lo sport come puro divertimento: «In Italia non abbiamo ancora compreso appieno l’enorme portata di socialità e l’incredibile ritorno che può derivare dalla promozione e dalla diffusione dei valori dello sport. Pensiamo ad esempio al risparmio che reca agli enti pubblici alla voce Sanità, in particolar modo in una regione come la nostra con un altissimo tasso di popolazione anziana. Pensiamo all’attività per i portatori di handicap e per altre persone in condizione di disagio. Spesso lo sport per loro rappresenta l’unica finestra sulla società, svolgendo appunto una funzione socializzante che implica l’imparare a vivere secondo regole. Lo sport si compone di libertà e regole da rispettare per raggiungere un obbiettivo, non necessariamente il risultato, ma che può anche essere una vittoria con se stessi. Lo sport aiuta il singolo a vivere meglio e di questo tutta la società ne trae notevoli vantaggi. Purtroppo i continui tagli a cui è soggetto il settore sportivo evidenziano una certa insensibilità a questi argomenti da parte delle istituzioni nel momento di destinare fondi pubblici».

Un po’ in risposta alla considerazione di Bognetti, Andrea Mariani, stretto collaboratore dell’assessore comunale allo Sport e alla Scuola Pino Boero, ha rassicurato circa la piena consapevolezza della Giunta attuale dell’enorme valore sociale dello sport, diventato fondamento della vita sociale della città.

Sul tema dei tagli, in rappresentanza della maggioranza che siede a Tursi, Cristina Lodi, ha portato all’attenzione dei presenti ricette concrete per far fronte a una vera e propria emergenza fondi nel mondo dell’associazionismo sportivo e assistenziale: «L’associazionismo a Genova e in Liguria ricopre oggi un ruolo che supera le sue effettive possibilità e la sussidiarietà si regge soprattutto sul volontariato. I fondi pubblici a disposizione degli enti locali, mai minori di oggi, sono quasi interamente destinati nel sociale a strutture di recupero e correzione, piuttosto che ad attività di prevenzione ed educazione. È necessario oggi che tra i mondi della scuola, dello sport e del sociale avvenga una contaminazione fatta di dialogo, rapporti e iniziative. La promozione di questa contaminazione è un’occasione per il Comune che con poche risorse potrebbe fare della collaborazione tra diversi ambienti una ricchezza. Oltre a stringere questo tipo di legame, propongo che il mondo dell’associazionismo e del volontariato alzi la voce, come fanno oggi tutte le categorie in difficoltà, e che indica una settimana di sciopero bianco. Solo fermando le attività sportive e sociali, magari prima dell’approvazione del bilancio a fine luglio, si potrebbe sensibilizzare la politica e far rendere conto a tutta Genova l’importanza cardinale di un’attività costante di servizio alla cittadinanza, che oggi viene dato per scontato. Questa giunta ha bisogno si segnali concreti, altrimenti resta in balia solo di chi fa la voce più grossa (in questo periodo le partecipate)».

Sul difficile rapporto tra scuola e sport ha parlato Aureliano Deraggio dell’Ufficio Scolastico Regionale: «È molto diffusa una visione che contrappone in modo manicheo l’ambito della cultura e dello sport, così come la distinzione netta tra aspetti legati alla mente e legati al fisico. Una prospettiva del tutto fuorviante che necessita di una sottile operazione di tipo educativo-culturale all’interno delle famiglie e delle scuole. La manifestazione più evidente di questa stortura è la scarsissima partecipazione alle attività di Educazione Fisica, soprattutto alle superiori. I ragazzi preferiscono sollevari pesi in palestra per poi saltare la ginnastica a scuola e per evitare questo è necessario che il sistema scuola si industri per trovare una soluzione che dovrà passare necessariamente anche dalla giusta destinazione dei fondi per l’edilizia scolastica, sul quale il Governo Renzi sembra starsi muovendo».

Anna Del Vigo (Fipav e CONI Liguria) ha aggiunto alla discussione la sua lunga esperienza al servizio dello sport come fattore socializzante, mentre ha lanciato un monito sull’eccessivo uso dei social network nei giovani, da contrastare appunto con attività effettivamente socializzanti come lo sport:  «Da anni collaboro con la ASL e con il Centro di Igiene Mentale per mettere la pallavolo al servizio dei disabili mentali e delle realtà che soffrono disagi di varia natura. Lo sport educa sempre al fare gruppo, stringere amicizie, incrementare le relazioni: può dunque aiutare le persone o i gruppi chiusi in sé stessi come le comunità straniere che faticano a integrarsi e a assimilare il rispetto delle regole. Nei giovani la socializzazione avviene ormai quasi solo sui social network. Si rapportano con uno schermo per difesa e così facendo rischiamo di avere future generazioni incapaci di dialogare. Lo sport invece è una forza che spinge violentemente nella direzione opposta, quella del dialogo e della convivenza effettiva, concreta».

Chiamato in causa sul tema delle comunità straniere genovesi, Luca Verardo, direttore del PalaDonBosco di Sampierdarena, uno dei quartieri dove maggiormente risiedono immigrati, ha portato diverse critiche all’Amministrazione comunale: «Cinque sono i temi legati allo sport che risultano più problematici nella nostra città: la scuola, la disabilità, la burocrazia, gli anziani e gli impianti. Ognuno di essi richiederebbe una maggiore attenzione da parte delle istituzioni per venire incontro alle difficoltà delle società sportive e dell’associazionismo in genere. Auspicabile è una maggiore collaborazione tra scuola e società, magari agevolata da iniziative pubbliche. Il Comune invece sembra complicare la vita delle società, imponendogli anche in tema di bandi e riconoscimenti vincoli troppo restrittivi».

Molto da condividere ha avuto anche Carlo Besana, in qualità di Presidente del Consorzio Pianacci (al Cep) e della società NBA Zena: «Parlando della mia esperienza al Cep, posso dire che lo sport è il network reale più efficace al mondo, il filo conduttore per tutta una serie di altre attività. Così avviene ed è avvenuto al Consorzio Pianacci, dove organizziamo attività sportive (e non solo) per tutte le età che aiutano la crescita e l’amalgama di tutta una comunità. Non sono d’accordo con Del Vigo: i social network sono una realtà che lo si voglia o no, in essi e con essi possono meglio essere comprese le istanze giovanili a cui dobbiamo fornire risposte concrete. Più problematico è se mai il dialogo con la politica, dove accade anche che le mail al Comune per l’organizzazione di eventi sportivi non trovino risposta. Purtroppo esistono canali privilegiati che richiedono l’appartenenza partitica. Troppo spesso la vita sportiva e quindi sociale di un intero quartiere è sottomessa a dinamiche politiche che tendono più che altro a creare ostacoli. All’inaugurazione del Palacep nel 2009 non è purtroppo seguita, nonostante le ripetute sollecitazioni, l’opera di completamento e di adeguamento della struttura, perché i fondi pubblici prendono altre destinazioni. Non solo, ma capita anche, e qui parlo di Arci Pianacci, che si faccia oltremodo attendere da parte dell’Amministrazione il rinnovo della delega biennale all’utilizzo dei locali, fino al punto di dover chiudere per alcuni giorni, quando invece da parte di Tursi ci viene imposto il rispetto di regolamenti in maniera ferrea, per la minima trasgressione ai quali sono anche stato condannato».

A chiudere il cerchio delle voci, Marco Bisacchi è tornato da Bognetti: «Auspico che le istituzioni e i media locali dedichino maggiore attenzione allo sport come presidio di socialità. Da noi Genoa e Sampdoria sono solo la punta di un iceberg la cui base è composta da quelle 1500 realtà associative. Il dibattito sullo sport oggi ha bisogno di essere inserito in un contesto più ampio. Lo sport deve parlare con la scuola, deve rapportarsi con il volontariato nel sociale. Abbiamo il grave problema di lavorare troppo spesso per compartimenti stagni. Il mondo dello sport e dell’associazionismo deve rendersi conto che è il momento di farsi sentire e battere i pugni sul tavolo con le istituzioni. C’è tutto un “esercito di volontari” benpensanti che si adegua alle circostanze e che deve invece oggi reagire. Credo e spero nell’utilità di questo tipo di tavoli di lavoro, dove il dialogo tra soggetti di aree differenti non può che aprire nuove strade e costruire ponti laddove c’è incomunicabilità, magari promossi da enti pubblici e non da soggetti privati, seppur lodevoli».

Alessandro Pucci

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Nato a Genova il 7 giugno 1973, ho iniziato a scrivere di sport a 16 anni. Poi e' arrivata la tv, quindi il web e infine la radio. Ho fondato www.liguriasport.com e www.genoasamp.com nel 1998 e ideato nel 2000 il progetto www.stellenellosport.com per valorizzare lo sport in Liguria.