La Calciosofia di Armando Napoletano al “Bancarella Sport”

Last Updated: 01/04/2014By

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Recuperare la poesia del calcio, i suoi aspetti fiabeschi, i valori positivi e genuini di questo splendido “giocattolo”. Un’impresa al limite del possibile, considerato tutto il male, sotto forma di denaro, che lo circonda e lo corrompe. 

Ci ha provato Armando Napoletano, collaboratore del Secolo XIX, scrivendo “Calciosofia. La poesia del calcio raccontata con i piedi”, per le Edizioni Cinque Terre di Salvatore Di Cicco. Una raccolta di storie e aneddoti di calcio vero, giocato, respirato, vissuto.

Dopo un grande successo iniziale di vendite, il libro è stato selezionato tra i 42 testi che concorrono a entrare nella sestina finale del premio letterario Bancarella Sport, il più importante del settore in Italia. Molti critici lo considerano già tra i favoriti.

Sfogliando le circa 200 pagine del testo, si trovano interviste scritte a quattro mani, alternando personaggi leggendari come Gigi Riva o Gianni Rivera con altri meno noti, come Lamberto Maccari o Gianluca Cappellazzi. I derby della Mole visti da Paolino Pulici, le lotte di Beppe Furino con Billy Bremner del Leeds, Italia-Germania dell’Azteca raccontata da Sandro Mazzola.

Il ricordo struggente di campioni locali che non ci sono più, come Paolo Ponzo e Alberto Corona, stopper vecchio stampo morto a causa della Sla. O quello di ragazzini che hanno visto i loro sogni di gloria infrangersi contro un destino ingiusto.

“Il calcio in fondo è come una briscola – recita una citazione di Osvaldo Bagnoli, che appare sulla copertina – fai di tutto per fregare il tuo migliore amico, poi posi le carte e bevi con lui un bicchiere”.

Napoletano utilizza la storia per proporre un nuovo modo di pensare e confrontarsi con il calcio. La “Calciosofia“, una filosofia da studiare diretta ai giovani, per imparare ad amare questo sport, eliminare cattivi esempi su campi e tribune, riportare in secondo piano tutto ciò che non è un pallone che rotola sull’erba.

Mattia Cutrone

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