Ivan Dante: “Urania e sedile fisso: non potevo fare scelte migliori”

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Per il secondo anno di fila, potrà indossare lo speciale body Di.Bi che spetta, da diversi anni, ai vincitori della classifica nazionale. Primo tra gli Junior sia nel 2012 sia nel 2013 grazie, in quest’ultimo caso, soprattutto al doppio titolo conquistato sul lago di Comabbio nel singolo e nel due di coppia con Alberto Capurro ed all’argento ai Tricolori di Gozzo. Stiamo parlando del ventenne Ivan Dante.
“Mi sono avvicinato al canottaggio per caso ai tempi della terza media, è uno sport che ho sempre seguito, a partire dalle prime Olimpiadi che ricordo, ma che non avevo mai pensato di praticare. Mai fatta scelta migliore”. L’Urania è l’Eden, per Ivan. “E’ una società  che ha avuto anni gloriosi e che dopo un periodo di stop sportivo sta cercando di ripetere i fasti del passato. Chi vi entra per la prima volta rimane subito dal gruppo unito e affiatato da cui è composta e che altre società invidiano. Ambiente sereno, in cui lavorare sodo con serietà ma anche con momenti di divertimento che non devono mancare”.

Una riflessione sugli ultimi Campionati. “La preparazione è iniziata dalla fine della stagione precedente, prima partendo  con la voglia di voler raggiungere l’obiettivo mancato nell’anno precedente e poi d’estate è arrivata la preparazione vera e propria curando aspetti fisici e tecnici senza dimenticare la messa a punto della barca. Nel periodo invernale gli allenamenti erano 4/5 alla settimana e sono diventati 6 in estate, con la gara domenicale a chiudere la settimana”.

Ivan ripercorre le emozioni provate durante le gare. “Emozioni sempre moltissime, in aumento con la consapevolezza della stagione passata e la paura di fallire nell’evento clou. Fortunatamente il coach Moscatelli in questi anni mi ha aiutato a controllare le emozioni ed a essere più freddo nel momento della gara che non significa però che si rimane così anche dopo il traguardo. Anzi li ci si lascia andare, soprattutto dopo quel tanto desiderato titolo in singolo. Si può vincere tutto quello che si vuole ma le emozioni nel vincere un singolo sono indescrivibili, c’è la consapevolezza che se si è arrivati a tanto è merito proprio . Poi, ovviamente non si dimentica nemmeno la gioia del due di coppia con il giovane Alberto Capurro, un equipaggio “improvvisato” ma che spesso ha stuzzicato le menti di Moscatelli, mia, di Capurro e di molti all’interno della società. Un equipaggio comunque partito semplicemente con la consapevolezza di poter far bene, mai più pensando di poter vincere, fino a che non ci si è trovati in gara, ben messi, dopo la partenza. Sul passo a guadagnare centimetri ad ogni palata e una pronta risposta del compagno in fase di chiusura. Davvero una gara fantastica, una delle più belle di quelle disputate”.
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Il bis nella classifica nazionale? “Era uno dei miei obiettivi: dopo averla vinta l’anno prima, mi attirava l’idea di far doppietta e poi agli inizi della stagione, vedendo arrivare i primi risultati positivi, si è dimostrato un obiettivo sempre più raggiungibile”.

Il 2014. “Penso prima di tutto alla regata delle Repubbliche Marinare programmata quest’anno in campo amico nelle acque di Genova, poi il palio di San Pietro che è obiettivo sempre ambito dagli atleti genovesi del fisso e per il resto si vedrà.. Quest’anno in primo anno da senior non sarà facile in campo nazionale ma si punta sempre a fare il meglio che si può”.

Il ringraziamento principale va a Roberto Moscatelli. “Come nessuno ha creduto in me, a inizio stagione mi ha detto ‘Te fai quello che ti dico e stai tranquillo che vinci, se perdi sarà solo colpa mia’. Gli ho dato ascolto ed i risultati si sono visti. Poi ovviamente c’è sempre la famiglia e la società, tutti gli amici e i supporters della gradinata rossa del club. Grazie a tutti che avete creduto in me e grazie a chi ha dovuto sopportarmi nell’arco dell’estate”. Il tempo libero rimane  poco ma “si trova sempre un attimo per dedicarsi a se stessi e alla vita sociale senza ovviamente dimenticare lo sport”.

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