I 100 anni di Francesco “Checchin” Pittaluga

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Zio e a lato nipoti_385x600Uno speciale compleanno per la Canottieri Argus. A Santa Margherita Ligure, domenica prossima alle ore 10 nella palestra di via Domizio Costa, tutta Santa Margherita festeggerà il il socio onorario Francesco Pittaluga, da tutti conosciuto come “Checchin”. Pittaluga spegnerà 100 candeline.Insieme allo zio, Antonio Ghiardello, ed al cugino, Luigi Luxardo, tutti e due originari di Santa Margherita (il quarto vogatore era Aldo Pellizzoni), partecipò alle Olimpiadi di Berlino nel 1936 classificandosi brillanetemente al quarto posto.
  Per l’Argus sarà una giornata davvero speciale. “Checchin è un personaggio straordinario ed è un esempio per tutte le nuove generazioni di vogatori e vogatrici sammargheritesi” commenta il presidente Francesco Ferretto. Dal libro sui 100 anni della Canottieri Argus, scritto nel 2010 dal collega Andrea Ferro, troviamo notizie importanti sulla carriera agonistica di Pittaluga.

“La chiamata di Ghiardello all’indirizzo dei due nipoti, in vista dei Giochi di Berlino, partì direttamente da Roma, dove Pittaluga e Luxardo si trovavano per adempiere al servizio militare. Chiusa la parentesi di Berlino, e una volta terminato il servizio militare, Pittaluga e Luxardo fanno ritorno in Liguria, trasferendosi a Genova dove iniziano a lavorare come ferrovieri. Passano pertanto in forza al gruppo sportivo del Dopolavoroferroviario Genovese, dove trovano altri due sammargheritesi, entrambi celebri campioni d’Europa del 1927, Agostino Massa e Palmiro Lago.

Massa, Luxardo e Pittaluga, in compagnia del genovese Gaetano Petrucci, formano un nuovo equipaggio del quattro senza, che sale due volte sul podio in altrettante edizioni dei campionati europei: nel 1937 a Amsterdam (medaglia di bronzo) e l’anno seguente a Milano (argento).Risultati di prestigio cui Pittaluga può aggiungere svariati successi, e non solo, a bordo del quattro, nel corso di diverse edizioni dei campionati italiani.

Giunto a fine carriera, proprio in occasione di una finale tricolore, Francesco Pittaluga disputa la sua unica gara nelle vesti di atleta della Canottieri Argus, la società della sua città. Tornato a Santa Margherita dopo la seconda guerra mondiale, ha in seguito voluto trasmettere la passione per la voga alle nuove generazioni, diventando allenatore, proprio nelle file dell’Argus, rimanendo nei quadri tecnici della società sino agli anni Settanta e contribuendo in maniera determinante al rilancio della glorioso sodalizio biancoceleste”.

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