Luca Sterpini: il reggiano che parla dialetto sarzanese

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Davide Borsi mentre investe con la fascia Luca Sterpini
Davide Borsi mentre investe con la fascia Luca Sterpini

Sabato 28 Settembre alle 18,30 presso il Teatro Tenda Colombiera di Castelnuovo Magra il Carispezia Hockey Sarzana si presenta alla città. Il “nuovo” capitano rossonero Luca Sterpini racconta i suoi cinque anni a Sarzana, l’amore per la città ligure e l’emozione per la prima volta con la fascia da capitano, ma non dimentica il Fanticini e la sua Reggio Emilia. (nella foto Davide Borsi mentre investe con la fascia Luca Sterpini). 

Luca Sterpini si racconta e lo fa con una lunga intervista, sabato scorso nell’amichevole contro il Prato ha vestito per la prima volta la fascia da capitano, fascia che Davide Borsi, per regolamento interno del club di Piazza Terzi, avrebbe dovuto portare in questa stagione. Ma è stato proprio l’estroso attaccante sarzanese a cedere lo scettro di capitano e ad investire il compagno ritenendo Luca Sterpini il vero leader dello spogliatoio Sarzanese. La storia di Luca Sterpini a Sarzana inizia nel Campionato di Serie A2 2008-2009, quello coinciso con la promozione in serie A1; nell’estate precedente la stagione il club rossonero aveva dovuto rinunciare a James Taylor a causa del cambio di regolamento nella normativa stranieri. “L’obiettivo era la promozione – ricorda il presidente Maurizio Corona – e cercavamo il tassello giusto per una squadra che la stagione precedente aveva sfiorato la serie A1, l’allora mister Paolo De Rinaldis mi fece il nome di Luca Sterpini,  personalmente lo conoscevo più per i suoi passati nelle nazionali giovanili (Sterpini ha giocato tutte le competizioni giovanili con la Nazionale) che per il resto della carriera divisa tra Reggio Emilia, Novara e Prato. Mi ricordo che chiesi se mi trovava il suo numero di cellulare  a Catia Ferretti, lo incontrammo a Reggio Emilia il resto è davanti ai vostri occhi – conclude Corona – Luca giocherà il sesto campionato con la maglia dell’ Hockey Sarzana. E’ stato premiato dai nostri tifosi per la 169a partita in rossonero al termine della scorsa stagione, ed è più Sarzanese di molti Sarzanesi, addirittura a volte risponde nel nostro dialetto”.

Sabato hai indossato la fascia del Carispezia Hockey Sarzana, cosa hai provato, un Reggiano come te a cui viene affidata la fascia da capitano che per tradizione spetta al Sarzanese più anziano?

Sicuramente quella di sabato e’ stata una serata particolarmente emozionante perchè oltre ad essere la prima partita con la fascia di capitano, e’ stata l’occasione per stare vicino ad un grande amico che sta vivendo un momento difficile. Non può che farmi enormemente piacere poter essere il capitano di una squadra e di una società alle quali tengo molto e che ormai sono davvero parte di me.

Davide Borsi, a cui spettava di vestire la fascia da capitano, ha lasciato a te l’onore e l’onere riconoscendoti, insieme a tutta la squadra,  il vero leader dello spogliatoio rossonero, hai apprezzato le sue parole?

Conosco Davide ormai da sei anni, e lui tra l’ altro e’ l’ unico ad essere sempre stato in squadra in tutte e sei le mie stagioni e posso dire che, anche un po’ per il nostro carattere, tra noi non sono mai servite molte parole per capirci a vicenda. Lo ringrazio sinceramente per questo gesto e sono molto orgoglioso di poter rivestire agli occhi dei miei compagni un ruolo cosi importante, sperando di essere sempre all’ altezza della fiducia che hanno dimostrato di avere in me.

Sei arrivato a Sarzana nella stagione 2008/2009 vincendo la serie A2, 169 partite in maglia rossonera, premiato dai tifosi che stravedono per te, cos’è per te Sarzana?

Posso tranquillamente dire che sento Sarzana come la mia città. La città nella quale mi piace vivere, e che oltre alle soddisfazioni sportive di questi anni, mi ha dato la possibilità di creare legami con molte persone per le quali nutro una profonda stima oltreche un sincero affetto.

Il momento più bello  e quello  più amaro di questa tua avventura Sarzanese?

Il momento più bello, tralasciando per un attimo la serata della storica promozione, per me e’stato l’ esordio in A1 con la vittoria sul Lodi. Una serata magica per l’atmosfera che mi ricordo esserci stata alla pista, il blasone degli avversari, il calore del nostro e del loro tifo, l’ adrenalina della partita, la quasi incredulità generale per il risultato finale, l’abbraccio di mister Paolo De Rinaldis  alla fine appena fuori dal cancelletto, e l’andirivieni agitato del Presidente Maurizio Corona quasi in trance. Davvero emozioni piacevolmente indimenticabili. Mentre il momento più brutto e’ stato due stagioni dopo, quello che e’ culminato con la decisione di Mauro Cinquini di lasciare la squadra. Oltre al dover salutare una persona cui mi ero particolarmente legato e che stimo molto, quello e’ stato l’ apice di un periodo nel quale io e i miei compagni in primis, cosi come penso la società, abbiamo acquisito la consapevolezza che anche nelle isole felici come la nostra, le cose possono prendere una piega diversa da quella che vorremmo, e che talvolta e’ davvero difficile ricomporre certi equilibri che si rompono.

Sarà un altro anno alla ricerca della permanenza in serie A1 come vedi questa stagione?

Penso sarà una stagione difficile perchè, escluse le squadre di prima fascia, le altre mi sembrano comunque attrezzate, sia tecnicamente che dal punto di vista dell’ esperienza, per fare buoni risultati. Credo sarà molto importante recuperare al più presto la mentalità combattiva e determinata che mister Cupisti era stato bravissimo a inculcarci la scorsa stagione, per cercare di vivere un anno di soddisfazioni, come noi,la societa’ e i nostri tifosi, ci auguriamo!

Per chiudere pensi che Reggio Emilia debba riavere la sua squadra di Hockey e quale possa essere la ricetta per ripartire?

Indubbiamente mi piacerebbe poter rivedere giocare ad hockey, nel, per me mitico, Fanticini, perché nonostante l’affermarsi in questi anni di splendide realtà come quella di Scandiano e Correggio soprattutto, la pista dove si è iniziato a muovere i primi passi sportivi, riveste sempre un fascino particolare. Penso che forse grazie alla buona volontà e alla passione mai sopita, di qualcuno degli storici hockeysti Reggiani, e perché no, magari anche del mitico Mario Monducci, con il sapiente coordinamento degli incaricati federali (tra i quali il nostro presidentissimo Maurizio Corona) per il rilancio delle piazze storiche, nonostante le purtroppo pessime premesse economiche del periodo che stiamo vivendo, sarebbe possibile far rinascere anche a Reggio Emilia un embrione di questo meraviglioso sport che tanto amiamo.

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Marco Callai
Nato a Genova il 7 febbraio 1984, inizia a scrivere all'età di 17 anni. E' coordinatore del portale LiguriaSport.com, autore dell'Annuario Ligure dello Sport e tra gli organizzatori del progetto Stelle nello Sport per la valorizzazione dello sport in Liguria. Collabora con RTL 102.5 ed Il Messaggero. E' autore della trasmissione "Stelle nello Sport" su PrimocanaleSport. Dal 2009 al 2012 è responsabile del settore Comunicazione della Federazione Italiana Canottaggio. Dal maggio 2013, lancia il portale CanottaggioMania.com. Dal 2009 a oggi è presidente ligure della FICSF. Dal 2009 a oggi è membro del Consiglio Regionale del Coni Liguria. Dal 2013 a oggi è membro della Giunta Regionale del Coni Liguria. Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2017.