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Anni 60: i derby della sopravvivenza (2° puntata)
GenoaSamp | topnews
Martedì 03 Maggio 2011 12:05
Continua il viaggio di Genoasamp.com nei derby della sopravvivenza dell'una o dell'altra squadra di Genova.

3 aprile 1960 : Sampdoria – Genoa 3-0    Mora, Skoglund, Skoglund

Il Genoa dei sette nazionali di cui tre attuali (Buffon, Barison Abbadie) ed altri di un recente passato (Corradi, Magnini, Becattini, Frignani) sta disputando il peggior campionato di serie A della sua storia, che tale rimarrà sino ai giorni nostri. Al termine della 24° giornata è ultimo con 15 punti staccatissimo dalle altre compagne di sventura. Il derby in programma la domenica seguente ha per i rossoblu un solo imperativo : vincere per sperare. Ma la Sampdoria molto più ben messa in classifica e soprattutto più squadra non è disposta a fare sconti. I vari Mora, Ocwirk, Cucchiaroni tengono in mano il pallino del gioco per tutto il primo tempo pur senza mai dare l’impressione di voler infierire. Quando  al 65’ Mora segna un gol peraltro  fortunoso a Buffon, titolare azzurro, si capisce che per il Genoa è tutto finito. Incapace di reagire, subisce altre due reti da parte di Skoglund, fuoriclasse svedese un po’ in declino ma quel giorno particolarmente ispirato. Il punteggio di 3-0 potrebbe elevarsi di un’unità se l’arbitro Righi di Milano non annullasse nel finale una rete di Toschi. Al termine della gara, e qui sta il paradosso, non vi fu il benchè minimo boato di sfottò da parte dei tifosi doriani; sembrava che tutto l’ambiente genovese partecipasse al dramma del grifone. E sarà dramma totale. Il Genoa retrocederà in serie B e sopporterà pure una penalizzazione di 28 punti conseguente ad un sospetto illecito per una partita giocata a Bergamo (peraltro persa 2-1!). Ma per quanto riguarda il derby descritto, anche vincendolo non sarebbe cambiato nulla.

17 febbraio 1963 : Sampdoria – Genoa 3-1 Pantaleoni (Ge), Toschi , Da Silva,  Da Silva (rig)

Quello che andiamo a raccontare è passato alla storia come il derby del ribaltone. Inizialmente è la Sampdoria ad essere seriamente inguaiata. Alla vigilia della stracittadina è penultima con 14 punti dopo 21 partite ed è reduce da una inarrestabile crisi di gioco e di risultati. Il Genoa, al momento, appare tranquillo, e tale rilassatezza produce il vantaggio iniziale dopo appena 6 minuti , autore Pantaleoni.  Neanche il pareggio doriano di Toschi alla mezz’ora  allarma il grifone che continua a mantenere un atteggiamente di sufficienza. Nella ripresa, inversione di tendenza in tutti i sensi. La Samp aumenta vertiginosamente il ritmo gara e domina. Il brasiliano Da Silva prima trasforma magistralmente una punizione dal limite (era un grande specialista nei calci piazzati), sul finire ottimizza un rigore concesso dall’arbitro Campanati. Con quel successo a 12 partite dal termine la Samp torna a sperare, viceversa il Genoa comincia a soffrire. Un mese dopo, il ribaltone è compiuto! Sarà il grifone adesso a dover lottare per non retrocedere. Il tormento fortunatamente  finisce il 26 maggio 1963, ultima giornata, racchiuso in questi due esiti : Genoa – Bologna 1-0, Atalanta – Napoli 2-1. Sarà la squadra partenopea a scendere all’inferno. Per i doriani il robusto (e meritato) successo nel derby sarebbe stato il preludio di  un’impensabile rimonta proprio a scapito dei rivali cittadini.

22 marzo 1964 : Genoa – Sampdoria 0-1     Barison

Le premesse di questo derby sono sostanzialmente le stesse dell’anno precedente. A nove giornate dal termine la Samp è ultima con 17 punti, il grifone sta qualche gradino sopra (quota 20) ma la squadra, complice il tecnico Santos ed il gioiello Gigi Meroni offre  ampie garanzie. Ma il derby è sempre una partita a sè stante. L’allenatore doriano Ocwirk non sapendo più a che santo votarsi, cambia  diversi ruoli ai giocatori della prima linea, allo scopo di non offrire agli avversari punti di riferimento. Il nazionale francese Wisniesky, notoriamente estrema destra gioca centravanti arretrato, la mezzala Tamborini viene retrocessa in difesa. La partita comunque è frizzante  e pur se il Genoa mantiene una leggera supramazia territoriale, gli avversari sono pronti a colpire in ogni momento. Questo avviene  a inizio ripresa. Un’incornata di Paolo Barison (un ex) proprio sotto la Nord  sposta l’incontro verso un’unica direzione. La reazione del Genoa dura tutto il tempo rimanente, ma senza azioni veramente pericolose. Al termine della vittoriosa stracittadina, la Sampdoria di accorge che la sua classifica è decisamente migliorata : ora è penultima in coabitazione con altre tre squadre.  Ma contrariamente a quanto avvenne l’anno prima, quel successo nel derby non rappresenterà lo spartiacque. Il Genoa si toglierà presto dai pasticci e finirà ottavo. Quanto alla Sampdoria la permanenza in serie A si concretizzerà in manierà allucinante. In un caldissimo pomeriggio di giugno Genova blucerchiata si sposterà a San Siro per sostenere la squadra impegnata in uno spareggio contro il Modena. Sarà successo per 2-0 (Barison e Salvi) e la fine di un incubo per i giocatori tenuti in prigionia (leggi ritiro) per oltre 30 giorni.

Marco Colla

Quando si spegneranno le luci del derby sarà il momento di votare per l'ultima volta le "Stelle nello Sport", il gioco che valorizza lo sport ligure. Le votazioni si chiuderanno infatti lunedì 9 maggio mattino, il giorno dopo la stracittadina. Prima della gara saranno promossi due importanti eventi a cui parteciperanno ufficialmente Genoa e Sampdoria: "il Galà delle Stelle" e la "Notte Magica dello Sport" che andranno inn scena al POrto Antico di Genova rispettivamente venerdì 20 e sabato 21 maggio.
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I DERBY DELLA SOPRAVVIVENZA 2° PUNTATA -   ANNI 60

 

3 aprile 1960 : Sampdoria – Genoa 3-0       Mora, Skoglund, Skoglund

 

Il Genoa dei sette nazionali di cui tre attuali (Buffon, Barison Abbadie) ed altri di un recente passato (Corradi, Magnini, Becattini, Frignani) sta disputando il peggior campionato di serie A della sua storia, che tale rimarrà sino ai giorni nostri. Al termine della 24° giornata è ultimo con 15 punti staccatissimo dalle altre compagne di sventura. Il derby in programma la domenica seguente ha per i rossoblu un solo imperativo : vincere per sperare. Ma la Sampdoria molto più ben messa in classifica e soprattutto più squadra non è disposta a fare sconti. I vari Mora, Ocwirk, Cucchiaroni tengono in mano il pallino del gioco per tutto il primo tempo pur senza mai dare l’impressione di voler infierire. Quando  al 65’ Mora segna un gol peraltro  fortunoso a Buffon, titolare azzurro, si capisce che per il Genoa è tutto finito. Incapace di reagire, subisce altre due reti da parte di Skoglund, fuoriclasse svedese un po’ in declino ma quel giorno particolarmente ispirato. Il punteggio di 3-0 potrebbe elevarsi di un’unità se l’arbitro Righi di Milano non annullasse nel finale una rete di Toschi. Al termine della gara, e qui sta il paradosso, non vi fu il benchè minimo boato di sfottò da parte dei tifosi doriani; sembrava che tutto l’ambiente genovese partecipasse al dramma del grifone. E sarà dramma totale. Il Genoa retrocederà in serie B e sopporterà pure una penalizzazione di 28 punti conseguente ad un sospetto illecito per una partita giocata a Bergamo (peraltro persa 2-1!). Ma per quanto riguarda il derby descritto, anche vincendolo non sarebbe cambiato nulla.

 

17 febbraio 1963 : Sampdoria – Genoa 3-1 Pantaleoni (Ge), Toschi , Da Silva,  Da Silva (rig)

 

Quello che andiamo a raccontare è passato alla storia come il derby del ribaltone. Inizialmente è la Sampdoria ad essere seriamente inguaiata. Alla vigilia della stracittadina è penultima con 14 punti dopo 21 partite ed è reduce da una inarrestabile crisi di gioco e di risultati. Il Genoa, al momento, appare tranquillo, e tale rilassatezza produce il vantaggio iniziale dopo appena 6 minuti , autore Pantaleoni.  Neanche il pareggio doriano di Toschi alla mezz’ora  allarma il grifone che continua a mantenere un atteggiamente di sufficienza. Nella ripresa, inversione di tendenza in tutti i sensi. La Samp aumenta vertiginosamente il ritmo gara e domina. Il brasiliano Da Silva prima trasforma magistralmente una punizione dal limite (era un grande specialista nei calci piazzati), sul finire ottimizza un rigore concesso dall’arbitro Campanati. Con quel successo a 12 partite dal termine la Samp torna a sperare, viceversa il Genoa comincia a soffrire. Un mese dopo, il ribaltone è compiuto! Sarà il grifone adesso a dover lottare per non retrocedere. Il tormento fortunatamente  finisce il 26 maggio 1963, ultima giornata, racchiuso in questi due esiti : Genoa – Bologna 1-0, Atalanta – Napoli 2-1. Sarà la squadra partenopea a scendere all’inferno. Per i doriani il robusto (e meritato) successo nel derby sarebbe stato il preludio di  un’impensabile rimonta proprio a scapito dei rivali cittadini.

 

22 marzo 1964 : Genoa – Sampdoria 0-1    Barison

 

Le premesse di questo derby sono sostanzialmente le stesse dell’anno precedente. A nove giornate dal termine la Samp è ultima con 17 punti, il grifone sta qualche gradino sopra (quota 20) ma la squadra, complice il tecnico Santos ed il gioiello Gigi Meroni offre  ampie garanzie. Ma il derby è sempre una partita a sè stante. L’allenatore doriano Ocwirk non sapendo più a che santo votarsi, cambia  diversi ruoli ai giocatori della prima linea, allo scopo di non offrire agli avversari punti di riferimento. Il nazionale francese Wisniesky, notoriamente estrema destra gioca centravanti arretrato, la mezzala Tamborini viene retrocessa in difesa. La partita comunque è frizzante  e pur se il Genoa mantiene una leggera supramazia territoriale, gli avversari sono pronti a colpire in ogni momento. Questo avviene  a inizio ripresa. Un’incornata di Paolo Barison (un ex) proprio sotto la Nord  sposta l’incontro verso un’unica direzione. La reazione del Genoa dura tutto il tempo rimanente, ma senza azioni veramente pericolose. Al termine della vittoriosa stracittadina, la Sampdoria di accorge che la sua classifica è decisamente migliorata : ora è penultima in coabitazione con altre tre squadre.  Ma contrariamente a quanto avvenne l’anno prima, quel successo nel derby non rappresenterà lo spartiacque. Il Genoa si toglierà presto dai pasticci e finirà ottavo. Quanto alla Sampdoria la permanenza in serie A si concretizzerà in manierà allucinante. In un caldissimo pomeriggio di giugno Genova blucerchiata si sposterà a San Siro per sostenere la squadra impegnata in uno spareggio contro il Modena. Sarà successo per 2-0 (Barison e Salvi) e la fine di un incubo per i giocatori tenuti in prigionia (leggi ritiro) per oltre 30 giorni.

Quando si spegneranno le luci del derby sarà il momento di votare per l'ultima volta le "Stelle nello Sport", il gioco che valorizza lo sport ligure. Le votazioni si chiuderanno infatti lunedì 9 maggio mattino, il giorno dopo la stracittadina. Prima della gara saranno promossi due importanti eventi a cui parteciperanno ufficialmente Genoa e Sampdoria: "il Galà delle Stelle" e la "Notte Magica dello Sport" che andranno inn scena al POrto Antico di Genova rispettivamente venerdì 20 e sabato 21 maggio.

 


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