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Mercoledì 18 Gennaio 2012 14:02 |
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E’ con sincera simpatia che saluto l’edizione 2012 dell’Annuario USSI e con essa tutti i giornalisti sportivi italiani. Grazie alle vostre “penne”, il nostro sudore diventa notizia e, quindi, immortale.
In quest’anno, noi della scherma vi abbiamo dato modo di raccontare ancora una volta tanti successi e le emozioni delle tante gare di Coppa del Mondo, degli Europei di Sheffield ma anche e soprattutto dei Mondiali di Catania. Ma è al 2012 che adesso guardiamo e non solo perché quest’Annuario si proietta a questi “dodici mesi”. Personalmente è dal 2008 che, personalmente, guardo al 2012. E’ innegabile infatti quanto l’attesa di una Olimpiade condizioni l’attività quotidiana di quattro anni, tra palestra, sala scherma e pedane di tutto il Mondo. Londra è lì che ci attende. C’è ancora da guadagnarsela ed è anche per questo avvolta da un alone misto tra il mistero ed il fascino ammaliante che solo i Giochi Olimpici riescono a creare. L’Olimpiade non è solo, a mio avviso, la festa dello sport. E’ la festa dei valori sportivi. Gli stessi valori sportivi che le vostre “penne” sono chiamate ad esaltare e veicolare. Valori che noi atleti, purtroppo, non sempre riusciamo ad esprimere. L’Olimpiade, invece, riesce a tirare fuori da ciascun atleta il meglio che esso può dare. A me accade questo. Ogni volta che sono salita su una pedana olimpica, ho sentito dentro una carica unica ed irripetibile. E’ anche per questo che, da quattro anni, sto cercando fortemente di qualificarmi ai Giochi Olimpici di Londra. Anche perché, se Pechino è stata un’Olimpiade straordinaria, Londra si annuncia strepitosa sia sul piano degli impianti che del coinvolgimento del pubblico che arriverà da tutta Europa e da tutto il Mondo. Per adesso Londra è solo un obiettivo da raggiungere. Nel corso di questi “dodici mesi” verso cui ci proietta questo Annuario, potrebbe diventare una realtà concreta, avverando così un sogno che coltivo dall’indomani della vittoria a Pechino 2008. Voglio però essere concentrata e non guardare oltre il prossimo assalto che sarà sempre il più duro e difficile. E so già che alla fine del prossimo assalto, ci sarà una vostra “penna” a raccontare ciò che è stato, ciò che è accaduto, perché è successo e ciò che comporterà. Un tacito accordo tra atleta e giornalista, in un rapporto di reciproca collaborazione, in cui all’uno spetta il compito di creare la “materia”, al secondo di modellarla per realizzarvi un’opera artigianale che rimarrà indelebile. Vi auguro di riuscire sempre ad essere artefici di capolavori, con la speranza che, da parte nostra, vi sia un’incessante produzione di “materia”! Con affetto
Valentina Vezzali * Cinque volte Olimpionica di Scherma |