|
Ussi
| altrenews
|
|
Lunedì 09 Gennaio 2012 15:15 |
|
|
L’Olimpiade, per chi come me pratica uno sport considerato minore, minore solamente per visibilità, ma di grande spessore sotto l’aspetto della preparazione, rappresenta un evento straordinario.
Quando mi avvicino all’Olimpiade ne percepisco la sua unicità, si annulla tutto il quadriennio precedente e vengono scritte storie completamente nuove. Quando ho raggiunto la qualificazione alla mia ottava Olimpiade sono stata molto felice vista la difficoltà delle modalità molto impegnative che eliminano atleti di alta preparazione e prestazione. Un sistema molto difficile che ha reso molto importante qualificarsi il prima possibile senza aspettare le ultime gare a disposizione per poter cominciare una preparazione mirata all’impegno olimpico.
La preparazione dell’Olimpiade è particolare, le motivazioni crescono e riesco a dare sempre qualcosa in più nei momenti in cui sento fatica. Sento una forza che mi permette di tirar fuori ancora impegno. Il fatto di avere come preparatore Guglielmo Guerrini, che è anche il mio compagno nella vita, mi dà qualcosa in più rispetto alle altre atlete. Affrontiamo subito i problemi e anche nei momenti privati riusciamo a parlare dei dettagli che mi possono portare a migliorare, aspetto che rappresenta per me un’arma in più, riuscendo anche a coinvolgere la mia famiglia nella mia vita da sportiva.
Per me essere un’icona dello sport italiano è un grande onore ma anche una grande responsabilità, rappresentando un esempio per molte persone, e per questo cerco di avere un comportamento esemplare visto che noi atleti siamo un po’ dei simboli per gli altri. Il mio obiettivo per Londra è la vittoria: come sempre durante tutte le preparazioni olimpiche, ho quell’immagine che mi guida durante le fatiche. Poi ovviamente può arrivare o no come mi è successo a Barcellona o Atlanta, ma parto sicuramente con questo obiettivo fisso nella testa sperando che si avveri. Insieme ad atlete come Valentina Vezzali, Federica Pellegrini, rappresentiamo il fatto che le sportive hanno imparato a raccogliere quello di cui sono capaci. Noi atlete abbiamo costruito una cultura vincente che ci ha permesso di raccogliere questi successi, oltre ad essere capaci di gestire la complessità della struttura dello sport, come accade nella vita quotidiana.
Josefa Idem * Plurimedagliata olimpica nella Canoa |