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Martedì 27 Dicembre 2011 11:54 |
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Dopo otto anni l’Olimpiade torna in Europa. Nella città che è stata già due volte sede dei Giochi con l’edizione del 1908 e quella della rinascita, la prima del dopoguerra, nel 1948. Quattro anni dopo i Giochi faraonici di Pechino, Londra riproporrà un’Olimpiade più umana ma non austera. Prima di rituffarci nel 2016 oltreoceano, nella novità di Rio de Janeiro.
Per questo Londra sarà un’Olimpiade casalinga. Niente fusi orari. Vivremo i Giochi in diretta. E probabilmente ci sarà molto da imparare per Roma e l’Italia che aspirano a riportare i Giochi nella Capitale nel 2020, sessant’anni dopo l’edizione del 1960. Un motivo in più per seguire questa Olimpiade con particolare attenzione ed interesse su tutta la nostra piattaforma multimediale. Perché siamo consapevoli che Londra sarà la prima Olimpiade on-line. Ma saranno soprattutto Giochi che metterano sotto esame tutto lo sport azzurro, chiamato a confermare un posto tra le dieci superpotenze nel medagliere. Non sarà facile tenere le posizioni, la concorrenza è sempre più spietata, anche per il colosso statunitense che nel 2008 ha dovuto cedere il passo alla Cina nella conta delle medaglie. Noi possiamo sempre contare su quegli sport con una ricca tradizione, come la scherma e ora, grazie alle imprese di Federica Pellegrini, anche il nuoto potrà contribuire ad arricchire il bottino di medaglie. A Pechino ne vincemmo 27 e con il nono posto riuscimmo a metterci dietro addirittura i cugini francesi. Ma furono 32 le medaglie ad Atene 2004, e 34 a Sydney 2000. Comunque lontani dai successi di Atlanta 1996, quando salimmo sul podio 35 volte e l’Italia riuscì a piazzarsi al sesto posto assoluto. Nelle previsioni del Coni l’Italia dovrebbe mantenere la posizione nel gotha olimpico, seppure con una piccola contrazione di medaglie. Questo ci hanno detto i risultati dei campionati mondiali nella stagione preolimpica. L’appuntamento di Londra arriva purtroppo dopo i significativi tagli che ha dovuto subire anche lo sport olimpico azzurro. Il Coni ha cercato di non farli pesare sulla preparazione di alto livello, continuando a garantire il necessario soprattutto a quelle federazioni che vantano maggiori chance di medaglie. E’ probabile che i nostri big potranno arrivare a Londra al meglio. Che sappiano compensare con le loro individualità una presenza che però si prospetta limitata negli sport di squadra. Perché, in attesa che si concludano le ultime fasi di qualificazioni, il 2011 ha visto già l’eliminazione del nostro calcio e anche del basket, che contava di rientrare ai Giochi dopo l’assenza a Pechino. C’è da credere che un’altra prestazione dello sport italiano tra i top ten possa offrire anche una carta in più alla candidatura di Roma 2020. Per questo il nostro tifo sarà doppio.
Alessandro Vocalelli * Direttore Corriere dello Sport |