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Iniziamo dalla A di Arrampicata Sportiva il nostro focus sulle Federazioni Sportive Nazionali e sulle Discipline Associate del Comitato Olimpico Nazionale Italiana.
In questa prima puntata del nostro Speciale, andiamo a scoprire una disciplina in forte espansione. Il numero di appassionati e di praticanti (17.000 tesserati, 200 società) è in continua crescita. “Una media annua di oltre il 20%” ci dice Ariano Amici, dal 2001 presidente della FASI. Un grande evento sotto i riflettori: Arco 2011. Un grande sogno: salutare presto un nuovo campione mondiale di arrampicata sportiva.
1) Come giudica l’andamento degli ultimi Mondiali?
“Dal punto di vista organizzativo, di partecipazione e seguito mediatico ampiamente soddisfatto. I Mondiali sono stati un successo che ha permesso al nostro sport di farsi conoscere ad un pubblico ampio, mostrando come l'arrampicata è pronta per il salto olimpico. Sono molto contento anche dell'esito dei primi mondiali Paraclimb, con la partecipazione di atleti in rappresentanza di una ventina di paesi e il successo agonistico dei nostri atleti. Sono sicuramente meno soddisfatto per quanto riguarda i risultati della nostra nazionale seniores, che non è andata oltre l'ottavo posto di Lucas Preti nel boulder”.
2) E’ soddisfatto della copertura offerta dai media in occasione dei maggiori eventi internazionali?
“Si. Il gran lavoro fatto dal Comitato Organizzatore Arco 2011, che ringrazio pubblicamente, ha permesso di offrire uno spettacolo televisivo appassionante e di facile fruizione. Per una settimana, i pomeriggi sportivi sono stati monopolizzati dall'arrampicata e questo non può che lasciarmi soddisfatto”.
3) Quali sono i numeri del vostro movimento? Quanti tesserati e quante società? Ci sono stati, ci sono o ci saranno progetti dedicati all’ampliamento della vostra base e quali sono i principali servizi offerti ai vostri tesserati?
“Abbiamo chiuso il 2011 con oltre 17000 tesserati e 200 società. Numeri che hanno un grande valore se paragonati con quelli di molte Federazioni e soprattutto con quelli di quattro anni fa: 6000 tesserati. Insomma in quattro anni siamo cresciuti con una media annua di oltre il 20% e il trend non sembra destinato a rallentare. Questa crescita è dovuta alla scelta dell'attuale Consiglio Federale di lavorare per l'emersione del "sommerso", ovvero di tutte quelle palestre che praticano l'arrampicata senza essere affiliate e alla FASI. Si tratta di un'operazione soprattutto a favore della sicurezza, che si poggia sui bassi costi di affiliazione e su una moderna copertura assicurativa, oltre logicamente a tanta attività di promozione nelle scuole e tra i bambini”.
4) In Italia esistono sufficienti strutture/spazi per praticare il vostro sport?
“L'arrampicata, in questi anni, hanno pian piano abbandonato le montagne per "invadere" le città. E' passato ormai il concetto che arrampicare fa bene alla salute e sviluppa diverse qualità fisiche. Per questo in molte palestre, oltre alle classifiche attività di fitness e ginnastica, si stanno erigendo pareti. Di spazi ce ne sono, quello che la Federazione sta cercando di fare e riuscire a portare quanti li posseggono nel proprio alveo. Come ho detto prima per una questione di sicurezza e per dare maggiore forza al nostro movimento”.
5) Quali eventi internazionali della vostra disciplina si sono svolti o si svolgeranno in Italia in questo quadriennio?
“Negli ultimi quattro anni abbiamo ospitato 1-2 prove di Coppa del Mondo ogni stagione, i Mondiali dello scorso anno e diverse prove di Coppa Europa. L'arrampicata sportiva nasce in Italia con la gara di Bardonecchia; nel nostro paese, ad Arco di Trento, ogni anno si svolge il Rock Master, una manifestazione internazionale che è stata definita la Wimbledon dell'arrampicata, per il prestigio e l'importanza che ricopre nel calendario internazionale; i vertici della Federazione internazionale sono italiani. Insomma l'Italia, a livello mondiale, gioca un ruolo determinante, che non ha alcuna intenzione di perdere”.
6) Quali sono, a suo avviso, i tre principali motivi per cui un giovane dovrebbe iniziare a praticare la vostra disciplina?
“Mi verrebbe voglia di dirne uno solo, che basta per tutti: perché fa bene, al fisico e alla testa, sviluppando qualità fisiche e mentali utili anche nella vita di tutti i giorni. Ma siccome non mi voglio sottrarre alla domanda, aggiungo anche altri due motivi: perché è divertente e perché imparare ad arrampicare significa conoscere le fondamentali regole della sicurezza in parete. Regole che serviranno in futuro almeno una volta nella vita, in vacanza, sul lavoro, a casa. Spesso si insegna ai bambini a nuotare: "non si sa mai", poi non capita mai l'occasione nella vita di dover nuotare per sopravvivere. Mi auguro che si cominci ad insegnare anche l'arrampicata per lo stesso motivo; dal punto di vista statistico è sicuramente più utile”.
7) Attraverso AnnuarioUssi.info sottolinei attività e progetti che il Vostro Ente porta avanti e di cui vorrebbe si parlasse sui mezzi di informazione.
“Sono tante le sfide che ci troviamo ad affrontare. L'ultimo punto della precedente risposta potrebbe essere il primo motivo per sviluppare un progetto che in alcuni momenti era riuscito anche ad arrivare in parlamento: sostituire in tutte le scuole primarie e secondarie il quadro svedese con una parete di arrampicata. Sempre a livello legislativo ci piacerebbe che l'istruttore di arrampicata ottenesse un riconoscimento nazionale al pari del maestro dello sci. Si tratterebbe di un'intuizione che favorirebbe il lavoro giovanile e la promozione turistica di molte località, essendo l'arrampicata (e le attività ad essa legate, come il trekking) uno dei principali motivi di turismo sportivo. Esistono località che hanno riconvertito la loro vocazione turistica attraverso pareti e falesie attrezzate. Il vero nostro obiettivo, però, è quello di portare il nostro sport alle Olimpiadi e sviluppare l'attività agonistica. Mi auguro a breve di salutare un nuovo Campione del mondo: dopo anni di successi, una sola stagione senza titoli non mi fa stare tranquillo”.
Marco Callai |