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Venerdì 04 Novembre 2011 11:18 |
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E’ il momento dello sport per tutti sancito dal “gotha” mondiale dell’olimpismo (il neologismo fu coniato per la prima volta da Pierre de Fredy Barone de Coubertin nel corso di un’allocuzione pronunziata il 25 novembre 1892 alla celebre Università La Sorbonne di Parigi sul tema “Esercizio fisico nel mondo moderno”). In quell’occasione annunciò la sua utopia di evocare i fasti dell’antica città greca Olimpia: un antesignano lungimirante che materializzò la sua visione onirica il 16 giugno 1894 con la costituzione del Comitato Olimpico Internazionale presieduto dal greco Vikelas. E finalmente nel 1896 Atene ospitò la prima edizione dei Giochi Olimpici nel suggestivo revival del mitico “Altis”.
Questa doverosa reminiscenza introduce una svolta storica sul percorso della promozione sportiva. Le risoluzioni finali della 14^ Conferenza mondiale “Sport for all” - organizzata dal CIO e svoltasi recentemente a Pechino - enfatizzano le etiche educative, formative e salutiste dell’attività motoria lanciando una campagna mediatica di sensibilizzazione a tutti i livelli. In sostanza è stato ufficialmente sdoganato e globalizzato lo sport per tutti. E’ un’inversione di tendenza epocale, una responsabile presa di coscienza planetaria che riconosce gli anticorpi valoriali del “social sport” contro patologie tracimanti ormai endemiche: forme sempre più devastanti di doping, violenza negli stadi, bullismo nelle scuole, crescita allarmante della sedentarietà e dell’obesità infantile, discriminazioni contro le diversità, apartheid raz ziale, etnica, confessionale, ecc. Le risoluzioni del CIO manifestano un salto consapevole di civiltà che auspichiamo abbia riflessi emulativi anche nel nostro Paese con la costituzione del primo Osservatorio Nazionale Sport per Tutti. Nel documento di autoriforma CONI lo sport per tutti è fra le priorità. Attendiamo con fiducia. |