8 Febbraio 2012
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"Lo Sportivo a tavola: consigli per una buona performance"
Stelle nello Sport | vetrina
Domenica 18 Aprile 2010 15:53

Bayer CropScienceQuanto incide l’alimentazione nella performance di uno sportivo ? Tema antico ma sempre di attualità, in continua evoluzione così come le ricerche sugli integratori alimentari e, purtroppo, sulle sostante dopanti.

Il Convegno dal titolo “Lo Sportivo a Tavola: consigli per una buona performance” ha affrontato il tema sotto una diversa lente di ingrandimento con i relatori che hanno fornito consigli pratici per una corretta alimentazione di uno sportivo, tanto agonista quanto amatore. “E’ stato chiarito – conferma Vittorio Ottonello, presidente del Coni Liguria - in modo semplice e da tutti comprensibile, come deve cambiare l’alimentazione in base all’attività sportiva, quale è il programma migliore in casi di eventi importanti (come le Olimpiadi per Paola Cavallino) o quali sono le scelte migliori in sport di fondo come ci ha spiegato il Prof. Enrico Arcelli. E’ stato un incontro di grande valore – sottolinea Ottonello – che i cui risultati vogliamo portare tramite il sito coniliguria.it a tutti i protagonisti dello sport: dirigenti, allenatori e atleti. Una migliore conoscenza di queste relazioni sarà di sicuro aiuto per tutti e come Coni siamo davvero felici di aver potuto collaborare con Stelle nello Sport per l’organizzazione di questo ulteriore momento di approfondimento e riflessione su temi fondamentali legati allo sport”.

Proprio Enrico Arcelli, professore associato presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano, è stato l’ospite d’onore del Convegno promosso da Municipio Centro Est e Stelle nello Sport con la collaborazione di Coni Liguria, Bayer CropScience e Gruppo Ligure Giornalisti Sportivi.

Laureato in Medicina e Chirurgia con tre specializzazioni (Medicina dello Sport; Scienza dell’Alimentazione; Medicina del Lavoro), Arcelli ha “inventato” a inizio Anni 70 la professione del preparatore atletico nel calcio e ne ha razionalizzato le metodiche di lavoro. E’ stato preparatore atletico di squadre professionistiche per 24 anni; è stato poi consulente della Juventus, del Chelsea e del Milan. Nell’atletica leggera è stato responsabile federale del mezzofondo, del fondo e della marcia e anche in questi settori ha portato criteri nuovi di allenamento. Si è occupato anche di altri sport, dal basket al ciclismo, passando per lo sci. Ha scritto 20 libri tra i quali “Correre è bello” che è tuttora il libro sportivo italiano con il record di vendite.

Arcelli ha portato la propria esperienza trattando il tema dell’alimentazione negli sport di fondo.

“Sono prove di fondo la maratona (42,195 km); le gare di ciclismo su strada; le gare di sci di fondo; le gare di marcia; il triathlon. E’ importante in queste specialità valutare bene le sostanze da assumere prima, durante e dopo lo sforzo. I carboidrati più adatti nelle ore che precedono la gara ha spiegato Arcelli – sono quelli ad alto indice glicemico (per esempio una fetta biscottata o poco pane), oppure carboidrati a basso indice glicemico, ma non con tante fibre. Per esempio si può prendere una o due fette biscottate o yogurt bianco con poca frutta fresca. Gli zuccheri da preferire sono il fruttosio (non in grande quantità) e l’isomaltulosio (c’è nel miele e nello zucchero di canna).

Dopo lo sforzo è fondamentale la ricarica del glicogeno ed è bene assumere carboidrati ad alto indice glicemico (circa 1 g per kg di peso corporeo). Se lo sforzo è finito da poco – avvisa Arcelli - c’è una proteina (GLUT4) che – senza l’intervento dell’insulina - favorisce l’ingresso del glucosio proprio nelle fibre muscolari che si sono impoverite di glicogeno”.

Grande interesse ha suscitato l’intervento di Arcelli cui sono arrivate molte domante da parte degli studenti del Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università di Genova e del Liceo Sportivo King. Sulla cosiddetta finestra Arcelli, il professore ha risposto “spiazzando” l’uditorio e raccontando i suoi consigli a un tennista da lui seguito tra i primi 10 del ranking atp. “Proprio per la necessità di reintegrare subito dopo una gara di 3 o 4 ore e in vista dell’impegno del giorno dopo ho consigliato di prendere subito a fine gara entro una mezz’ora due lattine di aranciata o coca cola. Lo so sono sostanze che normalmente sconsiglio ma in quella circostanza sono ricche di carboidrati ad alto indice glicemico e rispondono perfettamente all’esigenza”.

Di grande interesse la relazione del Prof. Attilio Traverso, docente di Medicina dello Sport all’Università di Genova e nella Scuola regionale dello Sport del Coni Liguria, che ha illustrato “L’utilità della dieta nella preparazione sportiva”.

“Non esistono alimenti "magici", capaci di migliorare le prestazioni fisiche – ha premesso Traverso – e la reintegrazione vitaminico-minerale o il sostegno energetico sono consigliabili solo negli sport di lunga durata e in condizioni climatiche sfavorevoli. La gara della domenica la si gioca con le forze accumulate con il lavoro della settimana e non con le bustine magiche somministrate prima della partita”.

Traverso ha anche analizzato l’impegno metabolico nelle diverse gare dando alcune cifre che aiutano a comprendere lo sforzo nei diversi sport: Calcio 1154, Pallanuoto 1612, Rugby 1642, Basket 1246, Tennis 1217, Ciclismo 1420, Volley 1220, Windsurf 589, Golf 711. Di particolare interesse il decalogo delle regole mese a punto dalla Federazione Medico Sportiva Italiana che qui riportiamo.

- Non si corre a pancia piena, regola delle 3 ore

- Importanza della prima colazione

- La miscela che funziona e non inquina

- La benzina pulita: i carboidrati

- I grassi: un additivo da usare con moderazione

- Le proteine: i pezzi di ricambio

- Acqua e bevande: il motore va raffreddato

- Vitamine e integrali: integratori naturali

- Più cereali, legumi, ortaggi e frutta

- Per vincere non servono cibi speciali: bastano allenamento e buona alimentazione

Spazio quindi a “L’alimentazione nella preparazione olimpica” nelle esperienze di Paola Cavallino, olimpica di nuoto ad Atene 2004 e Pechino 2008. “Nella mia carriera – ha ammesso Paola – ho sempre seguito una dieta fatta col buonsenso. Non ho mai potuto contare su una tabella dietetica fatta da un esperto, ma consigli si ne ho ricevuti. Forse se avessi curato di più questo aspetto avrei potuto migliorare ancora le prestazioni. In generale però credo di aver compreso anche da questo convegno come non ci sia una alimentazione che può aumentare di molto le prestazioni mentre è un cattivo uso di prodotti e una alimentazione scorretta a ridurre sensibilmente le nostre capacità sportive”.

Da uno specialista in Medicina dello Sport e consulente Scuola di Rugby “Emanuele Scarpiello” del Cus Genova come Marco Valerio Giacobbe è arrivata una infarinatura introduttiva e interessante su “Come cambia l’alimentazione in base all’attività sportiva”.

“Durante i periodi di intensa attività fisica sono necessari più alti livelli di energia e macronutrienti”, spiega Giacobbe. “L’apporto deve essere equilibrato e sufficiente per mantenere il peso e la composizione corporea massimizzare gli effetti dell’allenamento e  ottimizzare la prestazione atletica

diminuire i tempi di recupero (rigenerare le riserve di glicogeno  e  costruire o riparare i tessuti), rendere disponibili substrati durante esercizio e conservare la salute. La proporzione dei vari nutrienti non differisce sostanzialmente dalle correnti linee guida per la popolazione generale – spiega ancora – e la differenza sostanziale risiede nella maggior richiesta di energia (carboidrati) e di liquidi (persi con la sudorazione)”.

Importante anche l’excursus che Luca Spigno, vice direttore Sanitario Villa Montallegro e specialista in Scienza dell’Alimentazione ha dedicato agli integratori alimentari, illustrando pregi, difetti e utilità.

“L’integratore principe – spiega – l’unico di cui non possiamo fare a meno è l’acqua che è necessaria per  il mantenimento del volume ematico, il trasporto di sostanze all’interno dell’organismo, il controllo della temperatura corporea e l’eliminazione delle scorie. Ci sono poi maltodestrine, aminoacidi, creatina, ma è bene ricordare che l’assunzione di qualsiasi sostanza che porti i parametri fisiologici al di fuori degli intervalli di normalità è doping. Lo sportivo che segue una dieta equilibrata con apporto calorico proporzionato allo sforzo, non ha necessità di assumere integratori. L’unico integratore necessario – ribadisce Spigno - è l’acqua”.

Di sportivi, ma di ogni età, ha parlato il prof. Patrizio Odetti, ordinario di Geriatria all’Università di Genova e docente del Corso di Laurea di Medicina e Scienze Motorie che ha affrontato il tema dell’alimentazione nello sportivo nelle varie età della vita.

“Il fabbisogno calorico di un uomo di 45-50 anni è di 2300-2800 mentre sopra i 75 anni si scende a 1650-2450. Di conseguenza ci vogliono accorgimenti. L’unica certezza – sottolinea Odetti – è che la dieta mediterranea è la migliore che ci sia. A volte sento teorie bizzarre. Ci sono voluti 40 mila anni per capire che noi avevamo la dieta migliore, la più varia e corretta per l’organismo e oggi non dobbiamo cadere nell’errore di cercare nuove frontiere. Una dieta fatta di prodotti sani come la nostra va difesa”.

E di prodotti sani che arrivano da una agricoltura sana ha parlato Paola Sidoti, responsabile della comunicazione di Bayer CropScience. “La nostra azienda ha fatto della sana agricoltura la sua "missione" investendo in ricerca al servizio di una vita migliore. L’agricoltura italiana si è evoluta con il tempo ed ha consentito di offrire prodotti agroalimentari sempre più sicuri per i consumatori e per l’ambiente. In questa direzione – spiega Paola Sidoti - si è mossa la ricerca di Bayer CropScience per offrire agli imprenditori agricoli agrofarmaci innovativi in grado di garantire la salubrità delle produzioni italiane. Ma il nostro impegno è anche rivolto verso una comunicazione più efficace del valore dell’agricoltura italiana, ad esempio attraverso il sostegno alla collana editoriale Coltura&Cultura, una raccolta di volumi scritti da oltre 400 esperti, che permette di comunicare le ragioni e i benefici dell’innovazione in agricoltura associandoli ad aspetti più facilmente percepibili dai consumatori come la salute, l’alimentazione, l’arte, la storia, il paesaggio”.

Organizzato con il coinvolgimento di Scuola Regionale dello Sport del Coni Liguria, Federazione Medico Sportiva Italiana, Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università di Genova e Villa Montallegro, il Convegno è stato aperto dai saluti di Michele Corti, presidente del Gruppo Ligure Giornalisti Sportivi, Vittorio Ottonello, presidente del Coni Liguria, e Roberta Bergamaschi, assessore allo Sport del Municipio Centro Est.

Sul sito www.coniliguria.it e www.liguriasport.com gli atti del Convegno che sarà trasmesso sul digitale terrestre di Telegenova in diverse occasioni.

 


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