Alessandro Ramò un ligure alla Marathon Des Sables, l’ultramaratona più dura al mondo

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Alessandro Ramò, atleta dell’ASD Emozioni Sport Team, è stato l’unico ligure ad aver partecipato alla 32ª edizione della famosa ultramaratona che si svolge ogni anno, in condizioni estreme, nel deserto del Sahara: la Marathon de Sables.

Alla sua prima esperienza alla Marathon de Sables, da molti denominata come la corsa più dura al mondo, Alessandro Ramò si è classificato 224esimo (con un tempo totale di 35 ore e 47 minuti) su circa 1200 partecipanti provenienti da tutto il mondo! Nella 32esima edizione, che si è appena conclusa, ha trionfato il marocchino Rachid el Morabity, che aveva già vinto alcune delle passate edizioni.

Solitamente sono proprio maratoneti marocchini o africani, abituati alle elevate temperature e ad allenarsi in condizioni simili, ad avere la meglio”, dichiara Alessandro Ramò e prosegue: “come mia prima esperienza sono contento di essere riuscito a concludere le tappe, nonostante le numerose difficoltà incontrate causate principalmente dalla disidratazione e da problemi ad una gamba per l’elevato stress alla corsa su sabbia”.

La prima “Maratona di sabbia” risale al 1986 da allora è diventata sempre più popolare e ha attratto ogni anno sempre più atleti essendo una delle più affascinanti ed impegnative corse del nostro pianeta. Un percorso di 240 km, con tappe giornaliere suddivise in sei giorni di competizione, che si svolge interamente nel sud Marocchino tra le dune del deserto. La particolarità di questa competizione è che, non bisogna solo affrontare il sole battente e i chilometri, i partecipanti devono pensare a portarsi cibo, acqua e il necessario per dormire, aumentando la fatica fisica. Il peso che gli atleti possono arrivare a portarsi sulle spalle è di circa 10-15 kg, gli organizzatori mettono a disposizione altra acqua lungo il percorso (per un massimo di 9 litri a partecipante al giorno) in checkpoint ogni circa 10 km. Il rischio di cedere alla fatica o disidratarsi sotto al sole è molto comune, lo stesso Ramò confessa di aver preso una penalità di 30 minuti per aver richiesto una bottiglia di acqua in più durante la tappa più dura da 86 km. Ricordiamo che la competizione si svolge in condizioni estreme con temperature molto elevate nell’ordine di 49/50 gradi all’ombra con sbalzi termici consistenti nel corso della notte.

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