Rolfing® Integrazione Strutturale e gli infortuni

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Infortuni e Rolfing
Infortuni e Rolfing
Terme di Genova

di Marcel Teeuw *

La parola infortuni lo dice già: la colpa è sempre degli altri o delle circostanze, e se avessimo avuto più fortuna non sarebbe successo. Ho preso la storta perché sono passato sopra una pietra. Sono scattato e mi sono strappato il tendine di Achille. Sono caduto e mi sono rotto il femore.

 

Esistono altri punti di vista sulle cause degli infortuni, come per esempio l’alimentazione o il sovrallenamento. Dal punto di vista di un Rolfer, gli infortuni possono dipendere da come è organizzato e allineato il corpo nel campo della gravità. Se, seguendo gli esempi, per vari motivi la adattabilità del piede è ridotta, se il tendine d’Achille è sotto tensione permanente e mezzo calcificato o se le strutture intorno all’anca sono diventate rigide, è più probabile che ci facciamo male. Se ho ‘la spalla bloccata’ e ci cado sopra, è più probabile che si rompa o strappi qualcosa rispetto a quando ho la spalla libera da tensioni.

 

In caso di infortuni, non faccio una diagnosi, ma come in ogni seduta di Rolfing, una lettura del corpo, un Body Reading. Guardo sia la postura generale della persona che la resilienza delle fasce nelle linee di forza per vedere se si possa capire quali fattori strutturali sono in gioco. Se la spalla è rigida, per esempio, può dipendere dalla mancanza di sostegno da parte del torace. Solo dopo quest’analisi si può lavorare per migliorare l’allineamento delle articolazioni, per far si che la parte infortunata venga meno sottoposta a stress e possa guarire più velocemente. Non importa se l’infortunio è recente o ormai diventato cronico.

 

C’è un altro motivo per cui bisogna prendersi cura dopo gli infortuni. Le ferite guariscono, le ossa si saldano, ma ogni trauma lascia una traccia nella rete tridimensionale delle fasce. Il corpo esagera sempre durante la fase di riparazione del tessuto connettivo danneggiato, e lì nascono le restrizioni del movimento della zona interessata. Gli atleti normalmente conoscono bene il loro corpo, gli dedicano tempo con esercizi, raffinamento tecnico, stretching, massaggi, quindi spesso si accorgono dell’esistenza di restrizioni e se ne occupano spontaneamente. Ma la cosa strana è che alcuni sembrano proprio coltivare ‘il dolorino’, che diventa parte di sé, e va in un certo senso rispettato e protetto. In altri casi il cervello ci inganna, la restrizione diventa ‘normale’, non si sente più. In entrambi i casi la restrizione iniziale crea delle compensazioni in altre parti del corpo… Magari non è niente di ché, magari invece la caduta sul coccige diventa un semino per un prossimo infortunio, e una catena di altri infortuni. In ogni caso il risultato è una perdita di efficienza che compromette le prestazioni.

 

Rolfing Integrazione Strutturale non è una cura per infortuni. In alcuni paesi questo lavoro si chiama terapia, ma a me piace chiamarlo un metodo. Oggi lo definisco come un metodo per riconquistare il pieno potenziale di libertà del proprio corpo. Una grande promessa per chi soffre da anni di dolori cronici? Promesse non si possono fare, ma neanche dobbiamo coltivare le nostre limitazioni e dolori perché ci siamo abituati. Ognuno può scoprire ed insegnare al proprio corpo una via di uscita dalla ‘selva oscura’, parafrasando Dante, per ritrovare ‘la diritta via che era smarrita’. Nel caso del Rolfing, la diritta via è quella di ritrovare l’allineamento nel campo della gravità.

 

 

Marcel Teeuw è Rolfer Certificato e scrive questo articolo a titolo personale.
I contenuti non sono intesi come consigli medici. Visitate la sua pagina FB

 

 

 

 

 

 

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Michele Corti
Nato a Genova il 7 giugno 1973, ho iniziato a scrivere di sport a 16 anni. Poi e' arrivata la tv, quindi il web e infine la radio. Ho fondato www.liguriasport.com e www.genoasamp.com nel 1998 e ideato nel 2000 il progetto www.stellenellosport.com per valorizzare lo sport in Liguria.