Allenarsi le fasce: Fascial Fitness

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Terme di Genova

di Marcel Teeuw *

Tanti non sanno che la maggior parte del movimento del corpo è prodotto dalla energia elastica immagazzinata nelle nostre fasce, non dai muscoli, e che i muscoli servono ‘soltanto’ per iniziare il movimento, per impedirlo, per rinforzarlo, o per cambiare direzione. E’ stato calcolato che nel sollevamento pesi solo 20% della forza viene dai muscoli, e 80% dalla pre-tensione delle fasce.

Alcuni esempi. Il calciatore, prima di tirare un calcio al pallone, fa un movimento contrario con la gamba e, semplificando, mette in tensione una catena di fasce della parte anteriore della coscia, connettendosi con gli ilio-psoas, fino a dentro la spina dorsale. Simultaneamente viene messa in tensione un’altra catena che coinvolge gli addominali interni ed esterni, la spalla ed il braccio opposto. Dopo il calcio, il gluteo, connesso con le fasce della schiena, rilascia la tensione ed aiuta la gamba a tornare con meno sforzo.

rolfing04_astaNelle arti marziali parliamo dell’uso del centro, impariamo ad utilizzare un movimento rotatorio per guidare e rinforzare il colpo o il calcio, che acquisisce così la potenza della frusta, invece di limitarci alla spinta basata sulla massa muscolare che c’è dietro. Il salto con l’asta nell’atletica leggera sfrutta l’elasticità dell’asta, ed è bellissimo vedere come il corpo dell’atleta si integri con la flessione dell’asta per scattare in alto. Nella corsa il tendine di Achille, se funziona bene, ci dona un risparmio di energia del 75% ad ogni passo: quando atterriamo il tendine si carica con energia elastica per poi aiutare al decollo scaricandosi.

Se l’uso della forza elastica è onnipresente in tutte le attività sportive, e se questa forza elastica dipende dalla qualità delle nostre fasce muscolari, i tendini e legamenti, dobbiamo chiederci se i nostri metodi di allenamento sono sempre adatti alle loro esigenze. Cosa possiamo fare per sfruttare al massimo questo meccanismo di cui siamo attrezzati?

Due Rolfer importanti, Robert Schleip, uno degli organizzatori della prima conferenza mondiale sulle fasce, e Tom Myers, autore di Anatomy Trains, hanno ideato Fascial Fitness come metodo integrativo. Ho seguito due corsi specifici con Robert Schleip ed in questo articolo vorrei condividere e commentare i principi di questo approccio, il fascial Fitness.

Stretching di catene lunghe del tessuto mio-fasciale. Lo stretching dovrebbe essere più creativo e non focalizzarsi su un tratto tra l’origine e l’inserzione del muscolo sulle ossa, perché la rete fasciale non si ferma lì. Invece di fare lo stretching del bicipite femorale, potremmo lavorare sul tratto dalla pianta del piede fino all’occipite.

L’elasticità a rimbalzo. C’è stato un periodo nelle palestre in cui lo stretching doveva essere statico e i movimenti con i pesi lenti e dolci. Ora si vede il ritorno dello stretching dinamico e l’utilizzo dello slancio, come per esempio con i kettlebell. Le fasce si rinforzano utilizzando il principio del pre-stretch nella direzione opposta del movimento, per poi far scattare la risposta elastica.

Rilascio miofasciale. Il rilascio miofasciale ha molti aspetti, ma un approccio facile è l’uso del foam roller per rilassare, estendere e reidratare le fasce e i muscoli. I movimenti devono essere abbastanza lenti e soffermarsi nei punti dolorosi.

Raffinamento della propriocezione. Le fasce sono l’organo sensoriale più grande che abbiamo ed è stata sinora sottovalutata l’importanza di questo aspetto. Variando i metodi di allenamento e introducendo anche il tocco si può aumentare la sensibilità del corpo al proprio movimento.

Questi quattro pilastri del Fascial Fitness non sostituiscono i normali metodi di allenamento ma cercano di integrarli dal punto di vista della salute delle nostre fasce. Quando le fasce sono in ottima forma, le nostre prestazioni possono aumentare, il recupero può essere più veloce e possiamo prevenire gli infortuni. Bisogna fare attenzione ai propri limiti, alla risposta del nostro corpo, ai principi della progressività (che è più lenta rispetto all’allenamento muscolare), ad allenarsi normalmente in modo equilibrato, per esempio, a non usare il foam roller sempre sullo stesso muscolo, senza considerare lo stato dell’antagonista. Il Fascial Fitness può essere integrato con un percorso di Rolfing® dove il lavoro sulla struttura, la funzione e il coordinamento del corpo si rinforza nella vita quotidiana con esercizi che si possono fare a casa.

Marcel Teeuw è Rolfer Certificato e scrive questo articolo a titolo personale.
I contenuti non sono intesi come consigli medici. Visitate la sua pagina FB

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Michele Corti
Nato a Genova il 7 giugno 1973, ho iniziato a scrivere di sport a 16 anni. Poi e' arrivata la tv, quindi il web e infine la radio. Ho fondato www.liguriasport.com e www.genoasamp.com nel 1998 e ideato nel 2000 il progetto www.stellenellosport.com per valorizzare lo sport in Liguria.