Il cervello del movimento

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di Marcel Teeuw *

Per coordinare il movimento del corpo, gli occhi sono importanti. Nessun rugbista corre con gli occhi chiusi ed il tennista guarda la pallina mentre la colpisce. Ma entrambi non hanno bisogno di guardare il percorso che fanno le mani ed i piedi per poter essere precisi. Il corpo sa dove si trovano gli arti in ogni momento grazie a un raffinato sistema di comunicazione.

La comunicazione del movimento non procede semplicemente secondo il modello del cervello che comanda, i nervi che trasmettono i comandi, e i muscoli che eseguono. Il traffico è uno scambio bidirezionale, e poi sono le nostre fasce a tramettere informazioni sia attraverso le tensioni elastiche che attraverso i recettori che si trovano al loro interno. I piedi sembrano avere già oltre 7000 terminazioni nervose ciascuno, e meno male che non siamo consci di tutto quello che loro dicono ma che esiste un cervello del movimento, il cervelletto, che se ne occupa.

Con il Rolfing® aiutiamo questo sistema di comunicazione. Migliorando la propriocezione in parti mirate del corpo, quindi la capacità del corpo di sentire se stesso, miglioriamo anche le potenzialità del movimento. La bella notizia è che non sono sempre limiti fisici che ci impediscono di migliorare le nostre prestazioni, ma spesso anche limiti nella comunicazione tra le varie parti del corpo e limiti nella ‘mappa’ con la quale il cervello rappresenta il corpo nello spazio.

Il principio di tante forme di allenamento è lo stesso: rifare un movimento spesso non solo rinforza i muscoli e le fasce che servono al movimento, ma ingrandisce anche la mappa motoria. Con il Rolfing possiamo velocizzare e correggere questi processi.

La mappa però può anche offuscarsi. Nel caso di un trauma muscolare, ovviamente il tessuto impone dei limiti al movimento, ma il trauma spesso è accompagnato da un impedimento che nasce dalla mappa che è diventata limitata, ha ora un ‘buco’. Ogni bambino che cade si tocca immediatamente dove se è fatto male, forse giusto un riflesso istintivo molto importante per confermare che tutto è a posto, che il ginocchio è sempre lì? E magari un eroe sportivo che sopprime il riflesso di toccarsi per non far vedere la sua vulnerabilità in quell’istante rinuncia alla ri-mappatura? Con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione, il tocco rimane indispensabile. Ogni tocco è un contatto con il cervello, che si estende da quella massa grigia nel cranio fino alle terminazioni nervose nella pelle. Il cervello del movimento è presente in tutto il corpo. Il Rolfing puo aiutare a ristabilire e rinforzare la comunicazione tra il cervelletto e le parti anche più periferiche del corpo.

Marcel Teeuw è Rolfer Certificato e scrive questo articolo a titolo personale.
I contenuti non sono intesi come consigli medici. Visitate la sua pagina FB

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Michele Corti
Nato a Genova il 7 giugno 1973, ho iniziato a scrivere di sport a 16 anni. Poi e' arrivata la tv, quindi il web e infine la radio. Ho fondato www.liguriasport.com e www.genoasamp.com nel 1998 e ideato nel 2000 il progetto www.stellenellosport.com per valorizzare lo sport in Liguria.