Mi fa male la fascia

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di Marcel Teeuw *

Noi sportivi viviamo con i nostri dolori muscolari. I dolori post-gara o post-allenamento ci dicono che abbiamo lavorato, mentre odiamo i dolori cronici e ricorrenti. Fino a poco tempo fa, nelle palestre ci insegnavano che il dolore è causato da un accumulo di acido lattico o da microtraumi nel tessuto muscolare. Il dolore stesso è un segnale di andare piano e dare tempo al recupero.

Nuove ricerche indicano che anche le fasce c’entrano con il dolore. Le fasce sono il tessuto bianco di collagene che passa attraverso i muscoli, li avvolge e li collega con tendini e ossa. Le fasce formano una rete che non solo avvolge e connette i muscoli ma anche i nervi e gli organi e si estende da sotto la pelle fino all’interno delle singole cellule del corpo. Davvero affascinante.

E’ stato confermato che l’effetto dell’allenamento si dimostra non solo nella ‘carne rossa’ ma anche sotto forma di lesioni nelle fasce. Quando sollecitiamo parti del corpo in modo ripetitivo, il tessuto connettivo si danneggia, per poi rinforzarsi. Però durante la ‘riparazione’ tende a strafare e comincia ad inspessirsi ed infilzarsi. Questo può creare delle fonti di tensioni, compensazioni ed infortuni. In più, sono le fasce ad avere la maggior parte dei cosiddetti nocicettori, i recettori che percepiscono il dolore e lo trasmettono al nostro cervello. Ed ecco la fascia che fa male.

Farebbe ridere se domani cominciassimo a parlare con i nostri amici dei nostri dolori fasciali invece dei dolori muscolari. Ma cosa significa tutto questo per la strategia sul recupero? Le fasce hanno bisogno di essere scivolose e flessibili. Un primo aiuto che possiamo facilmente dare loro nella cura personale è di re-idratarle con il foam rolling. Anche uno stretching a catena lunga viene spesso consigliato come cura delle fasce. In caso di tensioni e problemi ricorrenti potrebbe valere la pena affrontarli con un professionista che sa come lavorare sulle fasce. Nella pratica noto che i tempi di recupero si accorciano quando la rete fasciale è in ordine e sufficientemente flessibile. Bisogna dare credito ai Rolfer ed Osteopati che da decenni hanno avuto il coraggio di lavorare con questo tessuto trascurato dal mondo medico-scientifico fino a poco tempo fa.

Marcel Teeuw è Rolfer Certificato e scrive questo articolo a titolo personale.
I contenuti non sono intesi come consigli medici. Visitate la sua pagina FB

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Michele Corti
Nato a Genova il 7 giugno 1973, ho iniziato a scrivere di sport a 16 anni. Poi e' arrivata la tv, quindi il web e infine la radio. Ho fondato www.liguriasport.com e www.genoasamp.com nel 1998 e ideato nel 2000 il progetto www.stellenellosport.com per valorizzare lo sport in Liguria.